venerdì 03 Dicembre 2021

“Coffees from Peru”, con un seminario il caffè delle Ande va all’assalto del mercato italiano

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MILANO – È di emozione e di ripresa l’aria che si respira per il seminario con degustazione “Coffees from Peru” che si è tenuto il 27 ottobre a Eataly Smeraldo. L’evento ha visto la partecipazione di Jesé Navarro, presidente di Café Los Andes, e Alessandro Bresciani, giovane imprenditore ed esperto di cpecialty soffee, che hanno illustrato diversi metodi di estrazione del caffè: il V60, l’aeropress e l’espresso da capsule Nespresso compatibili, con caffè 100% arabica del Perù. Tuttavia è mancata la controprova dell’estrazione con una macchina professionale per espresso.

L’azienda Café Los Andes importa direttamente caffè dal Perù e si occupa anche di tostatura e produzione di cialde totalmente compostabili con due sedi, una a Lugano, in Svizzera, e una a Milano. È presente da circa otto anni sul mercato.

Come ha ricordato nel corso dell’evento Joan Barrena, direttore di PromPerù Italia, il Perù ha 13 regioni attive nella produzione di caffè 100% arabica, con un’altitudine compresa tra gli 800 e i 2000 metri sempre lungo la catena montuosa delle Ande. È un importante produttore di arabica, anche se meno conosciuto rispetto a Brasile e Colombia. Sono le particolari condizioni climatiche a fare del Perù un paese perfetto per la produzione di caffè di alta qualità.

 

Le zone di produzione del caffè in Perú

L’Italia ha importato 172.215 sacchi nel 2020

Dei 3,9 milioni di sacchi prodotti (annata 2021/2022) in Italia ne arrivano meno di 200.000: nel 2020 erano stati (secondo l’Istat) 172.215, in crescita quest’anno. Partendo da questi dati il Perù vuole dilagare anche nel nostro Paese e la presentazione milanese è il primo segnale. Evidentemente il flusso di export verso gli Stati Uniti, primo importatore per il Paese sud americano non basta più.

Il mercato

I caffè proposti durante il seminario “Coffees from Peru” provengono dalla regione centrale di Junín, la cui altitudine varia dagli 800 ai 1.800 metri. Ma ci sono altre zone di coltivazione che superano i 2.000 metri. Si trovano nella regione del Sud, nelle provincie di Cusco, Puno e Ayacucho.

Lo scopo principale della degustazione è stata dimostrare un aspetto per altro noto. Che cioè dallo stesso caffè con la stessa macinatura e la stessa tostatura si possono creare gusti diversi a seconda del metodo di estrazione. L’Italia e il mercato europeo in generale – è stato detto – si stanno aprendo a nuovi sapori che sono 100% arabica. Oggi gli stessi coltivatori si interessano alla formazione e l’export sta crescendo di conseguenza. Da notare che il Perù è anche uno tra i primi produttori al mondo di caffè certificato biologico, insieme al Messico. Il Perù si piazza ai primi posti come produttore di caffè certificati. Infatti da oltre dieci anni viene esportato circa un milione di sacchi con certificazioni Fairtrade, Organico e RFA Certified.

Qualche altro dato sul Perù. La zona di produzione copre un’area di 425.416 ettari ed è situata lungo tutto il versante orientale della Cordigliera delle Ande. Sul fronte agricolo la densità media delle piante è di 2.000 per ettaro. Il caffè è fonte di sostentamento per oltre 223.000 famiglie.

Da notare che il Perù produce quasi esclusivamente Arabica, di cui oltre il 70% è Typica, seguita da Caturra (20%) e altre varietà (10%). La raccolta avviene a mano e la maggior parte del caffè viene essiccato al sole.

Il logo del caffè peruviano

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