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Porno bloccato nei cornerstore di Starbucks: il wi-fi è limitato nei locali Usa

starbucks
Espresso in tazzina Starbucks

MILANO – L’universo Starbucks non smette mai di far parlare di sè e non solo per le nuove aperture e i successi della sua strategia d’espansione. Infatti, così come riportiamo dissapore.com, questa volta il colosso americano fa la differenza su un tema un po’ controverso. Per tutti coloro che apprezzano il servizio di wifi gratuito presente nei locali del marchio, adesso dovranno far fronte a dei limiti precisi. I clienti che ne approfittavano per guardare o scaricare contenuti porno, dal 2019 dovranno cambiare caffetteria. 

Porno bandito da Starbucks

Iniziando con le caffetterie americane, Starbucks vieterà i contenuti di natura pornografica applicando dei filtri nelle sue reti Wi-fi. A seguire poi, la stessa misura verrà adottata nei punti vendita del resto del mondo.

La decisione della multinazionale americana del caffè

Arriva dopo le reiterate proteste di alcune associazioni di consumatori. Starbucks avrebbe ignorato per anni la tutela dei propri clienti, in particolare minorenni. Non proibendo l’accesso ai contenuti espliciti disponibili su Internet.

FRANKE
BAZZARA

Un responsabile della catena di caffetterie da poco arrivata in Italia, ha detto al sito americano The Verge che sono stati testati diversi metodi per filtrare i materiali pornografici. Senza però fornire particolari su quelli scelti.

Non si tratta di un aspetto secondario

Soprattutto dal momento che, come già successo per McDonald’s, trovare modi affidabili per filtrare i contenuti pornografici in rete non è propriamente semplice.

La decisione è maturata dopo una petizione lanciata dalla onlus Enough is Enough, che ha raccolto oltre 26 mila firme. CitizenGo ha adottato di recente un’iniziativa analoga.

Già nel 2014, Enough is Enough lanciò una campagna simile rivolta a McDonald’s e Starbucks. Mentre la prima adottò immediatamente misure opportune, la seconda non è stata altrettanto sollecita.

A distanza di quattro anni, anche Starbucks sembra infine aver trovato l’antidoto.

Identificata una soluzione

Un portavoce della società ha dichiarato infatti la scorsa settimana che è stata identificata ” una soluzione per impedire che questo tipo di contenuti vengano visualizzati nei locali”, la cui implementazione avverrà, negli Stati Uniti, nel 2019.

Starbucks ha inoltre sottolineato come l’uso del WiFi pubblico per visualizzare contenuti illegali violi da sempre le sue policy. La compagnia si era impegnata sin dal 2016 a filtrare i contenuti, ma sinora non era riuscita a individuare contromisure adeguate.