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MILANO – Le capsule monodose rappresentano ancora un mercato con un potenziale di ulteriori sviluppi: alcune insistono in alluminio, altre stanno esplorando materiali completamente compostabili, mentre altre ancora si stanno orientando verso diverse soluzioni. Questo è il caso di b-capsule (realizzate in alluminio monostrato Al 8011, sigillate al laser, simili a quelle utilizzate nei sistemi Nespresso Vertuo).
Una nuova generazione di sistemi a capsule per caffè in grani: ne abbiamo parlato con Bertold Igel, fondatore di b-Capsule Coffee Solutions. (qui in inglese)
Il concetto di b‑Capsule si colloca tra i sistemi standard e le macchine bean‑to‑cup. Ma a chi è destinato il prodotto?
“b‑Capsule è stato creato per il segmento premium HoReCa e per gli ambienti come gli uffici, dove i clienti si aspettano la qualità del bean‑to‑cup ma richiedono igiene, coerenza e semplicità operativa. Allo stesso tempo, il sistema è pensato per i torrefattori che desiderano offrire i propri chicchi in un formato pulito, porzionato e riciclabile — senza perdere l’identità e l’aroma della loro tostatura.
In parallelo, stiamo esplorando una versione compatta domestica di una macchina bean‑to‑cup a capsule, con ciclo completo: inserimento capsula → apertura automatica → rilascio dei chicchi nel macinino → espulsione della capsula vuota → macinatura → estrazione dell’espresso → espulsione del pannello di caffè. Opzionalmente, può includere un modulo latte per cappuccino o latte macchiato — mantenendo la stessa filosofia: caffè in grani, con la comodità e la pulizia di un sistema a capsule.

Un sistema incompatibile con altri non rischia di diventare troppo di nicchia? Ogni vera innovazione nasce come nicchia. Anche i sistemi a capsula, all’inizio, erano considerati rischiosi. Il nostro approccio è volutamente aperto e collaborativo: invitiamo torrefattori, produttori di macchine e integratori ad adattare i loro sistemi al formato b‑Capsule. L’obiettivo non è chiudere un ecosistema, ma creare un nuovo standard aperto — sostenibile, trasparente e guidato dalla tecnologia.
Quanta quantità di caffè contiene ogni capsula e di che materiale è fatta? Ogni b‑Capsule contiene 7–9 grammi di chicchi tostati, a seconda del profilo di tostatura e della densità. Il corpo della capsula è realizzato in un monomateriale leggero e riciclabile — stiamo attualmente testando sia versioni in alluminio sia in biopolimero, compatibili con i flussi di riciclo industriali esistenti. La geometria è ottimizzata per proteggere l’aroma e garantire un dosaggio affidabile durante la gestione automatizzata.”
Perché usare chicchi interi in un formato solitamente associato al caffè macinato?
“Perché macinare subito prima dell’estrazione è l’unico modo per ottenere una vera freschezza. La maggior parte dei sistemi a capsula si basa su caffè pre‑macinato, che perde i suoi composti volatili in poche ore. Sigillando invece i chicchi interi, b‑Capsule preserva aroma e oli essenziali fino al momento stesso dell’erogazione, combinando la comodità di una capsula con la qualità di un espresso appena macinato.”
Questa scelta è direttamente legata alla qualità del caffè utilizzato?
“Assolutamente sì. Il formato b‑Capsule consente ai torrefattori di valorizzare la propria arte senza compromessi — dalle origini singole ai microlotti. La capsula diventa un veicolo trasparente di qualità, non un limite. Ciò che finisce in tazza riflette davvero il chicco e la tostatura scelti dal torrefattore.”
Come funziona concretamente il sistema — come si passa dai chicchi interi a una tazza monoporzione?

“All’interno della macchina, la capsula viene aperta automaticamente e i chicchi vengono rilasciati in un macinino di precisione. Il caffè viene quindi macinato ed estratto — proprio come in un sistema bean‑to‑cup, ma senza tramogge, cicli di pulizia o rischi di contaminazione incrociata. La capsula rimane asciutta e vuota dopo l’uso, pronta per il riciclo.”
La macchina include un macinino integrato?
“Sì. Il sistema integra un’unità di macinatura compatta e ad alta precisione che si attiva solo durante l’estrazione. L’interfaccia meccanica garantisce l’apertura sicura della capsula e il dosaggio preciso dei chicchi. Da quel momento, il processo è completamente automatizzato — assicurando pulizia, tracciabilità e un’erogazione di livello professionale.”
Pulizia autonoma: dopo l’erogazione la capsula rimane asciutta e pronta per il riciclo. Come viene smaltita?
“Poiché all’interno non rimangono acqua o residui, la capsula è completamente asciutta e riciclabile. Non è necessario separare i fondi di caffè — sono già stati estratti. Sia le versioni in alluminio sia quelle in biopolimero possono essere conferite nei flussi di riciclo esistenti per metalli o bioplastiche. Questo elimina il problema comune delle capsule bagnate e semplifica enormemente la gestione post‑uso.”
Tutti questi vantaggi hanno un costo. Quanto costano capsule e macchine per l’utente finale?
“Stiamo attualmente finalizzando la produzione pilota e l’integrazione con i partner tecnologici. Il prezzo obiettivo delle capsule sarà paragonabile alle linee premium Nespresso® Professional, mentre il prezzo delle macchine varierà — dalle unità compatte per ufficio ai sistemi ad alta capacità per HoReCa. Il nostro obiettivo è la parità di prezzo con i sistemi bean‑to‑cup, offrendo al contempo maggiore igiene e flessibilità di prodotto.”
Dove e in quali mercati sarà disponibile il prodotto?
“Stiamo preparando installazioni pilota in Germania, Svizzera e Italia, in collaborazione con torrefattori locali e partner tecnologici. La disponibilità commerciale più ampia è prevista per il 2026, dopo la certificazione e il lancio ufficiale con il marchio b‑Capsule Coffee Solutions.”


















