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RIMINI – Parlare di caffè in Italia oggi significa confrontarsi con una dimensione complessa, che intreccia cultura, economia, industria e società. Per decenni questo intreccio è bastato a sostenere la tazzina di caffè come uno dei simboli più riconoscibili dell’eccellenza italiana nel mondo; un valore che oggi, proprio per il suo profondo radicamento nella quotidianità, rischia di essere normalizzato.
È da questa consapevolezza che nasce il Manifesto del Trieste Coffee Experts, un documento che esprime una visione di sistema del caffè italiano, sintetizzando in sette punti gli snodi strategici che hanno guidato le analisi e il confronto durante le giornate del summit. Un lavoro pensato per offrire una chiave di lettura delle sfide globali e dei Megatrends che stanno ridefinendo il mondo del caffè.
Il Manifesto verrà presentato ufficialmente il 19 gennaio al SIGEP, all’interno dell’Arena Sostenibilità. A raccontarci i contenuti sviluppati sarà Silvia Risitano, Marketing & Communication Manager di Bazzara, che ha voluto commentare così la realizzazione del progetto:
“Il Manifesto rappresenta il primo esito concreto di un percorso di ascolto e confronto che, edizione dopo edizione, ha coinvolto l’intera filiera del caffè. Presentare questo documento al SIGEP significa portare questa visione in un contesto internazionale e riconosciuto, aprendo un dialogo che va oltre la realizzazione del Trieste Coffee Experts.”
Con l’ottava edizione del summit, il Trieste Coffee Experts si è confermato come un importante spazio di confronto qualificato tra imprese, professionisti, associazioni e istituzioni – un vero e proprio Terzo Luogo, come lo ha definito Maurizio Giuli di Simonelli Group – dal quale ha preso forma un quadro organico di riflessione che oggi si traduce in sette direttrici strategiche, capaci di intercettare alcune delle principali trasformazioni in atto nel comparto.
Dalla necessità di fare coesione come leva competitiva, alla ridefinizione del valore reale della tazzina; dalla sostenibilità come requisito concreto e misurabile, fino al ripensamento del Made in Italy del caffè come sistema di valori e non come semplice etichetta.
Il Manifesto apre un percorso che proseguirà con la realizzazione di un Paper di approfondimento, alimentato dai sondaggi condotti durante il Trieste Coffee Experts e corredato da un’analisi più estesa dei dati, per dare struttura e continuità al lavoro svolto in questi anni.
Un passaggio ulteriore per contribuire al riconoscimento del caffè italiano come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, nel solco della visione promossa dal Conte Caballini, e per costruire un percorso capace di misurare il proprio valore, governare il cambiamento e parlare al mondo attraverso una voce unica con il contributo di tutti.



















