domenica 24 Ottobre 2021

Fabio Frontani, sui dati Eurostat: «Il torrefatto italiano? Al massimo pari a 476,3 mila MT»

Il ceo NKG Bero Italia: "Considerando che secondo i dati in nostro possesso nel 2020 le scorte di verde in Italia non sono affatto diminuite, si può affermare senza timore di sbagliare che lo scorso anno la produzione di torrefatto nel nostro Paese è stata al massimo pari a circa 476,3k MT (equivalente tostato del verde importato), dato che rappresenta un volume del 35% inferiore a quello indicato da Eurostat"

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MILANO – Le torrefazioni italiane detengono un primato europeo, ma sarà vero? Questo il dubbio che Comunicaffè ha sollevato nel suo numero di lunedì 4 ottobre, in un articolo che riporta le statistiche diffuse da Eurostat relative al mercato del caffè dell’Unione Europea. Cifre che avevano suscitato sin dall’inizio le nostre perplessità, a fronte delle elaborazioni dei dati Istat sulle importazioni e sulle esportazioni, che ci vengono fornite dal Comitato italiano del caffè, e che pubblichiamo regolarmente.

Abbiamo gettato il sasso nello stagno attendendo le reazioni dei lettori.

Che non sono tardate ad arrivare, da un osservatorio molto autorevole. Fabio Frontaniamministratore delegato di NKG Bero Italia (www.nkgbero.it) e presidente della Camera arbitrale italiana del caffè (www.caic1933.it) – ha deciso di rispondere condividendo una riflessione puntuale, che conferma le nostre riserve. Riportiamo di seguito il suo intervento, rispetto a dei numeri che sicuramente meritano un’analisi più approfondita.

Fabio Frontani mette in discussione le cifre di Eurostat

Esordisce così Frontani: “Apprendo con sorpresa dal vostro articolo di stamane che secondo Eurostat l’Italia avrebbe prodotto nel 2020 ben 616k MT di caffè torrefatto (pari a circa 733k MT di equivalente verde) a fronte di importazioni per 559k MT (in sacchi da 60 kg, rispettivamente: 10.266.667 sacchi; 12.216.667 sacchi;  9.316.667 sacchi).

Mi permetto di nutrire seri dubbi al riguardo di questo dato, poiché non è pensabile che venga prodotto un volume superiore del 31% a quanto importato. In caso contrario l’industria italiana avrebbe dovuto disporre di 174k Mt (2.900.000 sacchi) di scorte nei propri magazzini, e questa francamente mi pare un’ipotesi altrettanto improbabile.

Lo stesso dicasi anche per i dati relativi alla Germania

A fronte di importazioni per 1.1 milioni di MT (18.333.333 sacchi), secondo Eurostat la produzione tedesca 2020 è stata pari a 679k MT (equivalente verde), pari a 11.316.667 sacchi, rappresentando un misero 62% di quanto importato. Se questi dati fossero corretti, la Germania si ritroverebbe oggi con un’impressionante volume di scorte, avendo accumulato ben 421k MT (7.016.667 sacchi)!

E’ vero che non esiste un dato certo al riguardo della produzione di caffè torrefatto, ma riteniamo utile riportare i dati ISTAT e AdD che per il 2020 indicano le importazioni in Italia di verde a 566,8k MT (9.446.667 sacchi) e le esportazioni di torrefatto italiano a 285,1k MT (pari a 4.751.667 sacchi): rispettivamente -8% e -7% rispetto a quelli del 2019.

Considerando che secondo i dati in nostro possesso nel 2020 le scorte di verde in Italia non sono affatto diminuite, si può affermare senza timore di sbagliare che lo scorso anno la produzione di torrefatto nel nostro Paese è stata al massimo pari a circa 476,3k MT (equivalente tostato del verde importato), ossia 7.938.333 sacchi: un dato che rappresenta un volume del 35% inferiore a quello indicato da Eurostat.

Quindi, a mio parere, le torrefazioni italiane non possono vantare il primato europeo per volume produttivo. Lo possono invece vantare perché continuano ad essere gli alfieri di un prodotto che, nonostante i molteplici tentativi di imitazione, è e resta profondamente ancorato alla tradizione del nostro Paese e come tale continua ad essere riconosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.

Con viva cordialità,

Fabio Frontani

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