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Slitta al 1° giugno la riapertura di bar e ristoranti ma dal 4 maggio le vendite da asporto

Giuseppe Conte beve un espresso
Il Presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte beve un espresso in Senato

ROMA – Ha sorpreso molti l’annuncio del Presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte che ieri sera, su tutte le reti. Il Presidente ha chiarito, tra l’altro, che la riapertura di bar e ristoranti è stata definita per il primo giugno. Questo dopo che la data del 18 maggio era stata indicata come più che ufficiosa. Questa decisione è del comitato tecnico scientifico, quello coordinato da Vittorio Colao, ma è stata ovviamente avvallata dal governo.

Un cambio di rotta dell’esecutivo che non mancherà di suscitare malumori nel settore. Tuttavia la norma è stata, anche se solo parzialmente attenuata dando la possibilità, dal 4 maggio, la ristorazione con consegna a domicilio.

Riportiamo sotto le parti del Decreto

aa) sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi;

bb) sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;

La condizione è che cibi e bevande siano preparati in locali che rispettano tutte le norme previste dai decreti per l’emergenza Coronavirus, a cominciare dal rispetto delle distanze tra gli operatori.

Conte ha ribadito che il consumo non deve avvenire all’interno del locale, né al suo esterno o nelle immediate vicinanze dove non devono formarsi assembramenti in cui non si rispetta la distanza fra le persone.