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Export brasiliano in calo generalizzato ad agosto

Dati CeCafé evidenziano una flessione delle esportazioni sia di caffè verde che di prodotto trasformato. In controtendenza gli imbarchi verso l'Italia, che crescono dell'1,76%

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MILANO – Export brasiliano in calo generalizzato ad agosto. Secondo i dati provvisori CeCafé, le esportazioni in tutte le forme del primo produttore mondiale hanno subito, il mese scorso, una flessione dell’8,4% a volume e del 22,2% a valore.

Gli imbarchi sono ammontati a 2.831.904 sacchi e hanno portato nelle casse brasiliane un totale di 451,686 milioni di dollari. Il prezzo medio di esportazione per sacco da 60 kg scende a 159,50 dollari (-15,1%).

L’export di verde è stato di 2.535.843 sacchi (-8,5%), di cui 2.152.524 sacchi di arabica (-9,8%) e 383.319 sacchi di conillon (-1%).

Segnano il passo dunque, per il secondo mese consecutivo, anche le esportazioni di robusta confermando l’invertirsi del favorevolissimo trend di crescita osservato nell’annata trascorsa, reso possibile da un raccolto senza precedenti di questa varietà.

L’export di caffè trasformato subisce un calo complessivo del 7,5% e si ferma a 296.061 sacchi, in massima parte di solubile.

Gli imbarchi degli ultimi 12 mesi sono pari a 36.127.653 sacchi, di cui 32.638.600 di caffè verde, costituiti a loro volta da 28.121.233 sacchi di arabica e 4.517.367 di robusta. Il valore totale dell’export è stato di 6,637 miliardi di dollari. Cecafé non ha fornito nel report alcun dato di raffronto con i 12 mesi precedenti.

L’export dei primi 8 mesi dell’anno solare 2015 raggiunge i 23.421.955 sacchi, in flessione dell’1,2% sul pari periodo 2014.

A tale volume corrisponde un valore di 4,087 miliardi di dollari, superiore dell’1% a quello registrato nell’analogo arco temporale dell’anno passato.

Sempre tra gennaio e agosto di quest’anno sono stati esportati 21.046.263 sacchi di caffè verde, di cui 17.970.658 di arabica (-7,1%). L’export di robusta è pari a 1.065.512 sacchi, tuttora superiore del 53% rispetto al 2014.

In lieve crescita le vendite all’estero di caffè trasformato (in massima parte solubile), che hanno raggiunto i 2.375.692 sacchi (+0,2%), per un valore di 402,298 milioni di dollari.

Le esportazioni di caffè differenziati sono state di 5.988.498 sacchi costituendo il 25,6% a volume e il 33,5% a valore sul totale dell’export.

Gli Usa rimangono il massimo mercato brasiliano, con 5.036.811 sacchi esportati nel periodo gennaio-agosto: un dato pressoché invariato rispetto a quello dell’anno scorso.

Parziale battuta d’arresto degli imbarchi verso la Germania, che subiscono un arretramento del 6,93% scendendo a 4.180.402 sacchi.

L’Italia si conferma il terzo mercato del Brasile, con un export di 1.826.049 sacchi, in crescita dell’1,76%. Seguono Giappone (1.546.998 sacchi; +0,94%) e Belgio (1.481.319 sacchi; -10,46%).

Alle spalle di questi paesi si segnala la forte progressione di Regno Unito e Turchia, con rispettivamente 739.767 sacchi (+46,25%) e 540.818 sacchi (+31,87%) esportati nei primi 8 mesi del 2015.