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«Amedei con Ferrarelle per conquistare le camere degli alberghi di lusso»

Amedei, acquistata «per pochi milioni di euro, è un piccolo gioiello da far fruttare creando sinergie», racconta l’imprenditore, «c’è anche lo spazio per una crescita a livello retail» vista la forza del brand che ha una quota di export vicino al 40%

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Pontecorvo amedei ferrrelle

MILANO – Un polo del food made in Italy, dall’acqua Ferrarelle al cioccolato premium Amedei alla pasta. Carlo Pontecorvo (nella foto sopra), armatore napoletano di Lgr navigazioni, ma anche presidente e proprietario di Ferrarelle comprata da Danone nel 2004, punta sul cibo di qualità.

Lunedì 7 agosto è stato annunciato l’acquisto (formalizzato il 3 agosto) del cioccolato premium Amedei, che va ad aggiungersi ai marchi (dalle acque al miele) che la società partenopea sta collezionando.

«Il food è oggi il core business della famiglia», racconta Pontecorvo, in barba alle voci che tempo fa davano l’effervescente naturale più famosa d’Italia in vendita.

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«Siamo in una fase importante per Ferrarelle spa. Abbiamo rivoltato il brand come un calzino, registrando un fatturato in crescita del 5% a 137 milioni di euro. Ora l’idea è ridare vita a marchi appannati ma di alta qualità e con Amedei seguiremo questa filosofia sfruttando gli asset commerciali e la struttura fortemente managerializzata del gruppo, oltre alla storia dei brand».

Il cioccolato premium di cui l’azienda è azionista al 99% era nel portafoglio di Octopus Europe Limited. «Il nostro advisor finanziario, Unicredit, ci ha segnalato questa bellissima storia al 100% made in Italy, nata da un’imprenditrice come Cecilia Tessieri, maître chocolatier e fondatrice dell’azienda toscana di cui conserverà una quota dell’1%. Certo, forse qualcuno obietterà che le bollicine sono diverse dal cioccolato, eppure…».

Acqua e cioccolato sono gli ingredienti serviti in ogni camera d’albergo di lusso e Pontecorvo punta, oltre ai canali tradizionali, anche sull’Horeca, un settore per cui è stata creata Ferarrelle Maxima a etichetta nera e in vetro, «una versione premium a effervescenza rinforzata per venire incontro ai palati più esigenti, utilizzando solo il gas naturale della nostra sorgente», aggiunge.

Dalla riserva dell’alto Casertano, tra Lazio e Molise, che custodisce le fonti Ferrarelle, Santagata e Natìa (ma la società controlla anche Boario, Vitasnella ed è distributore esclusivo della francese Evian), arriva poi l’altro filone di prodotti dop e di nicchia a marchio «Masseria delle sorgenti Ferrarelle», olio, pasta e miele di origine protetta e in vendita anche online provenienti da coltivazione biologica.

«Il food sta diventando più interessante dello shipping. Dove comunque ci difendiamo bene e non sono io a dirlo ma il mercato», spiega Pontecorvo.

«Il segreto con Amedei sarà sfruttare la forza commerciale giusta. E canalizzare gli investimenti di marketing e comunicazione. Che per Ferrarelle quest’anno sono stati pari a 20 milioni di euro».

Amedei conquistata per pochi milioni è un gioiello da far fruttare creando sinergie

Amedei, acquistata «per pochi milioni di euro, è un piccolo gioiello da far fruttare creando sinergie», racconta l’imprenditore. Aggiungendo: «C’è anche lo spazio per una crescita a livello retail». Vista la forza del brand che ha una quota di export vicino al 40%.

A livello di gruppo, il Bar Ferrarelle esiste già a Napoli. E un temporary store a marchio è stato aperto nel 2016 a Roma Termini. Con un focus sulla effervescente naturale con i colori dell’Italia.

«Ora, dopo il primo flagship, siamo pronti a portare altrove questa formula. Con l’aggiunta dei nostri prodotti biologici certificati. Vero è che l’effervescente naturale è un genere tipicamente del Centro Sud. Ma la prima città per Ferrarelle è Milano».

I numeri, insomma, «arrivano anche dall’acqua venduta all’Esselunga», sottolinea Pontecorvo. Aggiungendo: «In genere arrivano dai prodotti di qualità e salutistici su cui i consumatori sono molto attenti». «Come il marchio Fonte Essenziale acquistato nel 2015. E per il quale dopo due anni di trial abbiamo ottenuto il bollino di acqua per curare i disturbi legati alla digestione».

Francesca Sottilaro