giovedì 29 Febbraio 2024
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Caffè a rischio hacker: pirateria può colpire anche le macchinette connesse

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Dalla Corte
Demus Lab - Analisi, R&S, consulenza e formazione sul caffè

MILANO – Nulla è più al sicuro dagli attacchi degli hacker, nemmeno le macchine da caffè.
Anche un’innocua una macchinetta domestica può infatti presentare delle vulnerabilità, qualora sia connessa a un dispositivo smart. Cosa questa che accade sempre più spesso con il diffondersi a macchia d’olio dei dispositivi connessi agli assistenti digitali.

Prodotti come Alexa o Google Assistente possono aiutare gli utenti a preparare un caffè anche da “remoto”: basta un comando vocale e l’assistente smart entra in contatto con la macchinetta. Utile, comodo e veloce, ma potenzialmente pericoloso.

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Vince Steckler, ceo di Avast, sostiene infatti di avere avuto a che fare con molti hacker che, accedevano ai dispositivi delle vittime, proprio a partire dalla macchinetta del caffè.

Come attaccano gli hacker?

Steckler ha spiegato come agiscono gli hacker con i dispositivi della smart home. In poche parole, vanno alla ricerca di qualche vulnerabilità per entrare nel sistema di un’azienda e da lì arrivare a controllare computer, tablet, smartphone e così via.

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E le macchine per il caffè sembrano le più facili da attaccare perché solitamente non sono progettate per essere efficaci contro attacchi informativi.

E la stessa storia vale per i televisori o le lampadine intelligenti. Per questo motivo, negli ultimi tempi i cybercriminali li sfruttano per accedere alla rete Wi-Fi casalinga e rubare dati sensibili degli utenti.

Le vulnerabilità dei dispositivi smart home

Diverse indagini hanno scoperto che i dispositivi intelligenti, che normalmente usiamo tra le mura domestiche, sono in realtà potenzialmente dannosi.

Recentemente, l’esperto in sicurezza Yossi Atias è salito sul palco del Mobile World Congress 2019 di Barcellona e ha mostrato in diretta un attacco hacker a un dispositivo della smart home: il campanello intelligente Amazon Ring.

L’hacker ha scoperto che questo dispositivo non era protetto da alcun sistema crittografico e i video e i filmati dell’app Ring potevano essere visti anche dai criminali. Inoltre, era anche possibile trasmettere sull’app un video diverso da ciò che veniva ripreso dalla telecamera del citofono.

All’inizio del 2018, un’altra ricerca simile è stata fatta dalla società di sicurezza informatica Check Point. L’azienda ha rivelato la vulnerabilità dei fax aziendali. Gli hacker possono facilmente intercettare il tipo di documento condiviso e rubarlo. Tutto ciò avviene usando la linea telefonica dell’azienda.

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