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Cioccocrusco unisce la Basilicata e la Svizzera in un solo, dolce, prodotto

“C’è l’incontro tra due mondi che, in un certo senso, sono continuamente stati in simbiosi: un connubio tra l’innovazione e la tradizione” – precisa il Cammarota, “Ma soprattutto c’è l’amore per due terre che da sempre popolano la mia vita e la mia anima”. Così Cioccocrusco si spoglia della fredda e materiale veste di “prodotto” e diventa storia"

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La tavoletta di Cioccocrusco

MILANO – Una storia che parla ancora una volta dell’eccellenza made in Italy che conquista l’estero: Cioccocrusco, l’impresa del fondatore e amministratore delegato Antonio Cammarota, che ha realizzato il cioccolato gourmet , frutto del cacao svizzero e del croccante peperone crusco. Leggiamo cosa c’è dietro il progetto, dall’articolo di Federica Nastri su il mattinodifoggia.it.

Cioccocrusco: la tavoletta internazionale

“Volevo celebrare, attraverso un’unione la terra in cui sono nato (la Basilicata) e quella che mi ospita (la Svizzera)”, racconta Antonio Cammarota ceo e founder di Cioccocrusco: il cioccolato gourmet che unisce il finissimo cacao svizzero al croccante peperone crusco lucano. I due prelibati gusti si fondono insieme in un orgasmo di sapori senza eguali raggiungibile gradualmente assaporando lentamente una tavoletta di Cioccocrusco.

“C’è l’incontro tra due mondi che, in un certo senso, sono continuamente stati in simbiosi: un connubio tra l’innovazione e la tradizione” – precisa il Cammarota, “Ma soprattutto c’è l’amore per due terre che da sempre popolano la mia vita e la mia anima”. Così Cioccocrusco si spoglia della fredda e materiale veste di “prodotto” e diventa storia: un legame che da qualcosa alla propria terra d’origine, e dona qualcosa alla terra ospitante, un modo per poter essere nel cuore di entrambi i luoghi senza far a meno di nulla.

“Visto il forte sentimento che nutro con la mia città nativa, ho pensato di creare un “ponte” che dalla Svizzera dove vivo e lavoro, mi portasse spesso verso il mio paese, Satriano: una pinacoteca a cielo aperto considerato anche tra i trenta borghi più belli d’Italia. Ma perché così tanto valore ad un pezzo di cioccolata?

Pensateci, quando si avverte voglia di dolce, non una voglia esclusiva. Dietro si celano infinite possibilità inespresse che si muovono dalla carenza affettiva alla necessità di serenità. Il dialogo tra il cervello della mente e quello dello stomaco è costante e continuo e scegliere di mangiare un “pezzo di cioccolata”, non è mai solo scegliere di mangiare “un pezzo di cioccolata”.

Scientificamente la voglia improvvisa di cacao è simbolo di fatto che all’organismo manchino fosforo, zolfo, triptofano, cromo

L’insufficienza di magnesio, ad esempio, si manifesta anche con il dolore mestruale, lo stress, dolori muscolari ed ossei. Capita a tutti di sentirne il bisogno, in un momento di tristezza o sconforto. Non si tratta di una semplice consolazione, ma di un vero toccasana: infatti il cioccolato è benefico per la salute se assunto in piccole dosi, purchè questo sia di alta qualità e lavorato con competenza e prodotti di prima scelta.

Il cacao, principale ingrediente, contiene un amminoacidio chiamato triptofano, che favorisce la produzione di seratonina, la quale, come ormai è noto, trasmette un segnale di tranquillità e felicità. Quindi, se per la nostra mente la voglia di cioccolato è una precisa richiesta che reclama uno stimolo per “tirare su il morale”, per il nostro corpo facilita combattere lo stress per il ricco contenuto di antiossidanti e aiuta la muscolatura per la quantità di magnesio che possiede. Inoltre contiene anche vitamina C, tanto da aumentare le difese immunitarie.

I poteri terapeutici del cioccolato sono innumerevoli e Cioccocrusco è l’alleato oggettivo di alta qualità, profonda tradizione, forte innovazione e quella giusta dose d’amore per aggiustarsi l’umore. Nell’epoca delle apparenze e del consumismo è necessario imparare ed insegnare a scegliere la storia del prodotto che acquistiamo ancor prima del prodotto stesso. Se conoscere le mani della creazione ci smuove l’anima, allora si, è la scelta giusta, è il prodotto giusto.