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giovedì 13 Giugno 2024
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Gueragni, titolare di Delfico, 105 anni di attività a Milano: “Il nostro bar è per tutti. Il caffè sarà sempre a 1 euro”

Il titolare: "Questo è ancora uno di quei vecchi bar di quartiere in cui si conoscono tutti. Il locale è a conduzione familiare ed è gestito da me, mio parere, mia madre e la mia compagna. Credo che la fortuna di questo bar risieda nella sua locazione. Siamo in una via nascosta che permette ancora di creare un legame indissolubile con il quartiere che negli altri bar spesso è assente. Mi piace instaurare un rapporto con le persone e in questo bar aleggia un clima familiare"

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Il bar Delfico ha festeggiato il suo 105° anniversario pochi mesi fa rendendolo a tutti gli effetti un locale storico. La caffetteria si trova al civico 18 dell’omonima via presente in zona Cenisio. Un bar in cui “si conoscono tutti ed è più simile ad una comunità”.

Questo per usare le parole del titolare Daniele Gueragni, il quale è stato il creatore dell’idea del bene sospeso: un’iniziativa benefica volta ad aiutare le persone più in difficoltà.

Per saperne di più sul bar Delfico, abbiamo deciso di intervistarlo.

Quando è nato il Bar Delfico?

“Il 27 novembre 1917. Il nostro bar ha festeggiato da pochi i suoi primi 105 anni di storia. Abbiamo vissuto due pandemie: la Spagnola e il Covid. Durante il Covid siamo rimasti aperti eccetto per il mese e mezzo di chiusura del primo lockdown. Per rimanere in attività abbiamo deciso di far diventare il locale solo una tabaccheria per via del decreto.”

Il bar Delfico ha proposto l’iniziativa del bene sospeso. Di che cosa si tratta?

“Il bene sospeso è un’idea che ho avuto insieme al mio migliore amico, un ragazzo affetto dalla sindrome di nanismo, durante il periodo pandemico. Abbiamo la fortuna di avere una clientela variopinta: dal consumatore più ricco, che può permettersi molti prodotti, a quello più povero.

Un’idea ci è balenata in mente: “Perché al posto di promuovere il caffè sospeso della tradizione napoletana, non creiamo la versione rivisitata del bene sospeso così che ognuno possa donare ciò che vuole?”. Alcuni dei nostri clienti donavano coperte, pasti, caffè e così via.

Noi siamo un punto di ritrovo per molti senza tetto, o persone in difficoltà, i quali sanno che a pranzo possono venire qui per mangiare perché in questo bar qualcosa si trova sempre. I clienti si sono dimostrati davvero generosi. Abbiamo abbattuto già ad agosto le 3000 opere di bene.“

C’è un forte senso di comunità nel suo bar

“Si, questo è ancora uno di quei vecchi bar di quartiere in cui si conoscono tutti. Il locale è a conduzione familiare ed è gestito da me, mio padre, mia madre e la mia compagna. Credo che la fortuna di questo bar risieda nella sua locazione.

Siamo in una via nascosta che permette ancora di creare un legame indissolubile con il quartiere che negli altri bar spesso è assente. Mi piace instaurare un rapporto con le persone e in questo bar aleggia un clima familiare. Abbiamo una diversa gamma di prodotti per chiunque: dai due euro di vino a 20 euro al bicchiere, dallo shot a 1,50 euro al whisky da 18 euro a bottiglia.”

Come si è evoluta il bar dopo il Covid?

“In un certo senso ha rafforzato il senso di comunità. Il bar è diventato un punto di ritrovo in cui le persone che hanno sofferto di più la solitudine possono trovare conforto.

La possibilità di incontrarsi di nuovo unito alla nostra iniziativa del bene sospeso ha fatto davvero la differenza. Nel nostro bar tutto ruota intorno alla comunità. Associare la socialità a un buon servizio è la chiave per ottenere il massimo della soddisfazione nel lavoro.”

Come sta reagendo il bar all’aumento delle bollette?

“Il caro bollette ha toccato tutti. Noi ci stiamo impegnando a non modificare nessun prezzo. Abbiamo molti clienti che possono permettersi prodotti più costosi come whisky da venticinque euro a bicchiere e questo è stato un fattore determinante per non alzare i prezzi dei beni di prima necessità.

Il prezzo del caffè è rimasto invariato a 1 euro. Usiamo un’ottima miscela, il caffè Ideal della torrefazione valtellinese. Il caffè rimarrà sempre a 1 euro.

Sono dell’idea che il bar è per tutti. Ognuno deve avere la possibilità di entrare al bar insieme ai propri amici senza avere l’ansia addosso di non potersi permettersi nulla. E se non si ha neanche 1 euro per il caffè entra sempre in gioco la nostra iniziativa sul bene sospeso.”

Progetti per il futuro?

“Mantenere la storia del locale e la nostra tradizione. Molto spesso facciamo degli eventi con musica dal vivo. Un nostro sogno è quello di proporre una festa per celebrare la via dove siamo con un mercato, artisti che si esibiscono e bancarelle per promuovere l’identità di quartiere.

È solo un’idea per il momento. Dobbiamo chiedere i permessi al Comune. C’è da dire che una festa in Via Melchiorre Delfico sarebbe davvero una bellissima iniziativa per valorizzare la nostra comunità”.

di Federico Adacher

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