sabato 13 Agosto 2022

ICO REPORT – Continua la corsa al rialzo dei prezzi del caffè

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MILANO – I prezzi del caffè hanno proseguito la loro corsa al rialzo durante il mese di marzo rivalutandosi di quasi il 20% e raggiungendo i massimi degli ultimi due anni. Le statistiche del report mensile Ico – diffuse ieri pomeriggio – evidenziano l’ulteriore ripresa dei corsi sui mercati internazionali, ma anche la loro forte volatilità. Per leggere il report cliccare QUI .

Il prezzo giornaliero è oscillato tra un minimo di 153,33 e un massimo di 177,29 centesimi per libbra. Il picco mensile è stato raggiunto il 13 marzo.

Poi, le prime piogge brasiliane hanno momentaneamente placato gli ardori e l’indicatore si è svalutato di oltre il 13,5% nello spazio di una settimana, tornando comunque a oscillare attorno alla soglia dei 160 centesimi alla fine del mese.

La media mensile ha registrato così una nuova forte impennata risalendo a 165,03 centesimi (+19,8%). Gli indicatori degli arabica crescono di oltre il 20%. La variazione maggiore viene evidenziata dagli altri dolci (+23,3%); brasiliani naturali (+23%) e colombiani dolci (+22,6%) seguono a ruota.

Passa così quasi in secondo piano l’ulteriore ripresa – anch’essa, comunque, significativa – dei robusta, il cui indicatore si rivaluta di quasi il 10% (+9,9%).

New York e Londra (media della seconda e terza posizione) sono in nero rispettivamente del 21,7% e del 12,2%.

Fortissime, come già detto, le fluttuazioni di prezzo nell’arco del mese, con il coefficiente di volatilità mobile a 30 giorni al di sopra del 15%.

La variabile impazzita che ha fatto fibrillare i mercati è stata, ancora una volta, l’andamento meteo in Brasile, con l’alternarsi di previsioni più o meno positive  e l’incertezza sui danni provocati dalla siccità, che comunque potranno essere quantificati con precisione soltanto dopo il raccolto.

A riprova della gravità della situazione, il report Ico cita uno studio recente, che definisce i fenomeni degli ultimi mesi come la massima anomalia climatica registrata in Brasile dai tempi del Black Frost del 1975 e annuncia conseguenze ancora più gravi sul raccolto successivo.

Due annate consecutive caratterizzate da forti cali produttivi in Brasile acuirebbero una situazione resa già difficile, sul fronte degli arabica, dal preventivato calo dei raccolti in numerosi paesi produttori dell’America latina, colpiti dalla ruggine del caffè.

Si segnalano inoltre vari problemi, di diversa natura, che potrebbero incidere sui raccolti di altri importanti paesi produttori – quali Vietnam, India, Indonesia e Messico. In questi ultimi casi è bene, in ogni caso, evitare valutazioni premature e prendere voci e notizie con il dovuto beneficio di inventario.

Anche perché i dati riportati in conclusione del rapporto confermano comunque che la produzione mondiale 2013/14 (che contabilizza il raccolto brasiliano dell’anno scorso) sarà la più abbondante di sempre, risultando pari a 145,717 milioni di sacchi, in lieve crescita (+0,2%) sul precedente dato record del 2012/13.

Come è possibile vedere dalla tabella (cliccare per ingrandire) che riproduciamo qui sotto contribuiranno alla crescita principalmente i robusta (+6,7%) e, tra le grandi aree geografiche, l’unica in crescita sarà l’Asia & Oceania.

Produzione 2013 -14 rapporto marzo

Il report avverte tuttavia che sono in forte espansione anche i consumi, che avrebbero raggiunto, nell’anno solare 2013, i 145,8 milioni di sacchi, con un significativo incremento (+2,7%) rispetto al 2012, cui avrebbero contribuito non soltanto i paesi produttori (+2,8%), ma anche e soprattutto i mercati tradizionali (+4,1%).

Come risulta dalla tabella, l’unico dato negativo è quello dei mercati emergenti (-1,2%), sul quale incide però l’incompletezza delle statistiche sin qui raccolte, dal momento che molti dei paesi rientranti in quest’ultimo gruppo non fanno parte dell’Ico.

Table1

Febbraio ha visto una parziale ripresa delle esportazioni in tutte le forme, che sono cresciute del 4,3% rispetto allo stesso mese di un anno fa (vedi nostro commento già pubblicato la scorsa settimana).

Molto attivo il Vietnam, che ha registrato un sensibile incremento negli imbarchi (+28,2%), imputabile, in primo luogo, al buon andamento dei prezzi. L’export dei primi 5 mesi dell’annata caffearia 2013/14 rimane comunque inferiore del 6,6% rispetto al pari periodo del 2012/13.

Continua intanto il declino delle scorte certificate Liffe, ormai ridotte ad appena 317.000 sacchi. In lieve calo anche gli stock dell’Ice che si attestano attorno ai 2,9 milioni di sacchi.

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