PHILADELPHIA (Stati Uniti) – All’interno di uno dei tanti locali Starbucks, un cliente ha ripreso una scena che è subito diventata virale. Nel filmato, ritratti dei poliziotti che si scontrano con due consumatori di colore. La discussione si fa accesa, i due clienti in questione vengono invitati ad uscire. Il loro rifiuto, causerà loro l’arresto.

Almeno a guardare il video, visto sinora da almeno dieci milioni di utenti, non c’è una spiegazione netta per l’accaduto.

Starbucks contro le accuse di razzismo

Adesso il marchio è nella bufera per l’arresto senza apparente motivo. A chiamare la polizia, sabato, era stato il direttore del locale.

Irritato dal fatto che i due giovani avessero chiesto di poter usare la toilette, senza aver ordinato nulla e, invitati ad uscire per questo, si erano rifiutati.

La scena, con i due giovani ammanettati dagli agenti e portati via

E’ stata ripresa con i telefonini da molti avventori, tra cui Melissa Depino, e ha scatenato un’ondata di proteste da parte delle associazioni per la difesa dei diritti civili e di tanta gente comune; soprattutto dopo che il video è diventato virale sulla rete e sui social media.

Accuse imbarazzanti

L’accusa imbarazzante è quella di «discriminazione» e comportamento «razzista». Tanto che, il Ceo di Starbucks, Kevin Johnson, è stato costretto a pubblicare una lettera di scuse definendo l’episodio «riprovevole».

«Faremo di tutto – ha affermato parlando anche di «incontro faccia a faccia» – perché nei nostri locali episodi del genere non avvengano mai più».

La presa di distanze dalla polizia

Il Ceo ha aggiunto «l’intento del direttore non era quello di fare arrestare i clienti. Cosa che non avrebbe nemmeno dovuto giustificarsi». Però nel frattempo è diventato virale l’hashtag #BoycottStarbucks.

La ricostruzione del Washington Post

Le ricostruzioni fatte dal Washington Post e da altri quotidiani online di Philadelphia, dicono che i due clienti erano entrati perché avevano un appuntamento d’affari. Tra l’altro con un bianco.

Nell’attesa, uno di loro ha chiesto di poter utilizzare la toilette senza nel frattempo ordinare nulla in attesa che giungesse la terza persona.

A questo punto il direttore del locale si è arrabbiato

Spazientendosi e chiamando la polizia. All’arrivo degli agenti — giunti in bicicletta, avevano anche il casco da ciclisti — il conciliabolo è stato ripreso dalle telecamere di altri clienti.

Una scena piuttosto surreale

Della durata circa cinque minuti: i poliziotti chiedono cosa stiano facendo i due, i quali appunto spiegano dell’appuntamento. Seppure espressa con calma e traquillità, la motivazione non deve essere parsa sufficiente.

Infatti, gli agenti a un certo momento spostano le seggiole con il chiaro intento di mostrare ai due la via d’uscita. E poi a un tratto, senza che si capisce bene il perché, scatta il fermo vero e proprio, con tanto di manette.

Commentato dai clienti che stavano filmano il tutto con frasi di sorpresa tipo «ma non stavano facendo niente» rivolte espressamente agli uomini in divisa.

Una volta portati nel posto di polizia i due clienti afroamericani, scrive il Washington Post, sarebbero stati rilasciati dopo otto ore perché il procuratore distrettuale non ha trovato la prova di alcun crimine.

La versione della polizia

La polizia, per bocca del commissario Richard Ross, tra l’altro afroamericano, difende il suo operato. Chiarendo che gli agenti «non hanno sbagliato assolutamente nulla».

I dipendenti di Starbucks hanno chiamato il 911 (il centralino d’emergenza Usa) per segnalare il rifiuto di lasciare il locale da parte dei due clienti.

I poliziotti hanno chiesto loro tre volte «di lasciare il luogo educatamente. Perché gli veniva chiesto di andarsene dai dipendenti».

Non volendosene andare, gli agenti, sempre secondo Ross, sono stati costretti ad arrestarli. «Hanno fatto un servizio che sono stati chiamati a fare», dice il commissario.

«Se un locale pubblico ci chiama dicendo che ci sono clienti sgraditi, noi abbiamo l’obbligo di svolgere il nostro dovere».