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Come Starbucks sopravvive bene al Covid grazie ad un modello unico tra le catene

In un periodo di crisi come questo, Starbucks è riuscita a rimanere a galla, anche a differenza di altri competitor che invece non hanno retto il peso del crollo economico mondiale dovuto alla pandemia. Eppure, Starbucks ha perso almeno il 30% delle vendite, durante il lockdown, ma nonostante ciò è riuscita a sopravvivere alla crisi, grazie anche alle sue strategie di marketing efficaci e puntuali

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Cosa c'è dietro il successo della catena

MILANO – Starbucks è un po’ la star del caffè americano: una catena di caffetterie che, seguendo il sogno di Howard Schultz colpito sulla via di Milano, ha spopolato da Seattle sino ad arrivare in Italia. Come mai questo successo mondiale? Qual è la strategia vincente che ha portato la Sirena Usa a sussurrare nelle orecchie ammaliate degli amanti della bevanda ovunque? Vediamo la riflessione sul tema dall’articolo di Luna Saracino su mirkocuneo.it.

Starbucks rappresenta, ad oggi, una vera e propria icona nel mondo del caffè, in tutto il mondo (Italia inclusa)

Il suo successo è dovuto senza dubbio a numerosi fattori, incluse alcune scelte di business mirate al consolidamento della sua struttura nel suo mercato di riferimento. Nel caso di Starbucks, però, si tratta senza dubbio di un mix di fattori: un bilancio molto forte, la scelta di prodotti di qualità e un margine di crescita globale, sono senza dubbio tra i motivi che rendono i prodotti Starbucks così allettanti in tutto il mondo.

Un modello di business che sopporta la crisi del Covid-19

In un periodo di crisi come questo, Starbucks è riuscita a rimanere a galla, anche a differenza di altri competitor che invece non hanno retto il peso del crollo economico mondiale dovuto alla pandemia.

Eppure, Starbucks ha perso almeno il 30% delle vendite, durante il lockdown, ma nonostante ciò è riuscita a sopravvivere alla crisi, grazie anche alle sue strategie di marketing efficaci e puntuali.

Il bilancio di Starbucks è stabile e robusto

Nel 2018, il colosso di Seattle ha stretto un accordo con Nestlé del valore di 7 miliardi di dollari per produrre prodotti da distribuire anche nelle catene dei supermercati. Una scelta vincente, se si guarda in avanti e si pensa che questo investimento le ha permesso di continuare a operare indisturbata nel mondo dei fast food.

Inoltre, il management team di Starbucks ha dimostrato ampiamente che nonostante la sua popolarità può mantenere margini considerevoli di cambiamento e creatività, così da adattarsi anno dopo anno alle esigenze di mercato. Una delle crisi che ha travolto Starbucks negli ultimi tempi riguarda i tempi di attesa, che si sono dilungati sensibilmente (probabilmente anche a causa del Covid-19). Per sopperire a queste perdite economiche, l’azienda americana ha deciso di semplificare le modalità di pagamento e ha distribuito per le città, dove possibile, pick-up stores dove poter acquistare caffè a portar via.

Un successo annunciato anche all’estero

Nonostante Starbucks nasca e sia pensato per gli americani, è innegabile che il suo successo sia indiscusso anche all’estero. Perfino in paesi come l’Italia, così legata al suo caffè ristretto, Starbucks è riuscito ad affermare la sua posizione sul mercato. Gli store di Milano, infatti, sono visitati sia dai turisti che dai lavoratori e sono un punto di ritrovo e di relax fondamentale per chi vuole fare una pausa dallo stress lavorativo quotidiano di una città così caotica come la capitale lombarda.

Il business messo in atto da Starbucks è unico nel suo genere: se ci pensate bene, non esistono nel mondo realtà come la sua. Starbucks, infatti, è l’unica a offrire un servizio di cibo e bevande così espresso, a regalare agli amanti del caffè un’esperienza personalizzata in ogni negozio, a consentire l’acquisto di bevande anche in supermercati e centri commerciali e a proporre prodotti alimentari di alta qualità e perfino più salutari dei competitors.