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CONSUMI – La spesa etica batte la crisi, +17% vendite 2013 Fairtrade a 76 mln

MILANO – All’estero, e non più soltanto in Nord Europa e Stati Uniti, dilagano le realtà, caffetterie e supermercati che privilegiano il caffè e i prodotto del commercio equo solidale. Meno in Italia, dove però il mercato solidale tira. Se ne è parlato in un convegno a Milano che ha fatto il punto della situazione.

Intanto il dato più positivo è che la spesa etica batte la crisi: nel 2013 i prodotti a marchio `Fairtrade´ acquistati in Italia sono cresciuti del 16,7% a 76 milioni di euro. L’aumento segue il +16,3% del 2011 e il +14% del 2012.

Fairtrade Italia, che compie 20 anni, e’ il consorzio che rappresenta in Italia il marchio di certificazione internazionale Fairtrade del commercio equo, il marchio etico più diffuso al mondo. In Italia si puo’ stimare che copra il 50% circa del mercato del commercio equo e solidale.

Secondo i dati presentati a Milano, a fine 2013 sono più di 600 i prodotti certificati (tra cui cacao, banane, caffe’,
zucchero, te’, riso, ma anche rose, frutta secca, miele, etc.), il 53% del valore venduto nei 5mila punti vendita e’
bio con 107 aziende licenziatarie del marchio. Fairtrade è anche una delle 10 organizzazioni che partecipa direttamente
all’Expo 2015 di Milano come Civil Society Participant.

Nel corso della presentazione, sono stati svelati anche i risultati di una ricerca realizzata da Nielsen nel mese di aprile su un

campione di mille consumatori dalla quale emerge che il processo produttivo influisce sulle scelte d’acquisto nel 97%
dei casi (sempre nel 50% e ogni tanto, a seconda dei prodotti nel 47%). Il 41% degli intervistati ha detto di conoscere la
categoria dei prodotti etici, mentre il 65% li ritiene «affidabili».

Dalla ricerca emerge una forte condivisione dell’importanza della sostenibilità della causa «etica», seguita da quella relativa a qualità, garanzia e unicità dei prodotti.

Per il 52% degli intervistati si tratta di prodotti «costosi», solo il 38% li considera innovativi e solo il 34% li definisce facilmente reperibili. Prezzi elevati e scarsa reperibilità, sono anche le principali barriere al riacquisto dei prodotti «etici».

La mission di Fairtrade è quella di supportare i lavoratori più svantaggiati dei Paesi in via di sviluppo, rendendoli capaci di entrare nel sistema commerciale in condizioni di trasparenza e correttezza per migliorare le loro condizioni di vita. Il marchio garantisce che i prodotti con il suo simbolo siano stati realizzati nel rispetto dei diritti degli agricoltori e lavoratori in Asia, Africa, America Latina e che siano stati acquistati secondo i criteri del commercio equo.

I prodotti Fairtrade si trovano in migliaia di punti vendita, dagli ipermercati ai negozi del biologico, dai supermercati ai negozi di vicinato, ma anche nei bar, nelle mense e nei distributori automatici, settore in cui si sta investendo sempre di più.