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Diabete di tipo 2: non solo il caffè, ma anche il tè aiuta contro la patologia

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Quando bere il caffè per avere il miglior effetto?

MILANO – Secondo il Centro studi dell’alimentazione italiano, il ruolo protettivo del tè nei confronti del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 è ormai ben noto. Meno chiara tuttavia è la relazione tra i livelli di assunzione di tè ed i benefici per la salute. Dall’analisi di appositi questionari per la rilevazione dei consumi alimentari, compilati da più di 29.000 soggetti reclutati per lo studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), 12.403 dei quali con diagnosi di diabete di tipo 2, è emerso che i consumi di tè sono notevolmente diversificati negli 8 Paesi europei considerati. Infatti, nonostante il 64% della popolazione europea dichiari di consumare tè, la mediana dei livelli di assunzione varia da 0 tazze al giorno in Spagna a 4 tazze al giorno nel Regno Unito.

Diabete di tipo 2: cosa dice la ricerca

Il consumo di tè è risultato comunque associato ad una ridotta probabilità di diabete di tipo 2. In particolare per i consumatori di tè il rischio è ridotto rispetto ai non consumatori, ed espresso come Hazard Ratio (HR) è pari a 0,84 e 0,93 per consumi rispettivamente di 4 o più tazze al giorno e da 1 a meno di 4 tazze al giorno.

I risultati di questo studio dimostrano quindi l’esistenza di un’associazione inversa e lineare tra il consumo regolare di tè, a partire da una tazza al giorno, e l’incidenza di diabete di tipo 2 nella popolazione europea.