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ANNIVERSARI – Compie 250 anni la caffetteria torinese Al Bicerin: deve il suo nome a una bevanda, il bicerin, composta da cioccolata, caffè e fior di latte miscelate

Il caffè storico di Torino dove si gusta da tempo il bicerin, compie 250 anni

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Il tradizionale bicerin di Cavour. precursore del marocchino

TORINO – Da anni è uno dei caffè storici d’Italia più noti. La notizia di oggi è che compie 250 anni il torinese Caffè Cioccolateria Al Bicerin. Nasce nel 1763, quando il venditore di acqua cedrata Giuseppe Dentis apre la piccola bottega di fronte all’ingresso del Santuario della Consolata.

Al Bicerin: le origini

Deve il suo nome a una bevanda, il bicerin, composta da cioccolata, caffè e fior di latte miscelate. Servita in piccoli bicchieri senza manico. È stato punto di riferimento per grandi personalità: da Cavour a Pellico; da Puccini a Nietzsche. Ma anche la regina Maria Jose e Umberto II, Wanda Osiris, Gozzano e Calvino.

L'esterno della caffetteria Al Bicerin
L’esterno della caffetteria Al Bicerin

Un po’ di storia

Ha visto la luce nel 1763, questo piccolissimo caffè. È in quell’anno, infatti, che l’acquacedratario Dentis apre la sua piccola bottega. Proprio di fronte all’ingresso del Santuario della Consolata. Il locale è scuro e arredato semplicemente con tavole e panche di legno. Possiamo cercare di immaginare il signor Dentis mentre serve – insieme a cedrata, limonata e altre bibite – prodotti arrivati da lontano. Tutti evocativi e misteriosi. Caffè, tè, cioccolata… parole strane, sapori nuovi, odori sorprendenti.

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Appena nato, ma ancora da battezzare… dovrà passare qualche anno prima che il locale prenda il nome dalla sua creazione più famosa.

Nell’ottocento, la svolta

Il locale cambia volto all’inizio dell’Ottocento. Tutto il palazzo viene ristrutturato e il Caffè Al Bicerin prende l’aspetto che con cura è stato conservato fino a oggi. Compaiono la cornice esterna in ferro, i pannelli pubblicitari ai lati. Le colonnine e i capitelli in ghisa. Ma non sono gli unici cambiamenti. Dentro le pareti vengono abbellite con boiseries di legno decorate da specchi. I semplici tavoli sono sostituiti da quei tavolini di marmo che potete ancora ammirare. Il bancone è sempre quello, solido e insostituibile. Alle sue spalle spuntano i vasi di confetti, ben 40 tipi diversi… una gioia per gli occhi.

A pensarci, è da batticuore vedere un luogo esattamente come appariva agli occhi delle dame dell’epoca.

Il successo del locale

Fu dovuto a molti fattori. Uno dei quali fu l’invenzione di una gustosa evoluzione della bavareisa. Una bevanda allora di gran moda e che veniva servita in grossi bicchieri. Era fatta di caffè, cioccolato, latte e sciroppo.

Il rituale del nuovo “bicerin”

Prevedeva che i tre ingredienti fossero serviti separatamente. Inizialmente erano previste tre varianti. Pur e fiur (l’odierno cappuccino), pur e barba (caffè e cioccolato), ‘n poc ‘d tut (ovvero “un po’ di tutto”), con tutti e tre gli ingredienti miscelati. È stata quest’ultima formula ad avere più successo e a prevalere sulle altre.

La bevanda è nata fra le calde mura di questo piccolo Caffè. Piano piano si diffonde anche negli altri locali della città, diventandone addirittura uno dei simboli. Viene servita in piccoli bicchieri (bicerin, appunto) senza manico.

La storia del cioccolato a Torino

La prima colazione dei torinesi è la “bavareisa”, bevanda a base di caffè, cioccolato e latte, servita in un bicchiere. Un secolo dopo, grazie al contenitore, un piccolo bicchiere con supporto e manico di metallo, si chiamerà “Bicerin”. Gli ingredienti del “Bicerin”, serviti sempre molto caldi in bicchieri di vetro, vengono proposti in tre diverse varianti. “Pur e Fiùr” (caffè e latte), “Pur e barba” (caffè e cioccolato), e infine “Un pù ‘d Tut”. Una miscela dei tre ingredienti, quella che va per la maggiore ancora oggi.

Fonte: http://www.chococlub.com/consorzio/storia32.htm

I locali storici d’Italia

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Il Caffè Al Bicerin fa parte dell’Associazione dei Locali Storici d’Italia, che si occupa di salvaguardare l’integrità di questi luoghi e di promuoverne l’immagine. Consapevoli dell’importanza della loro missione, i locali storici si impegnano a conservare la memoria del tempo passato con arredamenti d’epoca, ricette originali e “semplici ricordi”: un patrimonio di grande valore culturale, artistico e gastronomico. Questi luoghi rappresentano un’affascinante risorsa che le città hanno da offrire ai loro abitanti e ai turisti che le visitano ed è giusto proteggerli e farli conoscere, anche al di fuori dei confini nazionali. L’Italia è un Paese così ricco di storia da vantare molti locali fondati secoli fa. Sono ben 177 quelli con più di 70 anni che conservano l’allestimento originale, testimoni della tradizione in un mondo spesso soffocato dalla banalità.

www.localistorici.it