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Report, il torrefattore Bonacchi: «Il mercato delle capsule è stato sistematicamente drogato»

Report continua ad alimentare il dibattito attorno all'inchiesta che ha messo sotto accusa diversi marchi famosi e il contenuto delle capsule

sandro bonacchi oriental caffè
Sandro Bonacchi. @RomediaStudio

MILANO – Sulla scia del dibattito suscitato dall’inchiesta diffusa su Rai 3 di Report, riportiamo anche il commento post trasmissione di Sandro Bonacchi, della torrefazione Oriental Caffè che ha la sede a Quarrata in provincia di Pistoia.

di Sandro Bonacchi

“La cosa che più mi rammarica è che ancora una volta si distoglie il punto dalla questione principale: il consumatore è in una condizione di totale ignoranza e disinformazione. La responsabilità è da imputarsi proprio ai torrefattori (non solo partenopei), che per una logica di maggiori profitti non hanno mai (certo non in maniera significativa) voluto conoscere la materia prima.

Vendendo caffè difettati e facendo credere ai consumatori italiani che dal caffè non ci si potesse aspettare niente di diverso di quello che comunemente si trova e si beve: sentori sgradevoli di muffa, terra e panno bagnato. Senza ovviamente essere in grado di identificarli perché totalmente privi di allenamento all’analisi sensoriale.

Il mercato, da un punto di vista sensoriale, è stato sistematicamente drogato da difetti, utilizzando poi la leva del marketing per la vendita

Campagne pubblicitarie costosissime, realizzate grazie a quei maggiori profitti che derivano dall’elevato differenziale fra il prezzo di acquisto sempre più basso di merce di scarsa qualità (con conseguente speculazione sui farmer) e il prezzo finale al consumatore. Giustificato proprio dalla pubblicità stessa. O peggio, il prezzo elevato applicato al barista con le logiche dei finanziamenti che tuttora molte torrefazioni erogano. E il prezzo finale fisso a un euro.

Questa politica di speculazione sui prezzi di acquisto impoverisce letteralmente i contadini nei paesi produttori, che si tratti di arabica, di robusta, di tazze più o meno difettate.

Sandro Bonacchi: un’ingiustizia sociale

Al consumatore non è stato dato finora di sapere che se sul “libero” mercato si trovano caffè, porzionati o no, a prezzi bassi (sempre più bassi), questo corrisponde a un’ingiustizia sociale. Bere una tazza di caffè è un atto agricolo, fatto di persone che da quel gesto dovrebbero trarre un sostentamento economico equo.

I caffè che oggi beviamo sono, per la stragrande maggioranza, non solo cattivi perché ricchi di difetti che il consumatore medio non sa riconoscere, ma soprattutto sono cattivi perché impoveriscono chi coltiva questa materia prima.

Quindi consumatore, non essere più vittima inconsapevole, informati, pretendendo un caffè buono, in tutti i sensi! Un caffè buono e giusto, da pagare in base alla sua qualità.

Sandro Bonacchi
Oriental Caffè S.r.L.