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Princi opera un importante riassetto patrimoniale con Patto di Famiglia

Princi Il forno a legna acceso nella panetteria Princi, all'interno della Roastery di Milano (Joshua Trujillo, Starbucks)
Il forno a legna acceso nella panetteria Princi, all'interno della Roastery di Milano (Joshua Trujillo, Starbucks)

MILANO – Importante riassetto patrimoniale nella famiglia Princi. Il re meneghino del pane ha infatti ceduto parte attività alla moglie e ai tre figli, Pietro (34), Ettore (32) e Giuseppe (22). Il trasferimento ai familiari della partecipazioni di maggioranza che l’imprenditore aveva nell’ Immobiliare Princi (51%) e nella Princi & Co è avvenuto con lo strumento giuridico del «Patto di famiglia».

Cos’è il Patto di famiglia

Recita l’art. 768-bis del Codice Civile: « È patto di famiglia il contratto con cui (…) l’imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l’azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, ad uno o più discendenti».

Oggi dunque, secondo quanto stabilito nell’atto notarile, l’Immobiliare, che incassa gli affitti dei punti vendita, è al 100% della moglie Giuseppa Zecchini, riferisce il Corriere della Sera. Divisa tra madre e figli è invece la Princi & Co, cui fa capo l’ultimo locale, il quinto, aperto a Milano: 14 dipendenti, 2 milioni di fatturato (bilancio 2017), l’utile ancora a singhiozzo. Tutti si sono impegnati a non vendere le rispettive partecipazioni per almeno 5 anni.

CARTE DOZIO
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Bakery Princi a Milano

Gli altri quattro punti vendita sono raccolti sotto la società principale, la Bakery Princi di Milano (10 milioni di ricavi, 476mila euro di utile), controllata al 66,67% dal fondatore e con le residue quote in mano alla moglie e all’Immobiliare Princi. La Bakery milanese è anche la porta d’accesso alle società inglesi in comune con Starbucks, di cui il maestro artigiano italiano è diventato partner esclusivo per le nuove Roastery in tutto il mondo.

A Londra

A Londra – continua il Corriere – l’alleanza si salda dentro una serie di società che detengono le attività in comune, il marchio (Conifer Ventures) o il controllo del negozio-ristorante di Soho a Londra (Princi Uk) che con il nuovo assetto e modello gestionale ha già invertito la rotta rispetto al passato (4 milioni di ricavi annui; 5,2 milioni di perdite accumulate al 30 settembre 2017). La maggioranza è ampiamente in mano a Starbucks con Rocco Princi al 30% della Princi Uk.

È da qui che l’artigiano calabrese ha impostato il cammino con la catena di caffè americana. E solo nelle società inglesi ricopre formalmente incarichi di gestione non avendo più alcuna carica amministrativa in Italia.