domenica 05 Febbraio 2023

Splende il sole. E sta tutto in una tazzina

L’inaugurazione - Su la saracinesca al Cafè21, il primo bar con ragazzi Down dietro al bancone

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VARESE – La notte prima non hanno dormito dall’emozione. Poi hanno indossato le uniformi nuove, quelle con il disegno della tazzina vista da un’altra prospettiva e i tre chicchi di caffè che indicano la trisomia 21, e si sono messi in pista per l’inaugurazione del Cafè21, il primo bar della città creato per dare lavoro ai ragazzi Down. Qualche lacrima di commozione c’è scappata, ma a prevalere è stata la gioia.

I protagonisti di questa avventura sono quattro ragazzi Down di età compresa tra 21 e 26 anni, che si chiamano: Alessia Ravarotto, Anna Gazzotti, Francesca Albini e Simone Breda. «Avevo paura che non riuscisse bene il caffè» ha confessato Francesca, che si è impegnata tanto per arrivare preparata. La prima tazzina è stata offerta dalle sue mani proprio al sindaco Attilio Fontana che, dopo aver assaporato la bevanda, ha dato il suo responso: «Promossi. È ottimo».

Sorrisi ed emozioni

Dopo il sindaco c’era la coda di persone desiderose di entrare al Café21. Parenti, amici, ma non sono mancati neanche volti noti in città. La giunta era quasi al completo. C’era anche Luca Alfano, autore del libro “Più unico che raro”; Alessandro Campi del caffè “La cupola” che settimana scorsa ha ospitato i ragazzi per un briefing sull’interazione con i clienti. I compagni di classe del percorso di autonomia che ieri hanno fatto una vera e propria improvvisata ricevendo un caldo abbraccio dai baristi. Il gruppo di danze folk a cui partecipa Francesca.

E poi, ancora, Chiara Ravarotto, che si è trasferita in un’altra città ma ha voluto essere presente, facendo una sorpresa alla sorella Alessia: «Non le ho detto che sarei passata per non aumentare l’agitazione – ha detto – In questi giorni lei e la mamma erano davvero presissime, tanto che ricevevo messaggi a tutte le ore con il racconto dei progressi che faceva il restauro del locale (imbiancato e rimodernato dalla coop La Corte, ndr)».

A supervisionare il tutto il direttore del progetto Pietro Giuliani che ha seguito i ragazzi passo a passo per fare in modo che fossero pronti dietro al bancone, dove saranno sempre seguiti da un barista con esperienza: «Tutto è partito dalla professoressa Antonella Di Paola dell’Einaudi che ha attivato per Alessia un tirocinio alla “Locanda Alla Mano” di Milano. Ma visto che era problematico andare lì tutti i giorni, l’esperienza lavorativa si è spostata alla “Bella Napoli”. A quel punto sono stati i genitori a rivolgersi alla cooperativa La Corte per chiedere un supporto per aprire un bar a Varese dove potessero trovare lavoro i ragazzi Down».

Miraggio diventato realtà

Il progetto, che solo un anno fa sembrava un miraggio, si è concretizzato grazie alla caparbietà dei genitori, che hanno trovato sostegno anche nell’associazione La Vo.C.E. Grazie ai partner che hanno aderito, come il caffè “Filicori” che ha tenuto corsi di caffetteria ai ragazzi.

E grazie al Comune di Varese che ha saputo dare una risposta a questa esigenza lavorativa rendendo disponibile il bar sotto i portici di Palazzo Estense chiuso da quattro anni. «È il giorno più bello del mio mandato – ha commentato l’assessore alla famiglia Enrico Angelini – Stiamo parlando di un progetto concreto nel cuore della città, non di un convegno, ma di fatti».

Il Café21 è in via Sacco e sarà aperto tutti i giorni per i dipendenti del Comune e per chi ne fruisce gli spazi dal lunedì al giovedì, dalle 7.30 alle 16.30, Il venerdì e il sabato dalle 7.30 alle 14. I ragazzi lavoreranno su turni di due ore, servendo caffè, cappuccini, frozen yogurt, panini e brioches.

Adriana Morlacchi

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