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Bogotá: alla fiera del caffè colombiano migliaia di qualità sconosciute

Bogotà è considerata la piattaforma ideale per esporre i macchinari, le attrezzature, i progressi tecnologici, le forniture, i macchinari pesanti, beni intermedi e di investimento, materie prime e servizi per un mercato in crescita

eje cafetero bogotà
Un'immagine dei coltivatori di caffè colombiani

MILANO – Si è di recente conclusa la grande fiera internazionale del caffè colombiano nella capitale Bogotá. La Colombia è un Paese che può vantare una produzione di circa 13,6 milioni di sacchi da 60 kg. E’ il secondo produttore al mondo di Arabica. Vediamo qual è il quadro che è emerso durante la manifestazione, dal sito linchiestaquotidiano.it, dall’articolo di Antonello Caponero.

Bogotá: che cosa c’è da sapere sul caffè colombiano

La Colombia si colloca al terzo posto nella produzione mondiale del caffé alle spalle di Brasile e Vietnam. Tra i padiglioni del quartiere fieristico sentiamo parlare italiano: sono una coppia di giovani. I quali, con nostra meraviglia scopriamo essere frusinati, non commercianti o possibili importatori ma semplici visitatori.

Ci dice Laura a Bogotá:

“Non pensavamo che la Colombia oltre alle bellezze naturali potesse offrire una kermesse tanto spettacolare”. In effetti i numeri sono straordinari. Così come evidenzia il presidente dell’associazione nazionale dei cafeteros, così si chiamano i produttori di caffè locali, Roberto Velez Vallejo.

Spiega Vallejo: “Addirittura lo scorso anno la produzione é aumentata del 6 per cento. Anche le vendite hanno avuto un impennata, solo una leggera contrazione del prezzo internazionale hanno impedito al nostro paese di fare una performance eccezionale, che va detto rimane più che buona.”

Torniamo alla fiera di Bogotá

Oltre 100 espositori su 6.000 metri quadrati dove oltre ad assaporare, degustare ed inebriarsi infine con una miriade di differenti qualitá di caffé a noi italiani ahimé sconosciute, si possono godere di spettacoli in puro stile tropicale.

Un discorso a parte meritano i tostatori del prezioso seme

I quali competono in un vero e propio campionato con tanto di assegnazioni di premio finale per chi riuscirà a presentare il prodotto migliore. Non sono mancati vari convegni con esperti del settore chimico e scientifico e tecnologico.

Soprattutto per ciò che riguarda la raccolta e la commercializzazione del prodotto. Accanto a veri e propri colossi della produzione caffearia ci sono piccoli produttori che in zone anche difficili, fino a qualche tempo fa in mano a gruppi guerriglieri, sono riusciti a riscattare le terre al conflitto armato ed hanno aperto le loro piccole fincas ossia fattorie.

Queste unità produttive non superano i 4 ettari dove sono messe a produzione in media 7-8000 piante di caffé.

Come é il caso di Lucas, che ha la propria piantagione a Paime, piccola localitá a 170 km. a nord di Bogotá. Spiega Lucas: “Lo scorso anno siamo riusciti a produrre 4 tonnellate di caffé, la nostra forza è rappresentata dall’unione di ben 430 piccoli produttori in cooperativa che moltiplica la nostra forza e competitività sul mercato”.

E Roberto, il ragazzo di Laura, prima di andar via vuole farsi fotografare con le reginette del caffé, si tratta di vere e proprie modelle che partecipano ai vari concorsi di bellezza all’interno dell’evento.