Condividi con noi le tue storie legate al caffè scrivendo a direzione@comunicaffe.it.
Dallo Smiley nato sulle pagine di France-Soir negli anni Settanta alla sua traduzione contemporanea in uno spazio fisico, Smiley Coffee porta a New York l’eredità di Franklin Loufrani. Nel Lower East Side, caffetteria, moda e cultura si intrecciano in un concept che rilegge il sorriso come gesto quotidiano e condiviso. Leggiamo in seguito alcune parti dell’articolo pubblicato su Cibo Today.
La società che registrò lo smile negli Anni ‘70 ha aperto una caffetteria a New York
NEW YORK – Prima di diventare un’icona pop globale, stampata su T-shirt, emoji e campagne pubblicitarie, lo Smiley era un segno editoriale. Serviva infatti a distinguere le buone notizie dalle cattive. Nel 1971 Franklin Loufrani registrò per la prima volta la faccina sorridente come marchio; il 1° gennaio 1972 la pubblicò sul quotidiano France-Soir, dando avvio a una delle più longeve storie visive del Novecento.
Oggi, a oltre mezzo secolo di distanza, quello stesso gesto trova una nuova traduzione fisica a New York. Nel Lower East Side lo scorso agosto ha aperto Smiley Coffee, un luogo che unisce caffetteria, moda e cultura e che dichiara apertamente la propria genealogia già nel payoff: “Smiley Coffee, spreading good news since 1972”.
Non un esercizio di nostalgia, ma il tentativo di restituire allo Smiley la sua funzione originaria: essere un dispositivo di positività quotidiana, concreto, condivisibile.
Per capire Smiley Coffee bisogna partire da Franklin Loufrani. Nato ad Algeri nel 1942, è prima di tutto un giornalista. Negli anni Sessanta lavora a France Soir come redattore e copywriter pubblicitario, avviando una carriera che lo porterà a diventare una figura centrale dell’editoria internazionale.
Nel 1971, su richiesta del direttore Pierre Lazareff, ideò una campagna per contrastare il clima di negatività che dominava le prime pagine: una semplice faccina sorridente per segnalare le notizie positive.
Il marchio viene registrato il 1° ottobre 1971 presso l’INPI francese e pubblicato per la prima volta su France-Soir il 1° gennaio 1972, segnando la prima rivendicazione formale del diritto d’autore. Da quell’intuizione, con l’aiuto del figlio Nicolas Loufrani, nascerà The Smiley Company, che trasformerà lo Smiley in uno dei marchi lifestyle più riconoscibili al mondo, attivo tra moda, design, food, comunicazione e filantropia, mantenendo al centro la stessa idea originaria: usare la positività come linguaggio universale.
Per leggere la notizia completa basta cliccare qui.


















