venerdì 21 Gennaio 2022

Avontuur: il caffè viaggia in barca a vela, altro che container

Dalla piccola città di Elsfelth, sempre in Germania, l’Avontuur – 144 piedi di barca alimentata da sole e vento – è salpata alla volta del Sudamerica. Obiettivo: caricare tonnellate di prodotti biologici, dai vini al caffè equo solidale, per poi trasportarli in Europa

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MILANO – Mentre per rispondere alla crisi degli spostamenti della materia prima emerge il modo antico con sacchi da 1000 chili per evitare il problema dei container, funziona ancora il trasporto a vela. A questo proposito, riproponiamo una storia che sicuramente è ancora attuale, che sposa la filosofia di una logistica sostenibile: la barca a vela che fa viaggiare il caffè da una parte all’altra del mondo. Questa è la storia eccezionale dell’Avontuur, che nel suo nome – avventura in olandese – racchiude la filosofia messa in pratica dai marinai a bordo di un mezzo che contribuisce a servire la tazzina che quotidianamente consumiamo, salvaguardando anche l’ambiente.

Avontuur nel grande porto di Brema in Germania una barca vela vecchia 127 anni, due alberi e tanto mare navigato, è approdata dopo un viaggio lungo tre mesi

Arrivata in occasione dell’Earth Day del 2017, direttamente dall’Honduras, dove alcuni produttori locali hanno accettato la sfida (rimettendoci anche economicamente rispetto ai costi di mercato) di trasportare il loro caffè a bassissimo impatto ambientale. E non è finita: perché quando tonnellate di caffè saranno scaricate, ci saranno dei trasportatori in bicicletta che porteranno i sacchi fino al magazzino, inquinando ancora meno.

Dalla piccola città di Elsfelth, sempre in Germania, l’Avontuur – 144 piedi di barca alimentata da sole e vento – è salpata alla volta del Sudamerica. Obiettivo: caricare tonnellate di prodotti biologici, dai vini al caffè equo solidale, per poi trasportarli in Europa.

Almeno questa è l’idea di Cornelius Bockermann, 57 anni, padre di tre figli, un ex capitano di navi mercantili

Che dopo un viaggio in Australia – dove ha visto come è ridotta la barriera corallina e quanto consumano le navi cargo nel mondo – ha deciso di cercare una barca. L’ha trovata in Olanda, classe 1920, una “bagnarola” a vela da rimettere in piedi con uno scopo.

Il ragionamento fatto dal fondatore della Timbercoast e capitano della nave era proprio quello di cambiare le cose: ogni anno il 90% delle merci viene trasportato via navi cargo, bestioni di ferro che bruciano tonnellate di carbonio e sulla cui regolamentazione in termini di inquinamento ci sono ancora pochi limiti, nonostante il tentativo di parlarne alla convenzione di Parigi.

Grazie a pannelli solari e vele Cornelius insieme alla moglie Monika voleva portare a termine la missione di trasportare cose a emissioni zero. In sostanza, se si parla di caffè ad esempio, renderlo il più “pulito” al mondo proprio per come arrivato dalle piantagioni sino alla nostra tavola.

“L’unico modo per combinare i prodotti biologici e la domanda dei consumatori di un mondo sempre più sostenibile è con un modo più pulito di trasporto”, ha raccontato prima di partire. Perché più che un carico, ha spiegato il capitano, dovevano portare “un messaggio”.

L’articolo completo, lo trovate qui.

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