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«Pos obbligatorio al bar? Soltanto se le banche abbassano i costi»

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MILANO – Commercianti e titolari di pubblici esercizi in fibrillazione in tutta Italia per l’ipotesi di sanzionare, con 30 euro di multa, chi non metterà a disposizione dei clienti la possibilità di pagare attraverso il bancomat o la carta di credito, senza ricorsa al contante. Questo per motivi di anti riciclaggio e anti evasione fiscale.

I più arrabbiati della decisione del Parlamento sono i commercianti. Tra i tanti interventi che abbiamo trovato riportiamo quello di Sergio Rebecca. Che è il presidente della Confcommercio di Vicenza e che bene riassume tutte le arrabbiature.

«Vogliono rendere obbligatorio accettare il pagamento in moneta elettronica? – interviene Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza – Allora obblighino anche le banche a ridurre i costi del Pos e ad azzerare i costi delle transazioni al di sotto di una determinata soglia. Non si capisce perché, a pagare per la diffusione della moneta elettronica devono essere i “soliti noti”, vale a dire i commercianti, e non gli Istituti di Credito che ne traggono il vero vantaggio e che, tra l’altro, mi pare abbiano già ricevuto molto dal Paese in termini di risorse per risolvere i loro problemi».

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Sul banco degli imputati, infatti, sono gli alti costi che il Pos comporta per gli esercenti. Mediamente si parla del 2% sul transato. Ma nella giungla delle condizioni applicate delle banche ci sono, ad esempio, anche costi fissi per singola transazione. O canoni di noleggio che variano a seconda della quantità delle operazioni con il Pos.

«Di fronte ai consumi in picchiata degli ultimi anni, uniti alla crescita delle spese e ad una pressione fiscale oramai stabile al 43%, questo ulteriore balzello è la classica goccia che fa traboccare il vaso. Pensiamo ai titolari di distributori di carburante. Che ricavano, se va bene, tre centesimi lordi per ogni litro di carburante venduto. O ai tabaccai che hanno margini ridottissimi sui prodotti del Monopolio»

Incalza il presidente Rebecca: «Oppure pensiamo al barista che sarebbe obbligato ad accettare il bancomat o la carta di credito anche per piccole consumazioni. Se introduciamo la sanzione senza correttivi sui costi del Pos, per le piccole transazioni i commercianti rischiano di vendere i loro prodotti e servizi in perdita. È una cosa inaccettabile da uno Stato di diritto».

«Niente commissioni del Pos per le transazioni fino a 100 euro»

«Discorso a parte – conclude il presidente di Confcommercio Vicenza – se introduciamo, com’è stato fatto in passato per i benzinai, la gratuità dei costi per transazioni fino ai 100 euro. Ma questa misura giustissima, dopo un paio d’anni dalla sua approvazione fu abrogata. Come mai? Non spetta a me rispondere. Però ora la possono ripescare e allargare a tutto il mondo del commercio e del turismo. Se vogliono veramente diffondere l’uso della moneta elettronica. Sempre che, poi, le banche non si inventino, per recuperare il fatturato, di aumentare i costi dei canoni. Se no siamo punto a capo».