giovedì 15 Gennaio 2026

Milano, Caffè Scala rinnova la collaborazione con il Teatro alla Scala per la Cena di Gala del dopo Prima

Caffè Scala conferma la sua storica collaborazione con la Fondazione Teatro alla Scala, firmando nuovamente la Cena di Gala del dopo Prima del 7 dicembre. Ai fornelli ci sarà Davide Oldani, che dedica alla sua Milano un menu elegante e contemporaneo

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Caffè Scala rinnova con orgoglio la collaborazione con la Fondazione Teatro alla Scala, firmando nuovamente la prestigiosa Cena di Gala del dopo Prima d’Opera. Alla guida della cucina ci sarà Davide Oldani, che interpreta l’invito come un omaggio sentito alla sua Milano.

La serata del 7 dicembre unirà cultura, musica e alta gastronomia, in un percorso che celebra la tradizione con raffinatezza contemporanea. Un evento simbolo dell’eccellenza milanese, dove ogni dettaglio diventa esperienza. Leggiamo in seguito alcune parti dell’articolo pubblicato su Travel Eat.

Caffè Scala e Teatro alla Scala: una tradizione che si rinnova

MILANO – Caffè Scala rinnova con orgoglio la collaborazione con la Fondazione Teatro alla Scala di Milano, firmando ancora una volta la prestigiosa Cena di Gala del dopo Prima d’Opera.

A guidare la cucina sarà Davide Oldani, che ha accolto l’invito con emozione sincera: «È un privilegio onorare la mia città natale con la mia cucina. Amo Milano in ogni suo aspetto e la serata del 7 dicembre racchiude tutto ciò che di più bello può offrire: cultura, musica, canto e, a corollario, il cibo. Il menu nasce da una base di cucina italiana classica arricchita da tocchi milanesi».

La Cena di Gala, ospitata nella splendida Società del Giardino, seguirà la rappresentazione dell’opera Una Lady Macbeth nel distretto di Mcensk su libretto di Aleksandr Prejs e Dmitrij Šostakovič.

Come da tradizione, il coordinamento dell’evento sarà affidato a Salvatore Quartulli, figura di riferimento dell’ospitalità milanese, Maestro nell’arte dell’organizzazione e capace di trasformare ogni ricevimento in un’esperienza impeccabile. Quartulli sottolinea: «Dietro le quinte c’è un grande lavoro di squadra.

La sinergia tra sala e cucina deve essere perfetta: sette Maître, sessanta camerieri, trenta sommelier e dieci addetti alla movimentazione serviranno oltre cinquecento ospiti».

Scenografie e allestimenti: protagonista anche questo anno NABA, Nuova Accademia di Belle Arti

L’allestimento delle decorazioni della cena è stato affidato agli studenti del Triennio in Scenografia di NABA: Emily Burani, Giulia De Matteis, Fabio Lucchesi, Federica Maggioni, Giulia Magistri, con la guida di Margherita Palli, Set Design Advisor dell’Accademia, e il coordinamento di Margherita Airaghi.

Il progetto si ispira all’Art Déco, uno stile caratterizzato dalle forme geometriche, prese in prestito dal cubismo e dall’arte astratta, reso popolare dall’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels di Parigi nel 1925, per la palette di colori, l’allestimento caratterizzato da candele, fiori, ed elementi in vetro per enfatizzare il centro tavola, e gli elementi in oro, e per il menù decorato con nastri di seta e organza.

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