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giovedì 25 Luglio 2024
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De’ Longhi: ricavi 2022 a 3,2 miliardi, bene il trend delle macchine per caffè domestiche

L'Amministratore delegato Fabio de’ Longhi: "In generale, sono molto soddisfatto di come il Gruppo ha saputo reagire di fronte allo scenario straordinariamente sfidante e complesso che si è venuto a creare nel 2022, considerando come tale scenario abbia portato ad un deterioramento della fiducia e potere di acquisto dei consumatori e con quale intensità abbia messo a dura prova la gestione dei costi di produzione di tutto il nostro settore industriale. L’eccesso di accumulo di scorte nei primi 9 mesi ha richiesto l’implementazione di misure straordinarie atte a riportare il magazzino sotto controllo e a ridurre di conseguenza i costi straordinari generati dalle inefficienze produttive e dalla gestione dello stock. Il successo si queste azioni è testimoniato dalla performance reddituale e del cash-flow del quarto trimestre, positivo per 270 milioni di euro, reso possibile soprattutto dalla discesa del magazzino dal picco di fine giugno ai circa 550 milioni di fine anno. Il 2023 inizia in un contesto non molto dissimile dalla seconda parte del 2022 che ci lascia prevedere un progressivo miglioramento del clima economico e dei consumi nella seconda metà dell’anno dopo una partenza difficile, segnata da un ulteriore de-stocking da parte della distribuzione a cui si sommeranno gli effetti della nostra scelta strategica di uscire dal mercato del condizionamento mobile negli Stati Uniti e dello sfidante raffronto con la straordinaria crescita dei primi mesi dei precedenti due anni. In questo contesto, stimiamo perciò di poter chiudere l’anno con ricavi in leggera flessione ed un Ebitda adjusted nell’intervallo di 370-390 milioni di euro”

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TREVISO – Approvati dal Consiglio di amministrazione di De’ Longhi SpA i risultati consolidati del 2022. Nei 12 mesi: ricavi a € 3,158,4 milioni, in leggero calo del -2% (-5,9% a cambi costanti); adjusted Ebitda a € 362 milioni, pari all’11,5% dei ricavi (rispetto al 16% del 2021); utile netto a € 177,4 milioni, pari al 5,6% dei ricavi (rispetto al 9,7% del 2021); posizione finanziaria netta positiva per € 298,8 milioni, in discesa di € 126 milioni rispetto a fine 2021, ma in forte recupero nel quarto trimestre con un flusso di cassa positivo di € 270 milioni di euro.

Bene il trend delle macchine per caffè super automatiche e a capsule da casa.

Nel quarto trimestre De’ Longhi:

  • ricavi in calo del 3,9% a € 1.029,8 milioni (-7% a cambi costanti);
  • adjusted Ebitda a € 150 milioni e pari al 14,6% dei ricavi (rispetto al 14,7% nel 2021);
  • utile netto a € 78 milioni, pari al 7,6% dei ricavi (rispetto al 7,3% del 2021).

Il CdA ha proposto la distribuzione di un dividendo di € 0,48 per azione, pari ad un pay-out ratio del 41% in linea con la dividend policy del Gruppo.

Commenta l’Amministratore delegato Fabio de’ Longhi:

Fabio de'Longhi dividendo
Fabio De’Longhi amministratore delegato del Gruppo De’ Longhi

“In generale, sono molto soddisfatto di come il Gruppo ha saputo reagire di fronte allo scenario straordinariamente sfidante e complesso che si è venuto a creare nel 2022, considerando come tale scenario abbia portato ad un deterioramento della fiducia e potere di acquisto dei consumatori e con quale intensità abbia messo a dura prova la gestione dei costi di produzione di tutto il nostro settore industriale.”

C’è di più: “L’eccesso di accumulo di scorte nei primi 9 mesi ha richiesto l’implementazione di misure straordinarie atte a riportare il magazzino sotto controllo e a ridurre di conseguenza i costi straordinari generati dalle inefficienze produttive e dalla gestione dello stock. Il successo si queste azioni è testimoniato dalla performance reddituale e del cash-flow del quarto trimestre, positivo per 270 milioni di euro, reso possibile soprattutto dalla discesa del magazzino dal picco di fine giugno ai circa 550 milioni di fine anno.”

de’ Longhi conclude: “Il 2023 inizia in un contesto non molto dissimile dalla seconda parte del 2022 che ci lascia prevedere un progressivo miglioramento del clima economico e dei consumi nella seconda metà dell’anno dopo una partenza difficile, segnata da un ulteriore de-stocking da parte della distribuzione a cui si sommeranno gli effetti della nostra scelta strategica di uscire dal mercato del condizionamento mobile negli Stati Uniti e dello sfidante raffronto con la straordinaria crescita dei primi mesi dei precedenti due anni. In questo contesto, stimiamo perciò di poter chiudere l’anno con ricavi in leggera flessione ed un Ebitda adjusted nell’intervallo di 370-390 milioni di euro.”

Il 2022 è stato un anno di grandi sfide e complessità, caratterizzato da eventi politici straordinari e imprevedibili e da dinamiche macroeconomiche (su di tutto le pressioni inflazionistiche) che hanno avuto impatti rilevanti sulla crescita e sulla profittabilità dell’intero settore.

De' longhi
Il bilancio De’Longhi (immagine concessa)

Nello specifico, dopo una partenza d’anno sostenuta, in continuazione col positivo trend di crescita evidenziato nei precedenti trimestri (soprattutto per quel che riguarda il comparto del caffè), nei successivi trimestri il Gruppo ha dovuto fronteggiare un calo generalizzato della domanda, soprattutto in Europa, a cui si sono aggiunti l’intensificarsi delle pressioni inflazionistiche su alcune componenti di costo del prodotto e costi straordinari legati ad un anomalo livello di magazzino raggiunto nel corso del primo semestre dell’anno.

A parziale compensazione di tali effetti, il Gruppo De’ Longhi ha mantenuto una politica di prezzi in misurato rialzo, oltre ad aver implementato misure eccezionali che hanno consentito nella seconda metà dell’anno di riportare il livello dello stock sotto controllo e ben oltre i target preventivati.

Infine, nonostante il contesto sfidante, il Gruppo De’ Longhi ha mantenuto un fatturato ben superiore ai 3 miliardi di euro, anche grazie alla scelta strategica di dare continuità agli investimenti in comunicazione e marketing, in crescita rispetto al 2021, in particolare per quel che concerne la campagna globale sul caffè che vede protagonista Brad Pitt come ambassador del marchio De’ Longhi per il caffè.

Nel 2022 i ricavi hanno subito una leggera flessione del 2%, attestandosi a € 3.158,4 milioni.

Dopo una prima parte dell’anno chiusa in territorio positivo, sostenuta da una brillante performance del caffè, nel corso dei successivi trimestri il Gruppo ha evidenziato un calo generalizzato del fatturato ad un tasso mid-single digit, spiegato principalmente dal rallentamento dei consumi in Europa.

In flessione anche il fatturato del quarto trimestre (-3,9%), ancora caratterizzato da un comportamento conservativo dei consumatori e dal conseguente de- stocking della distribuzione.

La componente valutaria (comprensiva della gestione delle coperture) ha contribuito positivamente per 3,9 punti percentuali di crescita nei 12 mesi e di 3,1 punti percentuali nel quarto trimestre.

La valuta che, più di ogni altra, ha pesato sui conti del Gruppo nell’anno è stato il dollaro USA, il cui apprezzamento ha sostenuto il valore delle vendite soprattutto nelle aree nord-americana e del medio oriente; a livello di Ebitda, tuttavia, gran parte di questo effetto positivo si è diluito, per via dell’impatto negativo di un dollaro più forte sui costi di produzione, anche se le coperture implementate dal Gruppo ne hanno limitato la dinamica, permettendo di chiudere l’anno con un effetto positivo delle valute sul margine di € 14 milioni.

Come già detto, nel corso del 2022 diversi fattori macroeconomici hanno indebolito il potere d’acquisto dei consumatori e la domanda di beni nell’area europea, mentre nelle altre aree geografiche extra-europee il clima generale dei mercati è stato più positivo.

Nel dettaglio:

• nell’area dell’Europa sud-occidentale tutti i principali mercati hanno segnato una flessione delle vendite sia nei 12 mesi che nel quarto trimestre, con l’unica significativa eccezione di un parziale recupero nel trimestre della Germania, che ha registrato un fatturato in linea l’anno precedente;

• in calo a doppia cifra le vendite dell’Europa nord-orientale, sia nei 12 mesi che nel quarto trimestre, a causa principalmente dell’impatto diretto del conflitto russo-ucraino con l’eccezione di pochi mercati, tra cui Polonia ed Ungheria, che hanno invece delineato un trend in crescita;

• l’area MEIA è rimasta in territorio positivo sia nei dodici mesi che nel trimestre, beneficiando di un favorevole effetto cambio che ha più che compensato la poca vitalità del trend dei volumi;

• l’area America ha conseguito nei dodici mesi e nel quarto trimestre una crescita a doppia cifra, grazie ad una significativa accelerazione nel segmento del caffè e sostenuta da un rilevante effetto positivo della componente valutaria in entrambi i periodi;

• infine, la regione Asia Pacific ha realizzato una crescita marcata sia a valori correnti che a cambi costanti, evidenziando un crescente contributo del mercato della “greater China”, le cui vendite hanno raggiunto i 138 milioni di euro (+32% nell’anno).

In termini di segmenti di prodotto:

• il comparto delle macchine per il caffè ad uso domestico ha evidenziato un trend positivo, sia nei dodici mesi che nel quarto trimestre, grazie all’espansione delle categorie core – macchine superautomatiche e manuali che hanno beneficiato di una maggiore resilienza nei consumi ed una migliore penetrazione sul mercato;

• Il segmento della cottura e preparazione dei cibi ha chiuso l’anno ed il trimestre in marcato calo, in tutte le principali famiglie di prodotto, a causa della generalizzata debolezza dei consumi nel settore kitchen ed un confronto sfidante con gli straordinari risultati ottenuti dal Gruppo nei due anni precedenti;

• per quanto riguarda i rimanenti segmenti, segnaliamo la crescita nell’anno, confermata nel quarto trimestre, del comparto comfort (climatizzazione domestica), sostenuto dal buon andamento dei prodotti del riscaldamento, che ha più che compensato il calo nel condizionamento portatile, mentre il segmento del home care (pulizia domestica e stiro) ha subito una contrazione nell’anno e nel trimestre;

• infine, è stato ampiamente positivo il contributo del comparto del caffè professionale rappresentato dalla neo-acquisita Eversys, che ha mostrato un trend di crescita high-double-digit in tutti i trimestri del 2022, quasi raddoppiando il fatturato nell’anno.

 

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