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venerdì 21 Giugno 2024
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La moka rilascia una quantità di alluminio trascurabile per tutte le età

In tanti sostengono che utilizzare la Moka sia dannoso per la salute, a causa del rilascio di particelle di alluminio causato dal riscaldamento sul fuoco della stessa. Ma qual è la verità dietro questo fantomatico pericolo per la salute?

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MILANO – La moka in queste settimane di isolamento è sicuramente uno dei momenti più condivisi da tutti gli italiani rinchiusi nelle proprie case. La pausa caffè diventa un momento per dare un po’ di ritmo alle giornate sempre più lunghe e così questa caffettiera ritrova vita sui fornelli più volte al giorno. A tal proposito, riprendiamo un quesito posto da un lettore alla rivista ilsalvagente.it, che si interroga su una questione più volte esplorata già sullo stesso sito: l’alluminio di cui è fatta la moka, può migrare dallo strumento alla bevanda? Riportiamo l’articolo direttamente dal sito salvagente.it.

Alluminio nel caffè: la moka lo trasferisce in tazza?

Buongiorno Salvagente, complimenti per la vostra meravigliosa rivista, che è molto utile. io sono amante del caffè, ne bevo circa 4 al giorno e utilizzo per farlo la moka Bialetti. In tanti sostengono che utilizzare la moka sia dannoso per la salute, a causa del rilascio di particelle di alluminio causato dal riscaldamento sul fuoco della stessa. Volevo sapere, cortesemente, se a tal proposito avete fatto dei test o una ricerca per confermare o smentire un eventuale pericolo per la nostra salute”.

Lettera firmata

Il nostro lettore ci consente di tornare sul tema dell’alluminio, protagonista di un numero del Salvagente. In quell’occasione avevamo riportato i dati delle analisi dell’Università di Milano sul contatto della pellicola d’alluminio con i cibi, concludendo che se utilizzata per la cottura rilascia sempre quantità variabili – mapreoccupanti – di alluminio, anche su alimenti non conditi e non acidi, come pesce, carne e pollo.

Logico che ci si domandi se anche la moka in alluminio possa cedere questo metallo che ha un potenziale neurotossico e che si accumula nell’organismo. Due sono le fonti che possiamo prendere in prestito per rispondere. Una è Report, la popolare trasmissione televisiva che ha sottoposto a un test le macchinette del caffè in alluminio trovando una cessione di 340 microgrammi per litro nel caffè.

L’altra è l’Istituto superiore di Sanità nello “Studio sull’esposizione del consumatore all’alluminio derivante dal contatto alimentare” pubblicato il 4 dicembre scorso. Che in tre prove ha trovato in tutti i casi valori sotto i 0,001 mg/kg. Al netto delle unità di misura, i dati sono simili e vale la conclusione dell’Iss: “l’esposizione è trascurabile per tutte le fasce di età“.

C’è da aggiungere che anche le nostre analisi sulle capsule in alluminio arrivavano alla stessa conclusione. Dunque buon caffè a tutti, senza troppe ansie (almeno per quanto riguarda l’alluminio).

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