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Starbucks riparte negli States, ma mancano baristi, ingredienti e materie prime

Starbucks
Starbucks ha lanciato il latte di avena negli States lo scorso anno

MILANO – Mentre il settore del fuori casa sta ripartendo, le caffetterie Starbucks negli States sono alle prese con un nuovo problema, che potrebbe minare la ripresa e il ritorno definitivo ai livelli pre-Covid. Cosa sta succedendo? Causa l’irreperibilità di una serie di prodotti e materie prime, oltre una ventina di specialità, anche molto popolari, sono state cancellate dai menu.

Le difficoltà di approvvigionamento non riguardano, almeno per il momento, il caffè. Bensì ingredienti e preparati che entrano nella composizione di bevande, dolci, ecc.

Mancano sciroppi, latte di avena (motlo richiesto), salsa di caramello, tè in bustine; in alcuni locali persino i bicchieri per il caffè e le altre bevande. Una situazione già segnalata con disappunto, sui vari social, dagli aficionados della catena.

Ed evidenziata anche dalla scomparsa di varie voci dalla app Starbucks per gli ordini online.

La circostanza è confermata dalle testimonianze di baristi e gerenti, spesso costretti a far fronte alla delusione, se non alle ire, dei clienti.

Ufficialmente, Starbucks ammette la “temporanea irreperibilità” di alcuni prodotti

Ma nega che il problema sia generalizzato in tutti gli Usa. E garantisce che l’inconveniente troverà rapida soluzione.

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