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Così Satispay elimina il contante con il semplice ausilio di un normale smartphone

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Una start-up di successo nata nel 2012

MILANO – Si è parlato con sempre maggiore insistenza, in queste settimane, di guerra al contante, con annesse polemiche e querelle politiche. Ma gli italiani appaiono tuttora refrattari, per vari motivi, al concetto di società cashless e poco propensi ad abbandonare le vecchie abitudini.

Ma esistono sin d’ora strumenti che consentono un approccio soft ai pagamenti elettronici. Non richiedono carte e bancomat, ma il semplice ausilio di un telefono mobile. E hanno costi ridotti (o nulli per le transazioni piccole). Su Industria Italiana, Laura Magna racconta la storia di Satispay, che vi proponiamo di seguito.

Satispay è una start-up nata nel 2012 per iniziativa di: Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta.

I tre fondatori fecero allora una constatazione. E cioè che «con lo smartphone si potesse fare qualsiasi cosa, tranne che pagare», come dice a Industria Italiana lo stesso ceo Alberto Dalmasso. Il risultato, sei anni dopo, è un’azienda con un team di 65 persone e numeri in rapida crescita, pronta allo sbarco in Europa, a partire da Lussemburgo e Germania.

I numeri di Satispay

Sono 800mila gli iscritti alla piattaforma, «raddoppiati nell’ultimo anno mentre al contempo sono triplicati i pagamenti», spiega Dalmasso. «La crescita esponenziale che stiamo registrando conferma che per incidere significativamente nel cambiare le modalità di acquisto quotidiane e di accettazione dei pagamenti per qualsiasi importo, servono strumenti semplici, trasparenti ed economici.

Siamo nati con l’obiettivo di sostituire il contante per semplificare la vita ai consumatori dando una risposta agli esercenti che hanno la necessità di rendere più economiche e comprensibili le commissioni che devono pagare».

E non è un caso che siano in costante aumento anche degli esercizi commerciali convenzionati, oggi arrivati a quasi 90.000: una rete nella quale insieme ai tantissimi piccoli indipendenti figurano grandi brand.

Già nel 2017 Satispay si è aperta al canale della Gdo con Esselunga a cui sono seguiti subito dopo Coop, Pam, NaturaSì, Tigros e molti altri. Se guardiamo al settore dell’abbigliamento figurano i nomi Motivi, che opera con 200 negozi di abbigliamento nell’orbita della galassia Miroglio, Jamamay e Jaked, 1.500 punti vendita del Gruppo Pianoforte, e da poco anche Boggi e Twinset.

Un mercato, quello in cui opera l’azienda, con enormi potenzialità di crescita. «Nelle città in cui siamo partiti prima, come Cuneo, sfioriamo una penetrazione del 16% sulla popolazione. Se si pensa che questo dato può ancora crescere ed essere poi replicato in tutta Italia e in Europa, ci si fa un’idea del mercato potenziale per noi.

Oggi siamo attivi solo in Italia e contiamo 820.000 utenti, con una crescita media di circa 1.200 al giorno, e quasi 100.000 esercenti di tutta Italia si sono uniti al nostro network», dice Dalmasso. Il cui prossimo obiettivo è «raggiungere un milione di consumatori e, parallelamente, continuare ad accrescere gli esercizi commerciali convenzionati, oltre che iniziare ad affrontare nuovi mercati».

Prossima fermata, l’Europa

In Lussemburgo, dove è stata trasferito la licenza di istituto di moneta elettronica da Londra, per evitare per tempo eventuali rischi portati dalla Brexit, la piattaforma è in fase di test e «ci stiamo preparando per lo sbarco in Germania, mercato molto simile al nostro in fatto di abitudini sui pagamenti e con un volume di transazioni in contanti elevato (più dell’80%)».

Per finanziare la crescita Satispay è alla continua ricerca di risorse e negli anni ha raccolto complessivamente finanziamenti per circa 42 milioni di euro grazie a partner e investitori istituzionali e industriali. «L’ultimo aumento di capitale, avvenuto nel settembre 2018, ha visto la partecipazione di importanti investitori di profilo internazionale, quali Copper Street Capital (in qualità di lead investor), Endeavor Catalyst, e Greyhound Capital, oltre ad aver confermato l’interesse di diversi istituti bancari. Insieme ai nuovi azionisti, abbiamo visto i precedenti investitori rinnovare fiducia in noi».

Il mercato italiano dei pagamenti elettronici

In effetti la piattaforma è focalizzata su quella che tra le forme di pagamento elettronico, appare la più promettente. Secondo i dati dell’ultimo Osservatorio Mobile Payment&Commerce del Politecnico di Milano, infatti nel 2018 il Mobile Proximity Payment, ovvero i pagamenti da mobile nei negozi, sono stati il segmento che ha registrato il maggior tasso di crescita in assoluto (+650%), raggiungendo il valore di 530 milioni di euro transati attraverso un numero complessivo di pagamenti pari a 15.600.000.

Di questi più di un terzo (5.500.000) sono stati effettuati con Satispay che ha spostato oltre 100 milioni di euro. I pagamenti in negozio rappresentano solo il 60% del volume totale dei pagamenti dell’azienda, il cui transato complessivo arriva nell’anno a 154 milioni di euro se si considerano anche le sempre più numerose transazioni legate ai servizi, che vedremo più avanti.

Identikit dell’esercente che usa Satispay

Prima, vale la pena dare uno sguardo al mondo degli esercenti italiani, per comprendere quali siano le domande per aprirsi realmente al mondo dei pagamenti elettronici. Satispay ha realizzato di recente una survey ad hoc che ha visto la partecipazione di 3.500 esercenti del network distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Spiega Dalmasso: «Sicuramente tra gli aspetti più interessanti emersi dalla nostra survey, indicherei come prima cosa che ha dato voce a una precisa tipologia di merchant, consapevole della necessità di gestire nel modo più efficiente per l’attività i pagamenti elettronici e di quanto la libera competizione, senza forzature normative miopi, porti alla nascita e crescita di strumenti sempre più efficienti, economici e semplici, che sono felici di accettare, anche in sostituzione al contante».

Insomma, i negozianti sono favorevoli alle misure in grado di incentivare la tracciabilità dei pagamenti pur tuttavia considerando con attenzione i costi degli strumenti di pagamento, soprattutto per le piccole transazioni (fino a 25 euro). Questa la ragione per la quale sono percepiti molto bene (il 65,8% delle risposte positive) gli incentivi rivolti a tutti gli strumenti elettronici. Al contrario, indagando sugli incentivi rivolti solo alle carte di pagamento (debito, credito, prepagate), la percentuale delle risposte positive crolla al 13,7%.

«Si può quindi dedurre che vi sia una consapevolezza abbastanza diffusa delle commissioni sulle transazioni elettroniche (ben il 70,1% dei rispondenti afferma di conoscerne esattamente il costo per ogni transazione) e che si cerchino strumenti che ne consentano l’abbattimento.

Altro aspetto interessante emerso è la percezione sul costo dei contanti: il 44.9% degli esercenti interpellati, infatti, non sa quantificarne il costo (banconote false, furti, trasporto, tempo per il conteggio, tempo per il deposito), e circa il 22% è convinto che il contante non ne abbia alcuno».

Il modello di business di Satispay

Satispay dunque funziona proprio perché risponde in maniera efficace alla domanda degli esercenti, in primo luogo sui costi. «Eliminando gli intermediari e riducendo notevolmente i costi di gestione dei pagamenti, siamo in grado di offrire un servizio molto più conveniente dei sistemi di pagamento tradizionali, sia per gli utenti privati che per gli esercenti, ai quali viene richiesta esclusivamente una piccola commissione per l’incasso, fissa, di 0,20 euro per i pagamenti superiori ai 10 euro, mentre per tutti gli incassi inferiori a questa soglia non è prevista alcuna commissione», spiega Dalmasso.

Il funzionamento, lato consumatore

Dalla sua il servizio ha la semplicità e l’immediatezza. Si aggancia a un iban ed è trasversale: funziona con qualsiasi banca e qualsiasi smartphone. Lato consumatori, è sufficiente iscriversi creando un borsellino di moneta elettronica sul proprio smartphone, che viene ricaricato settimanalmente e automaticamente in base al valore prestabilito, che può essere modificato in qualsiasi momento. Da questo borsellino il consumatore attinge per pagare, senza alcun costo, presso i negozi iscritti al servizio o per scambiare soldi con privati, selezionando dalla propria rubrica il contatto. I vantaggi sono evidenti in termini di risparmio di tempo e comodità, e c’è anche la possibilità di accedere a offerte speciali, sotto forma di cashback, riservate dagli esercenti alla community.

… e lato esercente

Anche l’esercente aggancia Satispay direttamente al proprio iban, dove gli vengono bonificati, 24 ore dopo, gli importi che raccoglie tramite il network. «La caratteristica distintiva di Satispay è di essere realmente alternativa ai circuiti tradizionali, e quindi più conveniente per gli esercenti, e utilizzabile da qualsiasi conto corrente indipendentemente dalla banca di appoggio e da qualsiasi smartphone.

Gli altri servizi sono per lo più legati alle carte di credito o esclusivamente peer to peer, spesso compatibili solo con alcuni circuiti e vincolati a determinate banche oltre che a specifiche tipologie di smartphone. Altro punto fondamentale distintivo, in cui si esprime la nostra strategia di massimo orientamento verso gli esercenti, è che come società tech abbiamo svolto un importante lavoro di integrazione con qualsiasi dispositivo si trovi in cassa per accettare i pagamenti: dai Pos, ai software di cassa che coprono la gran parte del mercato, fino ai Pc.

Questo ci rende una realtà strutturata in grado di soddisfare i bisogni di tutti i punti vendita, dai piccoli esercenti fino alle grandi catene», aggiunge Dalmasso.

Il business dei servizi

Satispay nell’ultimo anno e mezzo ha sviluppato in maniera decisa la parte di servizio puntando anche sui pagamenti ricorrenti che funzionano anche per le aziende.

«L’assiduità di utilizzo ci rende il sistema ideale per proporre e gestire tante tipologie di pagamenti diversi. Nella sezione Servizi se ne trovano già diversi, le ricariche telefoniche o il bollo auto e moto e i bollettini, i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione PagoPA, le donazioni a enti no profit, e il servizio Risparmi che consente di creare il proprio salvadanaio digitale. Domani potremo proporre formule di investimento per chi ha aperto il suo salvadanaio, o l’assicurazione RC Auto per chi ha pagato il bollo, o diverse tipologie di bollette o pagamento per chi ama avere sotto controllo appunto i pagamenti automatici», spiega Dalmasso.

«Abbiamo attivato questo servizio lo scorso marzo e consente di effettuare transazioni ricorrenti con estrema semplicità e fluidità: con pochi tap, è possibile saldare in maniera più rapida qualsiasi tipo di pagamento ricorrente, come abbonamenti a piattaforme di streaming a riviste, servizi attivabili online, a tendere bollette. Mi piace ricordare la partnership con Good Morning Italia, il servizio di informazione che ogni mattina seleziona i fatti più importanti della giornata e li invia tramite e-mail e app agli abbonati. Rappresenta un bell’esempio di come attori appartenenti a diversi mercati riescano a costruire virtuose sinergie uniti dal comune intento di semplificare la vita alle persone».

Laura Magna