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BRASILE – Export in forte ripresa (+17,5%) nei primi 6 mesi del 2013 secondo le cifre CeCafé

Ecco alcune cifre per comprendere l'andamento dell'export nel mercato brasiliano

Brasile Mondo nuovo amarelo
Brasile

MILANO – Il caffè arabica rimane di gran lunga la voce principale dell’ export caffeario brasiliano. Con l’84,6% dei volumi totali imbarcati nell’annata di raccolto 2012/13 (luglio-giugno); nettamente davanti al solubile (11,3%), al caffè robusta (4%) e al torrefatto (0,1%).

Export secondo il CeCafé

Così riporta il bollettino mensile del Consiglio degli esportatori di caffè del Brasile (CeCafé). Esso contiene i dati relativi al mese trascorso, nonché il riepilogo delle cifre degli ultimi 6 e 12  mesi.

Le statistiche

Evidenziano una forte crescita dell’export nel primo semestre 2013, che non ha portato però a guadagni corrispondenti. Questo per effetto del calo dei prezzi del caffè verde.

L’export di caffè in tutte le forme è stato a giugno di 2.259.817 sacchi. Quindi in forte crescita (+18,5%) rispetto allo stesso mese di un anno fa. A ciò fa riscontro però un forte calo a valore (-9%).

Le vendite di caffè all’estero

Hanno portato il mese scorso nelle casse brasiliane 376,619 milioni di dollari. Contro i 413,739 milioni dell’anno scorso. Quindi con un calo del prezzo medio per sacco del 23,2%.

L’export di caffè verde ha registrato un incremento del 21,1%; raggiungendo i 2.014.065 sacchi. Di questi, 1.890.128 (+27,9%) di arabica e 123.937 (-33%) di robusta.

Più contenuta la crescita delle vendite di caffè trasformato (+0,8%), che è stata pari a 245.752 sacchi, in massima parte di solubile.

L’export in tutte le forme nell’arco dell’annata di raccolto 2012/13

Arriva a un totale di 30.540.985. In crescita ancora del 2,5% sul 2011/12; anche se molto lontano dal volume record di 35 milioni di sacchi registrato nel 2010/11. A tale incremento corrisponde però, per effetto del calo dei prezzi sui mercati internazionali, un fatturato di poco inferiore ai 6 miliardi di dollari. In calo del 24% rispetto all’annata precedente.

Guardando all’andamento mensile

I volumi esportati si sono mantenuti costantemente al di sopra dei 2 milioni di sacchi. Con punte massime a ottobre (2.919.094 sacchi) e dicembre (2.934.934 sacchi) e il livello minimo a giugno 2012 (2.123.889).

I volumi esportati di caffè verde aumentano del 2,1%, per un totale di 27.068.349. Di questi, 25.840.464 di arabica (+4,3%) e 1.227.885 di robusta (-29%).

Il valore dell’export di arabica

E’ stato di 5,1 miliardi di dollari, per un prezzo medio per sacco di 197,41 dollari.
Quello delle esportazioni di robusta invece, di 169,5 milioni di dollari. Pari dunque a un prezzo medio per sacco di 138,05 dollari.
Il volume dell’export di caffè differenziati è stato pari a 4.437.522 sacchi per gli arabica (17,17% del totale) e 169.356 per i robusta (13,79% del totale).

Il prezzo medio all’esportazione dei caffè differenziati

E’ stato pari a 247,72 dollari/sacco per gli arabica e 172,35 dollari/sacco per i robusta.
L’export di caffè trasformato è stato pari a 3.472.636 sacchi (+5,6%); di cui 3.442.119 sacchi di solubile (+6,4%) e 30.517 di torrefatto (-40,8%).

L’export di caffè in tutte le forme nei primi 6 mesi dell’anno solare 2013

E’ stato di 14.857.860 sacchi, in crescita del 17,5% rispetto all’analogo periodo del 2012. A valore si registra invece un calo del 12,7% a 2,722 miliardi di dollari.

Le esportazioni di arabica sono state pari a 12.714.239 sacchi (+18,9%); quelle di robusta invece, a 547.125 sacchi (+17,9%). Le vendite di solubile ammontano a 1.584.568 sacchi (+7,6%). In calo soltanto il dato del torrefatto (-41,2%). Resta comunque marginale in termini di volumi (poco meno di 12mila sacchi).

L’incremento dell’export del 40%

Grazie ad esso, gli Usa tornano a essere il principale paese di destino delle esportazioni brasiliane. Con un volume totale 3.055.562 sacchi nel primo semestre 2013. Al secondo posto troviamo la Germania con 2.612.925 sacchi (+12%) seguita dal Giappone con 1.354.952 sacchi (+38,18%).

Nonostante un parziale incremento dei volumi (+5,88%), l’Italia scende al quarto posto. Con 1.278.390 sacchi davanti al Belgio (939.880 sacchi).
Santos rimane il principale porto di esportazione, con il 78,9% dei volumi imbarcati. Seguito da Rio de Janeiro (14,7%) e Vitoria (1,7%).