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Ecco il cerotto che ti indica esattamente quanta caffeina hai assunto durante il giorno

"La novità di questo sistema è che siamo riusciti a prendere sensori che sono completamente diversi tra di loro e fonderli in una singola piattaforma che è grossa più o meno come un francobollo. Abbiamo raccolto così tante informazione con questo accessorio indossabile e lo abbiamo fatto in maniera per nulla invasiva, senza causare fastidi e senza interrompere le attività quotidiane [dei pazienti] " ha sottolineato il professor Joseph Wang, co-autore dello studio

cerotto
Ecco il nuovo ritrovato della tecnica

MILANO – La scienza fa scoperte di continuo e ci sono molte occasioni in cui queste coinvolgono la caffeina. E’ il caso di una ricerca di San Diego, dove i ricercatori universitari hanno prodotto un cerotto che è in grado di monitorare alcuni parametri, tra cui anche i livelli di caffeina assorbiti dall’organismo: un bel punto a favore di chi vuole o deve stare attento all’assunzione di troppo caffè. Leggiamo i dettagli dall’articolo di Walter Ferri sul sito leganerd.com.

Cerotto tipo smart watch: ecco come funziona

Un team dell’Università di San Diego ha ideato quello che, di fatto, è un elettrodo ultra-compatto che è in grado di analizzare praticamente ogni elemento della vostra salute al solo contatto con la pelle.

Il “cerotto” può registrare il battito cardiaco e la pressione del sangue, ma anche i livelli di glucosio, di alcol e di caffeina, monitorando i segnali cardiovascolari e i livelli biochimici dei pazienti che si sono prestati all’esperimento.

Non solo una simile capacità di multi-tasking si rivela interessante per ridimensionare il lavoro che richiede un normale check-up completo, ma evita anche che ai soggetti malati siano inferti costanti interventi invasivi, quali punture e inserimenti di cateteri.

“La novità di questo sistema è che siamo riusciti a prendere sensori che sono completamente diversi tra di loro e fonderli in una singola piattaforma che è grossa più o meno come un francobollo. Abbiamo raccolto così tante informazione con questo accessorio indossabile e lo abbiamo fatto in maniera per nulla invasiva, senza causare fastidi e senza interrompere le attività quotidiane [dei pazienti] ” ha sottolineato il professor Joseph Wang, co-autore dello studio.

Sfortunatamente, lo strumento ha ancora un difetto, almeno nella prospettiva “pop”

Nel pensare al cerotto non può che venire in mente uno meccanismo assolutamente autonomo, magari dotato di led o altri strumenti visivi, tuttavia l’invenzione richiede ancora di essere abbinata alla tradizionale strumentazione medica.

Ciò non toglie nulla alla sagacia dell’invenzione, la quale, con la dovuta organizzazione, può comunque rivelarsi uno strumento essenziale con cui controllare in remoto lo stato di salute dei soggetti più vulnerabili.