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Trieste: Max Fabian è il nuovo decano del Corpo consolare

Max Fabian

TRIESTE – È Massimiliano Max Fabian il nuovo decano del Corpo consolare di Trieste. Fabian raccoglierà il testimone lasciato da Giovanni Cervesi, già console dei Paesi Bassi, che ha abbandonato la carica per raggiunti limiti di età. Nell’occasione, i Paesi Bassi hanno anche deciso di chiudere la loro rappresentanza in città.

Console del Camerun a Trieste e per l’intera circoscrizione del Friuli Venezia Giulia dal 2001, Fabian avrà come vice decano Paolo Petiziol, console della Repubblica Ceca a Udine, mentre Adriano Martinolli D’Arcy, console del Portogallo a Trieste, è stato confermato nel ruolo di segretario generale del Corpo consolare. Tutti e tre rimarranno in carica per tre anni, perché quella è la durata del Consiglio di Decanato, in base al Regolamento del Corpo consolare della città.

Fabian opera da sempre come imprenditore nel mondo del caffè. Socio e amministratore delegato della Demus spa, gestisce altre due aziende del settore. «Sono al primo incarico nel Corpo consolare – dice Fabian – ma in precedenza ho ricoperto ruoli istituzionali sia nel mondo del caffè sia nella Confindustria».

Dopo aver studiato Economia e commercio all’Università di Trieste, Fabian si è subito rivolto all’impresa. Fra i suoi propositi, in qualità di decano, quello di «essere più presente nel tessuto cittadino, perché i consoli a Trieste sono molto numerosi – sottolinea – e rappresentano Paesi importanti, distribuiti un po’ ovunque, e possono dare un apporto alla crescita economica della città. Possiamo e vogliamo essere ancor più propositivi – aggiunge – e credo proprio che ce la faremo a segnare una svolta».

La giovane età gioca a favore di Fabian, che ha garantito che metterà nel nuovo incarico tutto l’entusiasmo necessario. Attualmente il Corpoconsolare di Trieste comprende 33 Paesi rappresentati, 4 dei quali sono retti da Consoli di carriera titolari, mentre gli altri sono tutti onorari. Il primo Consolato a Trieste fu aperto nel 1732 per conto di quella che, all’epoca, era la Nazione greco turchesca.