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I Pos possono esser un aiuto importante per i locali nella Fase 2

Fra i vari “suggerimenti” contenuti nel documento tecnico elaborato da Inail ed Istituto Superiore della Sanità per il settore della ristorazione, c’è anche la voce pagamenti digitali, un asset divenuto molto importante nelle ultime due settimane, quelle che hanno sancito l’avvio della cosiddetta Fase 2

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I pagamenti cashless aiutano contro il virus

MILANO – La Fase 2 partita completamente da lunedì 18 maggio, non significa che il Coronavirus sia scomparso all’esterno: la cautela, la prudenza e le misure di sicurezza sono da seguire assolutamente e ogni gesto può fare la differenza. Compreso quello di pagare con il Pos all’interno dei locali: un’operazione che davvero può aiutare a limitare il contagio tra le persone. Leggiamo l’articolo su ilsole24ore.com di Gianni Rusconi.

Pos: usarlo fa parte delle buone pratiche contro il virus

Distanziamento dei clienti, dispositivi di sicurezza, sanificazione degli ambienti, menu in digitale: sono diverse le misure e gli accorgimenti che stanno accompagnando la riapertura di bar e ristoranti.

Fra i vari “suggerimenti” contenuti nel documento tecnico elaborato da Inail ed Istituto Superiore della Sanità per il settore della ristorazione, c’è anche la voce pagamenti digitali, un asset divenuto molto importante nelle ultime due settimane, quelle che hanno sancito l’avvio della cosiddetta Fase 2.

Se l’impossibilità di effettuare il servizio al tavolo o al bancone ha indotto da tempo diversi ristoratori a potenziare la consegna a domicilio e successivamente l’asporto di piatti e bevande, il ricorso a strumenti di pagamento in formato elettronico per evitare l’utilizzo dei contanti, e quindi il contatto diretto con i clienti, sembra aver “contagiato” altre categorie di operatori.Bar e pub, in particolare, seppure nel volume di affari drasticamente ridotto a causa del lockdown e limitato a delivery e take away, hanno aumentato l’uso di questi strumenti. Le rilevazioni di SumUp, fintech inglese specializzata in lettori portatili di carte per piccoli commercianti hanno registrato infatti dal 4 al 10 maggio un aumento del 55% delle transazioni digitali.

Dalle colazioni all’happy hour

Passando naturalmente per pranzi e cene, la possibilità di accettare sul proprio smartphone pagamenti attraverso carte chip&pin e contactless, borsellini elettronici come Apple Pay e Google Pay o piattaforme come Satispay e altri servizi simili, senza canone mensile e senza la necessita di un’apparecchiatura Pos tradizionale, ha conosciuto una progressiva e costante diffusione anche prima del Covid e si presume che in futuro la necessità di limitare il più possibile i contatti alimenterà ancora questa tendenza.