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Mondelēz International ora è unita a DE Master Blenders

DEMB 1753 avrà una partecipazione maggioritaria del 56%, Mondelēz International il 44% e 3,8 miliardi di euro. Nasce così Jacobs Douwe Egberts (JDE), la più importante società pure play del mondo, secondo competitor assoluto alle spalle della sola Nestlé. Pierre Laubies e Bart Becht, entrambi da DEMB 1753, saranno rispettivamente ceo e presidente del board di JDE

Il matrimonio tra Mondelēz International e D.E Master Blenders 1753 è diventato realtà. Ad annunciare il closing dell’operazione un comunicato dal quale si apprende che le due parti hanno completato le transazioni per la fusione dei rispettivi business caffè, compreso il portafoglio marchi di Mondelēz International in Francia.

Nasce così Jacobs Douwe Egberts (JDE), massima compagnia pure play a livello mondiale, con un fatturato di oltre 5 miliardi di euro, nonché secondo competitor assoluto su scala globale nel settore del caffè alle spalle della sola Nestlé.

La denominazione fonde idealmente i due brand storici più rappresentativi conferiti nella nuova società: Jacobs (marchio tedesco creato nel 1895 da Iohann Jacobs), da parte di Mondelēz International, e Douwe Egberts (marchio olandese fondato da Egbert Douwes nel 1753), da parte di DEMB 1753.

In base a questa operazione Mondelēz International ha ricevuto liquidità per 3,8 miliardi di euro, nonché una partecipazione del 44% nella nuova joint-venture.

Acorn Holdings B.V. (AHBV), proprietaria di D.E. Master Blenders, assume una partecipazione di maggioranza in JDE del 56%.

La nuova società avrà sede in Olanda e sarà market leader in 18 paesi oltre ad avere una presenza forte in vari mercati emergenti. Nel portafoglio di JDE – oltre ai già citati Jacobs e Douwe Egberts – marchi del calibro di Tassimo, Moccona, Senseo, L’OR, Douwe Egberts, Kenco, Pilão e Gevalia.

Il rapporto tra liquidità e quote di partecipazione riconosciuto a Mondelēz International è diverso da quello originariamente fissato (5 miliardi di dollari cash e una partecipazione del 49% nella nuova compagnia), poiché il colosso americano non ha conferito nella nuova società Dongsuh Foods Corporation, primo produttore di solubile in Corea del sud, di cui ha preferito conservare il controllo diretto.

L’operazione ha ottenuto, a inizio maggio, il via libera della Commissione UE. Il disco verde è stato tuttavia condizionato alla cessione, da parte di Mondelēz International, delle attività di Carte Noire nello spazio economico europeo (See) e, da parte di D.E Master Blenders 1753, della vendita delle attività della danese Merrild (acquistata da Lavazza) e della concessione in licenza del marchio Senseo in Austria.

Per quanto riguarda Carte Noire, di gran lunga il più importante tra gli asset da cedere, Lavazza ha fatto un passo indietro rinunciando all’esclusiva sull’acquisto, che le era stata riconosciuta dopo che era saltato l’acquisto dei marchi L’OR e Grand’Mère, la cui vendita era stata dichiarata insufficiente dall’antitrust europeo.

Lavazza avrebbe desistito soprattutto a causa del rincarare delle pretese da parte di Mondelēz International, che hanno fatto lievitare il prezzo di vendita di Carte Noire a livelli insostenibili per l’azienda torinese.

La partita è ora apertissima, con due fondi di investimento in pole position, stando ai rumours che circolano da alcuni giorni.

Al timone di JDE, i vertici di DEMB 1753. Alla guida della nuova società ci sarà infatti Pierre Laubies, attuale ceo di DEMB 1753, mentre a capo del board sarà promosso l’attuale presidente di DEMB 1753 Bart Becht.

AHBV è una finanziaria controllata da JAB Holding, il veicolo di investimento della famiglia tedesca Reimann, di cui fanno anche parte, con quote di minoranza, BDT Capital Partners, Quadrant Capital Advisors e Société Familiale.

JAB Holding possiede quote di controllo anche nella californiana Peet’s Coffee & Tea e in Caribou Coffee, una delle più importanti catene di caffetterie degli Stati Uniti. L’anno scorso ha inoltre acquisito la maggioranza della catena americana di ristorazione informale Einstein Noah Restaurant Group.