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Chocosuisse: il cioccolato svizzero piace più all’estero che in patria

Export in crescita del 6,9%, mentre il consumo tra gli elvetici è in calo di mezzo chilogrammo a persona

cioccolato senza grassi

BERNA – L’industria svizzera del cioccolato ha realizzato un giro d’affari di 1,86 miliardi di franchi nel 2017, il 3,1% in più dell’anno precedente, grazie alle esportazioni. In patria il consumo annuale per abitante è sceso di 500 grammi a 10,5 chilogrammi.

Il fatturato in Svizzera è sceso dello 0,4% a 921 milioni, mentre all’estero ha raggiunto i 936 milioni (+6,9%), indica la Federazione dei fabbricanti svizzeri di cioccolato (Chocosuisse) in una nota diffusa oggi.

In termini di volume le vendite sono aumentate del 2,7% a 190.731 tonnellate. Nella Confederazione sono rimaste 62.808 tonnellate (-1,3%) mentre 127.923 tonnellate (+4,8%) sono finite in altri paesi.

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Dopo un calo nei tre anni precedenti, nel 2017 le esportazioni verso la Germania, il principale paese di sbocco, sono tornate a salire, con un +16%.

Tra gli altri cinque principali mercati la Gran Bretagna segna un +2%, la Francia un +8% e il Canada un +6%. Gli Stati Uniti mostrano invece una contrazione del 7%.

La quota delle esportazioni sulla produzione totale è passata dal 65,7% nel 2016 al 67,1% nel 2017.

Cala il numero di aziende

Lo scorso anno Chocosuisse contava 18 aziende membri – tra cui le ticinesi Chocolat Alprose e Chocolat Stella – con complessivamente 4.608 collaboratori.

In seguito alla delocalizzazione all’estero dell’intera produzione da parte di un’impresa quest’anno il numero dei membri scende a 17.