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Flavio Urizzi, volto dell’Astoria, cordoglio globale per la scomparsa: martedì 18 si sono tenuti i funerali

Flavio Urizzi al microfono
Flavio Urizzi durante uno dei tantissimi convegni sul caffè espresso che aveva animato

MILANO – Messaggi da tutto il mondo, telefonate, ringraziamenti. Per Flavio Urizzi, già responsabile delle vendite all’estero per il marchio Astoria di Groppo Cma. Urizzi è scomparso la scorsa settimana, giovedì, all’età di 67 anni: ne avrebbe compiuto 68 il prossimo 20 di agosto. Il manager era andato in pensione lo scorso ottobre. Purtroppo per pochi giorni aveva potuto assaporare il meritato riposo. Perché nel giro di poche settimane era finito nel tunnel della malattia per la quale era stato ricoverato all’Ospedale di Gorizia, dove è poi deceduto.

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I funerali di Flavio Urizzi si sono svolti martedì 18 febbraio dalle ore 11 nella chiesa parrocchiale Santissimi Nicolò e Paolo di Monfalcone (Gorizia) partendo dall’ospedale di Gorizia. È seguita la cremazione.
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La sorella e il fratelli di Flavio Urizzi hanno invitato, nell’annuncio della cerimonia, non fiori ma donazioni al Burlo Garolfo di Trieste, il miglior istituto pediatrico di ricerca in Italia.

Flavio se ne è andato nel il cordoglio generale di tutta la filiera del caffè. Alla quale Urizzi aveva dedicato per decenni non solo tutto il suo impegno professionale ma anche tantissima passione.

Diventando, sin dai primi anni Duemila, quando parlare di cultura del caffè non era ancora di moda, uno dei primi ad affrontare l’argomento.

Organizzando e partecipando, per esempio, ai convegni che si tennero a Rimini nel 2004 nell’ambito delle Giornate della Scae volute dall’allora presidente dell’associazione specialty coffee europea Vincenzo Sandalj negli spazi e nei saloni delle conferenze della Fiera di Rimini.

Temi «Dove sta andando il prezzo del caffè» e «Evoluzione tecnica ed estetica delle macchine professionali», oggi temi frequenti ma all’epoca rappresentarono, con tutti gli altri impostanti da Sandalj e dalla Scae, una rivoluzione per il settore. Che ne sta discutendo ancora adesso. Come altri argomenti come la sostenibilità e la certificazione del caffè. Anche senza la blockchain, oggi tanto di moda ma che all’epoca, era ancora in mente dei.

In questo video Urizzi parla del mercato delle macchine per caffè professionali nella sua Cina

Ebbene Urizzi fu tra i protagonisti di quelle giornate riminesi. E, successivamente, non negò mai il suo entusiasmo ed il suo contributo a tutti gli eventi sulla cultura del caffè che, piano piano, cominciavano a prendere quota.

Urizzi c’era sempre, assieme, all’inizio, ad alcuni colleghi di pochi altri marchi. Quando faceva notare che essere concorrenti non significa essere avversari sul mercato ma, appunto, concorrenti, come chi corre insieme per lo stesso obiettivo. La qualità finale del caffè per la quale le macchine sono componente fondamentale.

Flavio Urizzi CMA
Flavio Urizzi

Flavio Urizzi non si negava mai. Bastava una telefonata di domande o di richiesta informazioni per trovare in lui una persona preparata e disponibile.

Ma, ancora di più, Urizzi era una presenza, sempre rassicurante, elegantissimo, sugli stand della Astoria, in tutte le fiera, dappertutto nel mondo.

Sì perché, di nuovo, ad Urizzi potevi sempre chiedere lumi su tecnica e tendenze. Ma anche sulle persone. Per le quali Urizzi aveva sempre parole buone di comprensione e incoraggiamento.

Le critiche le riservava a Comunicaffè, testata con la quale aveva collaborato, anche con chiamate in diretta dai posti più sperduti del globo. Quando il lavoro glielo consentiva. In quelle occasioni Urizzi era sempre franco, chiaro. Non lasciava spazio all’immaginazione.

Spiegava sempre il tema sul quale era in disaccordo e come rimediare agli errori. Che sono sempre possibili, in questo mestiere. Non si arrabbiava mai, Urizzi. Da lui sempre parole di comprensione e di appoggio. Ma la determinazione a ristabilire la verità. E lo abbiamo sempre seguito. Perché aveva ragione lui. Come abbiamo sempre fatto con altri compagni di strada lungo questo percorso di informazione al servizio del settore.

Infine con Urizzi era anche facile ridere e sorridere. Le sue battute erano sempre precise e puntuali. Senza mai offendere nessuno. Ma suscitando il sorriso in un ambiente dove la seriosità sono dominanti.

Ecco, il viatico che ci lascia Flavio Urizzi è proprio questo. Grande attenzione ai temi e alle tendenze. Grande precisione nelle argomentazioni. Stare lontano dagli errori, anche approfittando delle conoscenze degli amici.

E Flavio Urizzi, per tantissimi e anche per noi, è stato soprattutto un amico.
Un carissimo amico.
Un uomo buono e saggio Che mancherà tanto.