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De’ Longhi e Bialetti, agli analisti di Bloomberg piace il caffè all’italiana

moka
La classica moka è una vera icona del made in Italy

MILANO – Finiscono in bella evidenza sul sito di Bloomberg due tra i principali produttori di apparecchi domestici per il caffè all’italiana.

Secondo i report e i commenti raccolti tra gli analisti dall’agenzia finanziaria, le azioni di Bialetti Industrie SpA e di De’ Longhi SpA, i celebri brand legati all’industria della tradizionale “Moka” in alluminio e delle macchine per il caffè espresso, “hanno ancora margini di rialzo” nonostante abbiano già messo a segno un rally rispettivamente del 43% e del 33% negli ultimi 12 mesi.

Due buy convincenti

Ad esprimersi con ottimismo sui due titoli è in particolare, stando alle informazioni raccolte telefonicamente da Bloomberg, North Square Blue Oak Ltd., una banca d’investimento che va a caccia di scommesse interessanti per conto di hedge fund e investitori istituzionali.

Secondo il broker, infatti, per entrambi i titoli “la corsa spumeggiante” può continuare, Bialetti e De’ Longhi sono dei “buy convincenti” e le due società “sono pochissimo presenti nei radar dei grandi investitori, nonostante abbiano buoni spazi di crescita “in importanti nuovi mercati”.

De’ Longhi: buone prospettive in Cina

Rispetto a De Longhi, su cui North Square Blue Oak offre una indicazione d’acquisto con target price a 32 euro, l’analista del gruppo Mario Russo sottolinea, a fronte di margini e fatturato in crescita, che “la società sta procedendo in direzione di una più diversificata impronta geografica”, è “una scommessa sul fronte della generazione di cash flow” e potrebbe diventare oggetto di interesse per i grandi fondi.

A favorire il titolo, ci sarebbe poi la partnership con Nestlé Nespresso, che dopo aver fatto di De Longhi un leader in Europa potrà dare una mano per liberare “il potenziale di crescita inutilizzato in nuovi mercati come la Cina”.

Stessa opinione avanzata dall’analista di Berenberg, Anna Patrice, secondo la quale c’è la possibilità che l’azienda batta le previsioni di consenso “perché ha il potenziale per migliorare ulteriormente i margini dal 2018 e oltre”; e dunque il il titolo è da comprare nonostante scambi con un rapporto prezzo-utili meno conveniente rispetto alla concorrenza.

Bialetti: un’azione sottovalutata

Quanto a Bialetti, ancora North Square Blue Oaks ricorda che l’azienda, che sta adesso uscendo dalla dolorosa ristrutturazione (che ha compreso la vendita del brand Girmi nel 2016), ha concentrato i propri sforzi verso la nuova strategia dei nuovi punti vendita “mono-marca”, un’ottantina di concept store nelle principali città.

“Il piano industriale è sostenibile e potrebbe creare enorme valore (‘terrific value’, ndr) per gli azionisti, anche perché la società è “sottovalutata”, visto che scambia appena sei volte l’ebitda ma “ha il potenziale per arrivare fino a circa 15 volte l’ebitda”.