sabato 29 Novembre 2025
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Ferrero, cambio di rotta per Alessandro d’Este: a partire da aprile, sarà ceo del Gruppo Veronesi

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Il logo della Ferrero

MILANO – A dare la notizia di un cambio ai vertici Ferrero è l’agenzia Radiocor: Alessandro d’Este passerà dal cioccolato albese al Gruppo Veronesi – trasformatore e distributore di salumi propri e per conto terzi – a partire da aprile, assumendo la carica di amministratore delegato in successione a Luigi Fasoli.

Alessandro D’Este: l’uomo che aveva fatto il boom dei Nutella Biscuits Ferrero

E lo stesso che aveva lanciato da poco i Kinder Kinderini, aveva già una lunga esperienza in altri settori (prima da Pirelli Tyre, L’Oreal, Coca-Cola, Metro e Esselunga) mentre in Ferrero ha ricoperto il ruolo di amministratore delegato di Ferrero SpA e di Ferrero Commerciale, di cui era anche presidente.

La comunicazione ufficiale di Gruppo Veronesi

Cambio ai vertici del Gruppo Veronesi, primo gruppo che in Italia può contare su una filiera completa e integrata che parte dalla produzione dei mangimi sino alla trasformazione e distribuzione delle carni e dei salumi della tradizione italiana.

Alessandro d’Este, attuale presidente e amministratore delegato di Ferrero Commerciale Italia, è stato, infatti, individuato come nuovo amministratore delegato di Veronesi Holding, carica che ricoprirà a partire dal prossimo aprile.

Alessandro d’Este, succede a Luigi Fasoli che dopo tanti anni di servizio e di risultati importanti, lascia l’incarico di amministratore delegato del Gruppo Veronesi per la meritata pensione, conservando l’attuale ruolo di presidente. Fasoli ha guidato l’azienda dal 2011, portandola a traguardi significativi.

Manager di comprovata esperienza e competenza nel settore del largo consumo, d’Este ha conseguito la laurea in Economia all’Università di Firenze ed ha concluso corsi post-universitari in General Management presso la Emory University, l’INSEAD e la Cranfield University, che hanno contribuito a formare il suo approccio manageriale. Ha iniziato il suo percorso professionale in Esselunga ed in Metro C&C, acquisendo competenze nel settore della grande distribuzione organizzata.

Successivamente, la sua carriera ha visto una progressione in Coca-Cola, tra il 1995 ed il 2000, fino a ricoprire il ruolo di Direttore Vendite Italia, ed in L’Oréal, dove, dal 2000 al 2007, ha raggiunto il ruolo di General Manager per il Sud-Est Europa. In Pirelli, dal 2007 al 2013, ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità, culminati nella posizione di SVP General Manager Europe. Prima di unirsi a Ferrero nel 2016, ha contribuito allo sviluppo e alla crescita di Bauli, come Amministratore Delegato del Gruppo per tre anni, consolidando ulteriormente le sue competenze nel settore del largo consumo.

Oltre al suo percorso in azienda, d’Este ha ricoperto la carica di presidente di IBC, l’Associazione delle Industrie Beni di Consumo, dal 2020 al 2023. In questo ruolo, ha guidato un’associazione di oltre 33mila aziende operanti in Italia. Dal 2023 è Presidente di GS1 Italy, l’Associazione che sviluppa gli standard più utilizzati nella comunicazione tra imprese.

Gli italiani bevono sempre meno alcol: c’è più spazio per il caffè e le bevande a base espresso

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alcol italiani caffè
La riduzione del consumo di alcol (dati concessi)

MILANO – CGA by NIQ, nel suo ultimo Consumer Pulse Report, rivela le ultime tendenze nel comportamento dei consumatori nel settore del fuori casa. Infatti, nella ricerca condotta a dicembre 2023 emerge come, con l’inizio del nuovo anno, gli italiani prestino più attenzione alla salute e siano più propensi a scegliere bevande analcoliche e a basso contenuto alcolico.

Buone intenzioni per l’anno nuovo: meno alcol per gli italiani

L’indagine di CGA by NIQ ha evidenziato che per il mese di gennaio 2024 il 22% degli italiani prevede di smettere completamente di assumere bevande alcoliche, e che il numero di consumatori intenzionati ad eliminare l’alcol sale al 30% tra coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 34 anni; mentre il 40% degli intervistati intende ridurne il consumo.

Le intenzioni degli italiani (dati concessi)

Infatti, oltre la metà dei consumatori (56%) che stanno moderando l’assunzione di alcolici ha dichiarato che, a partire dal cosiddetto “Dry January” – iniziativa promossa da Alcohol Change UK per il benessere personale grazie alla rinuncia all’alcol per 31 giorni –, uscirà meno spesso del solito. Una quota decisamente maggiore del 10% degli intervistati che invece intende uscire di più.

I propositi di consumo

Il 61% delle persone, ovvero tre consumatori su cinque, hanno dichiarato di voler consumare bevande analcoliche, tra cui caffè, tè e soft drink tra le tre scelte principali ed un quinto (20%) prevede di provare varianti analcoliche o a basso contenuto alcolico di bevande quali birra e cocktail.

L’indagine Consumer Pulse di CGA by NIQ suggerisce che l’interesse per il bere e il mangiare sano si estenderà ben oltre il mese di gennaio. Infatti, l’82% dei consumatori concorda sul fatto che nel 2024 darà priorità alla salute e al benessere ed un terzo (32%) pensa di moderare il consumo di alcolici durante tutto il corso dell’anno.

Daniela Cardaciotto, On Premise Sales Leader di CGA by NIQ, dichiara: “Dopo un periodo di Feste intenso, i consumatori sono più attenti alla salute e alle spese, anche se molti di loro intendono ancora frequentare bar e ristoranti. I locali che propongono alternative interessanti alle bevande alcoliche e che offrono un buon rapporto qualità-prezzo, possono da un lato soddisfare le nuove esigenze di consumo alcohol-free e dall’altro ampliare strategicamente la loro offerta”.

La scheda sintetica di CGA by NIQ

CGA by NielsenIQ è la principale società di consulenza per la misurazione, l’analisi e la ricerca nel settore On Premise che favorisce la crescita dei marchi di cibo e bevande di maggior successo al mondo. Con oltre 30 anni di esperienza e i migliori risultati di ricerca, dati e analisi, CGA by NIQ è in una posizione unica per aiutare le aziende del settore On Premise a sviluppare strategie vincenti per la crescita.

CGA by NIQ collabora con fornitori di alimenti e bevande, proprietari di marchi di consumo, grossisti, enti governativi e distributori per pub, bar e ristoranti per proteggere e plasmare il futuro dell’esperienza On Premise.

La sua missione è analizzare dati sui comportamenti del settore e insight di esperti per offrire ai marchi un vantaggio competitivo e garantire che il mercato che amiamo sia il più vivace possibile. Per maggiori informazioni basta cliccare qui.

Caffè Vergnano apre le porte della torrefazione e dell’azienda il 15 febbraio

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La produzione di Caffè Vergnano (immagine concessa)

SANTENA (Torino) – Il giorno martedì 15 febbraio dalle ore 9.00 alle ore 12.00, Caffè Vergnano aprirà le porte dell’azienda e darà la possibilità di far conoscere ai propri clienti il mondo del caffè, attraverso una visita alla produzione presso la sede centrale di Santena (TO). Un percorso che inizierà dalla scoperta del caffè crudo e dalle sue origini fino ad arrivare alla preparazione della moka perfetta insieme al coffee expert Federico Raso.

Alla scoperta di Caffè Vergnano

Si respirerà quindi profumo di caffè, esplorando i metodi di lavorazione e la tostatura lenta ed artigianale, ma sarà anche un’occasione per conosce meglio la Famiglia Vergnano, le generazioni che ne fanno parte ed i valori che la contraddistinguono dal 1882, rendendola simbolo del made in Italy nel mondo.

Alla prima data di febbraio, in cui sarà possibile prenotarsi fino ad esaurimento posti qui, seguiranno altri appuntamenti il 27 marzo e l’8 maggio.

Caffè Vergnano apre le porte ed il cuore dell’azienda, per condividere la qualità dei suoi prodotti, l’esperienza ed il calore della famiglia, con tutti i coffee lover.

La scheda sintetica dell’azienda

Caffè Vergnano è una delle più antiche torrefazioni italiane a livello nazionale. Fondata nel 1882 e ancora oggi guidata dalla famiglia, da 140 anni racconta il rito dell’autentico espresso italiano portando in una tazzina profumi e aromi di tutto il mondo.

Il segreto delle miscele è la tostatura, lenta e tradizionale che valorizza ogni singola origine, nel rispetto della materia prima.

Le miscele Caffè Vergnano si trovano nella grande distribuzione, nei migliori bar e negli oltre 180 Caffè Vergnano 1882, la catena di caffetterie all’italiana presente in tutto il mondo.

Caffè Milani: al via i corsi di formazione dell’Altascuola Coffee Training

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I nuovi corsi di Altascuola Coffee Training dell'Accademia di Caffè Milani (immagine concessa)

LIPOMO (Milano) – Al via i corsi dedicati alla formazione di Caffè Milani e della sua accademia, l’Altascuola Coffee Training, nelle 4 sedi italiane di Lipomo, Milano, Sassari e Cagliari. Uno degli elementi cardine nella filosofia aziendale di Caffè Milani è la formazione e la promozione della qualità in tutte le sue forme.

D’altra parte non esiste un buon caffè senza che ci sia, dietro alla tazzina, qualcuno che sappia valorizzare al meglio i chicchi. Talmente importante che dal 2018 Altascuola Coffee Training è una vera e propria accademia IIAC (Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè), anche se la sua fondazione risale agli anni ‘90.

Formarsi, aggiornarsi, imparare nuove tecniche o nuove metodologie, per offrire un prodotto eccellente per assicurare al consumatore / cliente un’esperienza raffinata, dal gusto perfetto.

I corsi di formazione Caffè Milani

I corsi di Altascuola Coffee Training spaziano tra la teoria, come Viaggio nel mondo del caffè, un corso introduttivo sulla filiera del caffè; e la pratica, con Espresso e cappuccino da Altascuola, un corso base di caffetteria per muovere i primi passi nel mondo del bar; e ancora, i corsi in collaborazione con Iiac e Iei (Istituto espresso italiano) per imparare le tecniche di assaggio e degustazione e diventare un coffee expert certificato.

Meno tradizionali e con un buon occhio alle tendenze internazionali, i corsi di Latte art; quelli dedicati al Brewing, e a tutte le modalità di estrazione del caffè alternative all’espresso, come il caffè filtro, moka e napoletana; e ancora un corso che punta ad approfondire Ricettati e mixology, per fornire nuove idee e nuove stimoli agli operatori in modo da utilizzare l’ingrediente caffè durante tutta la giornata, dalla colazione, alla merenda, all’aperitivo e al dopo-cena.

Proprio il 2024 prevede un nuovo corso: Il Barista Imprenditore, in cui il titolare di Caffè Velò e docente Matteo Colzani spiegherà quali sono gli aspetti economici e gestionali che un manager del settore Horeca deve avere per poter rendere la propria attività performante. A settembre, inizierà invece la prima edizione del corso Il Barista Sostenibile, con uno focus sulla sostenibilità sociale, economica, ambientale.

I nuovi docenti dell’Altascuola

Le novità del 2024 riguardano anche i docenti. Quest’anno i professionisti dietro alla cattedra/bancone saranno sia il corpo docente interno, sia alcune figure esterne e professionisti del bar e della mixology, per far sì che i corsi forniscano sempre stimoli nuovi e visioni differenti. Tra i docenti dell’Altascuola Andrea Piccoli, i barman Matteo Colzani e Roberto Sala, oltre a campioni e campionesse come Manuela Fensore, World Latte Art Champion 2019. L’obiettivo di Caffè Milani è creare una cultura del caffè a 360°, portando innovazione e la qualità di un prodotto superiore.

La scheda sintetica di Caffè Milani

1937, Como: Celestino Milani divine Mastro tostatore e decide di acquistare una piccola torrefazione locale, lasciandosi alle spalle la vita da barista senza mai dimenticarla. Nasce così Caffè Milani, che da tre generazioni vede la famiglia, ora nelle persone di Pierluigi, il figlio di Celestino, e dei suoi due figli Elisabetta e Mattia, tostare il caffè e soprattutto dare vita a progetti, iniziative e prodotti che si esprimono nella passione di una vita.

Nel frattempo, negli anni ’70 l’azienda si è spostata da Como a Lipomo, e nel 2017, in occasione degli 80 anni, ha inaugurato all’interno dell’headquarter del brand Esposizione Caffè Milani, uno spazio poli funzionale in cui vivere il caffè a 360° gradi.

Qui al profumo di caffè si unisce una location pensata per la formazione, alle visite in azienda, con un percorso dedicato alla storia aziendale, e uno spazio museale in cui si può visitare una micro-piantagione di caffè e ritrovare pezzi unici di design che aiutano a spiegare l’evoluzione del rito dell’espresso nel corso del tempo.

Una tazzina di caffè non è mai solo una tazzina di caffè: dietro i chicchi che sono stati macinati per produrla c’è un mondo intero, fatto di geografia, di luoghi, di storie di persone che si intrecciano, mani che compiono gesti sapienti, di porti, di ricerca, di design, di studio.

I numeri di Caffè Milani

  • 100.000.000 – tazzine servite al bar nel mondo all’anno
  • 17.500.000 – tazzine consumate a casa all’anno
  • 3000 – metri quadri dello stabilimento di Lipomo
  • 85 – anni di attività di Caffè Milani
  • 30 – Paesi del mondo che forniscono i chicchi a Caffè Milani
  • 3 – generazioni di famiglia coinvolte

Mazzer: Jack Simpson, campione australiano baristi 2023, ambassador del Racing Team

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Jack Simpson, il campione australiano baristi 2023 (immagine concessa)

VENEZIA – Mazzer annuncia la nuova partnership con Jack Simpson, il campione australiano baristi 2023, che si unisce al Mazzer Racing Team come nuovo brand ambassador. Con la sua vittoria in Australia e un prestigioso terzo posto al Campionato mondiale baristi di Atene lo scorso giugno, Jack Simpson rappresenta al meglio l’impegno di Mazzer per l’innovazione e la tecnologia.

Mazzer annuncia la partnership con Jack Simpson

“Sono entusiasta di collaborare con Mazzer, è il primo macinacaffè che abbia mai usato, quindi sento di avere un legame speciale. L’azienda è sempre stata un punto di riferimento per lo specialty producendo macinacaffè in grado di offrire facilità d’uso e un profilo gustativo ineguagliabile”, ha condiviso Simpson.

Con alle spalle diversi anni di gavetta nel settore, Simpson vede le competizioni come una piattaforma per esplorare il mondo del caffè da diverse prospettive. Introdurre in gara nuove idee e tecniche è per lui un’occasione per far progredire il settore e ispirare nuove generazioni di baristi.

Un abbinamento perfetto per l’azienda, un marchio all’avanguardia nella tecnologia sin dal 1948.

La scheda sintetica dell’azienda

Mazzer è da sempre un punto di riferimento nella progettazione e produzione di macinacaffè e macine di alta qualità. L’azienda familiare con sede in provincia di Venezia combina innovazione e tradizione rimanendo il punto di riferimento per le migliori e più frequentate caffetterie di tutto il mondo.

Segafredo Caffè apre il 3° store in Giappone all’Aeroporto internazionale di Kansai

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Il nuovo store Segafredo Caffè (immagine concessa)

KANSAI – Segafredo Caffè, brand di Massimo Zanetti Beverage Group, annuncia l’apertura della sua terza caffetteria in Giappone, presso l’Aeroporto internazionale di Kansai. La nuova location offre ai viaggiatori e agli amanti del caffè uno spazio che unisce l’arte del caffè di qualità e il buon cibo, a conferma della passione per l’eccellenza culinaria che accomuna italiani e giapponesi.

Segafredo Caffè in Giappone

Con quest’ultima apertura, Segafredo Caffè porta la passione per la qualità e la tradizione in uno degli hub più attivi del Sol Levante.

Per ulteriori informazioni sull’apertura all’Aeroporto internazionale di Kansai basta cliccare qui

Nel 2022 Segafredo Caffè ha fatto suo debutto ad Osaka, Giappone, nello storico grande magazzino Shinsaibashi Daimaru risalente al 1717.

L’iconico e storico grande magazzino Shinsaibashi Daimaru di Osaka, in Giappone, risalente al 1717, è stato scelto come cornice per il debutto del recentissimo format Segafredo Caffè nel mercato asiatico (ne abbiamo parlato qui).

Carbone Espresso dà il via alla produzione di caffè con denominazione in Venezuela

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Il logo di Carbone Espresso

Carbone Espresso, azienda gestita dall’imprenditore Pietro Carbone, ha dato il via alla prima produzione di caffè venezuelano con “Indicazione geografica tipica” (Inp). L’azienda si incarica della vendita e distribuzione di caffè di qualità in Venezuela da circa 15 anni e ora mira ad esportare anche negli Stati Uniti ed in Europa. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale dell’Ansa.

Carbone Espresso: annunciato l’avvio della prima produzione di caffè venezuelano con denominazione

MILANO – L’imprenditore venezuelano di origine italiana, Pietro Carbone, proprietario della marca Carbone Espresso, ha annunciato l’avvio della prima produzione di caffè venezuelano certificato con “Indicazione geografica tipica” (Ipg).

Si tratta di un prodotto, riferisce Carbone in un’intervista all’Ansa, della varietà Arabica-Castillo proveniente dalla tenuta Hacienda Los Castros, del produttore Jhoan Castro.

La coltivazione, precisa l’imprenditore, è sita a 1650 metri sul livello del mare nell’area geografica di Boconò, nello stato di Trujillo e ad oggi ha prodotto già cinque lotti.

Per leggere la notizia completa basta cliccare qui.

Honduras Origin Coffee Fest: al via la manifestazione del caffè specialty a Lepaera, 21-24/03

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Il logo dell'Honduras Origin Coffee Fest (immagine concessa)

LEPAERA (Honduras) – Le miscele specialty saranno al centro dell’Honduras Origin Coffee Fest 2024, la manifestazione fondata e sviluppata da Inloher con il supporto della Fondazione Grano de Esperanza a Lepaera, Lempira, con l’obiettivo di riunire i coltivatori del caffè di alta qualità nella parte occidentale del paese con torrefattori e acquirenti provenienti da tutto il mondo.

Honduras Origin Coffee Fest: conto alla rovescia per la manifestazione

L’evento, che si terrà dal 21 al 24 marzo, vedrà al centro i migliori profili qualitativi del caffè honduregno senza tralasciare l’importanza della sostenibilità e della tracciabilità di ciascun chicco.

Alla manifestazione sarà possibile scoprire gli aromi e i sapori unici delle miscele locali grazie alle degustazioni direttamente organizzate dai produttori di Inloher, Cafico, Cafescor e Café Ventura.

Ma le sorprese non finiscono qui: l’Honduras Origin Coffee Fest sarà il centro di convegni nazionali e internazionali in cui sarà possibile analizzare le nuove tendenze e innovazioni nei processi produttivi.

Alcuni temi chiave come la nuova normativa UE, l’importanza della sostenibilità fin dall’origine, l’analisi del rischio del mercato e le tendenze dei consumatori verranno esaminati a fondo grazie alla presenza degli esperti del settore.

Sarà possibile visitare le piantagioni di caffè e approfondire tutti i loro processi: dai sistemi produttivi a quelli sostenibili.

Alcune attività speciali spezzeranno il ritmo della manifestazione come, ad esempio, il tour notturno nella città coloniale di Santa Rosa De Copan, più nota ai locali come la capitale del caffè.

Da segnalare inoltre l’opportunità di perdersi nell’itinerario turistico per il birdwatching al parco naturale Macaw Mountain e godersi le bellezze naturali della regione.

Ci sarà infine la possibilità di dormire e soggiornare presso la suggestiva Villa Shalom con camere accoglienti con vista sulle aree verdi. Per maggiori informazioni sull’Honduras Origin Coffee Fest basta cliccare qui.

Giuseppe Lavazza, presidente Comitato italiano del caffè, sul regolamento dei rifiuti come le capsule: “Sollecitata per le aziende la possibilità di scelta del materiale per i prodotti”

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Giuseppe Lavazza comitato
Giuseppe Lavazza (foto concessa)
Giuseppe Lavazza, presidente del Comitato italiano del caffè, ha inviato a tutti gli iscritti dell’associazione una circolare sugli aggiornamenti in relazione alla proposta di Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio, il Ppwr, che riguarda anche le capsule monodose di caffè. Il Comitato italiano del caffè, come riporta la lettera del presidente che leggete integralmente sotto, è al lavoro per ascoltare e risolvere e le preoccupazioni delle aziende associate e del settore alimentare intero.
disciplinare Il logo del Comitato italiano del caffè
Il logo del Comitato italiano del caffè
Riportiamo di seguito la lettera del Presidente del Comitato italiano del caffè.

di Giuseppe Lavazza

La posizione del Comitato italiano del caffè sul regolamento PPWR

“Cari Colleghi,

come sapete da questo mese è ufficialmente iniziata la fase di negoziato interistituzionale (“trilogo”) a livello UE, che, in base alla procedura legislativa europea, prevede che il Consiglio, il Parlamento e la Commissione si confrontino per trovare un accordo comune sul testo finale del PPWR.

In particolare, lo scorso 18 dicembre il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato – nonostante il voto contrario dell’Italia – un orientamento generale che presenta diverse criticità, peggiorando la versione del Parlamento del 22 novembre, che aveva invece registrato significativi progressi per il Settore Caffè rispetto alla versione iniziale della Commissione.

In linea con l’intensa attività di sensibilizzazione istituzionale già svolta a livello europeo e nazionale da parte di Unione Italiana Food e del Comitato italiano caffè negli ultimi mesi, l’Associazione sta continuando a lavorare per portare avanti le istanze e le preoccupazioni delle aziende associate e del settore alimentare.

unione italiana food
Il logo Unione Italiana Food

Queste attività stanno proseguendo anche attraverso incontri diretti con le autorità ad alto livello politico, quali il Ministro italiano per l’ambiente e la sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin che, come presidente del comitato, ho incontrato in data 15 gennaio con l’auspicio di individuare alleati preziosi per preservare e salvaguardare un’eccellenza distintiva del made in Italy.

È stato evidenziato come l’introduzione di obblighi relativi all’utilizzo di specifici materiali in alcune tipologie di packaging costituisca un approccio discriminatorio e sproporzionato e un precedente da evitare.

Questo approccio ostacolerebbe anche la ricerca e l’innovazione, per le quali il settore del caffè è già fortemente impegnato al fine di individuare soluzioni che garantiscano alle “Single Serve Unit” la completa circolarità.

Inoltre, pur condividendo la necessità imprescindibile di lavorare insieme ad obiettivi ambientali sempre più ambiziosi, riteniamo che le valutazioni sugli impatti ambientali dei prodotti debbano derivare solo da un’attenta applicazione di metodi di valutazione scientifica e conseguentemente da analisi, quale ad esempio l’LCA (Life Cycle Assessment), che tengano in considerazione l’intero ciclo di vita così come riteniamo imprescindibile continuare a valorizzare le filiere di riciclo per gli imballaggi monouso.

In questa fase così decisiva per lo sviluppo della proposta, il Comitato italiano del caffè sta ribadendo inoltre le criticità in merito all’obbligo di compostabilità per le capsule di caffè previsto dall’articolo 8, e in particolare l’emendamento del Consiglio all’articolo 8.2, che consentirebbe agli Stati membri di richiedere che “gli imballaggi immessi sul mercato di cui all’articolo 3, paragrafo 1, lettera g), se composti da materiale diverso dal metallo, siano messi a disposizione sul loro mercato per la prima volta solo se sono compostabili”.

In linea con gli emendamenti approvati dal Parlamento Europeo, che riconoscono la riciclabilità delle unità monodose per caffè e la necessità di garantire la libertà di scelta dei materiali (articoli 3 e 8), la richiesta è che venga lasciata all’autoregolazione del mercato e alla valutazione dei produttori la scelta del materiale, in modo da non rendere vani tutti gli investimenti operati in questi anni da parte delle aziende produttrici al fine di facilitare la riciclabilità dei prodotti.

Il settore del caffè italiano, in linea con la posizione del settore a livello europeo rappresentato da ECF (European Coffee Federation) e nell’ambito del raggiungimento degli obiettivi di circolarità, richiede dunque la libera scelta del materiale da utilizzare per i propri prodotti.

A questo proposito, il Comitato italiano caffè ha chiesto ad Unione Italiana Food di aprire un tavolo di confronto con il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI), con l’obiettivo di valutare le iniziative più opportune da intraprendere rispetto alle responsabilità connesse alla gestione delle capsule e cialde per caffè laddove si confermasse la classificazione di imballaggio come da proposta di Regolamento PPWR.

Un primo incontro tra CONAI e una delegazione del Comitato Capsule Caffè, si è tenuto alla mia presenza il 17 gennaio u.s. a Milano.

Nel corso dei prossimi mesi, il Comitato continuerà a monitorare gli avanzamenti delle negoziazioni a livello Europeo e a richiamare l’attenzione delle Istituzioni italiane sulle istanze del settore.

Giuseppe Lavazza

La scheda sintetica del Comitato italiano del caffè

Il Comitato italiano del caffè è parte di Unione Italiana Food, l’Associazione alimentare che rappresenta 530 Aziende e oltre 24 categorie merceologiche, che generano una occupazione di circa 100.000 addetti e un fatturato di 56 miliardi di euro, di cui oltre 18 derivanti dall’export.

Il Comitato è il portavoce delle principali aziende di torrefazione e delle imprese dei servizi collegati, garantendo rappresentanza nei rapporti con le Istituzioni nazionali, europee e internazionali, con la Federazione Europea del Caffè e con le diverse componenti sociali. Il Comitato italiano del caffè intende tutelare e valorizzare il caffè italiano e lo fa con azioni mirate, oltre che di lobbying, anche di comunicazione e pubbliche relazioni, sia su canali tradizionali sia sui social media.

Questo Organismo, unico nel suo genere, rappresenta infine una piattaforma di scambio e di informazione per le aziende di essenziale importanza, anche per la sua trasversalità e imparzialità.

Per info e contatti basta cliccare qui

Uberto Marchesi e Donato Pensa, nuovi general manager di NKG Bero Italia: “Dalla sostenibilità della ciliegia alla tazzina con una supply chain di valore”

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Uberto Marchesi e Donato Pensa (immagine concessa)

GENOVA – Ad un mese dal cambio al vertice dell’azienda NKG Bero Italia (qui è possibile vedere il nostro articolo del 17 ottobre), parlano i nuovi general manager Uberto Marchesi e Donato Pensa e forniscono la loro accurata opinione sulla situazione attuale. Leggiamo di seguito gli interventi.

Come è andato questo primo mese alla guida della NKG Bero Italia?

Uberto Marchesi: “Sicuramente non ci siamo annoiati, con borse in continuo rialzo, stocks ai minimi e i ben noti problemi logistici del Mar Rosso. In mezzo un mio viaggio in Vietnam, fortunatamente per approfondire la conoscenza di questa sempre più importante origine e non per risolvere problemi di esecuzione dei contratti”.

Quindi bilancio negativo?

Donato Pensa: “Al contrario. Il bilancio è molto positivo. Ovviamente non ci riferiamo a quello economico, visto il forte impatto dei noli sui contratti già in essere. Ciò che però riteniamo davvero molto importante in un momento così problematico è essere riusciti a garantire l’approvvigionamento dei nostri clienti, grazie all’attenta selezione dei nostri partner in origine e al duro lavoro del nostro fantastico team”.

Prevedete che la situazione possa migliorare?

Uberto Marchesi: “L’impatto di Suez sulle tempistiche di approvvigionamento, dopo il primo momento di caos, probabilmente nei prossimi mesi sarà minore. Ad ogni modo il problema è che per invertire la tendenza relativa agli stocks ci vorrà parecchio tempo, in uno scenario come quello attuale che vede la domanda superare di gran lunga l’offerta, soprattutto sui Robusta, con diverse origini ed operatori in fortissima difficoltà”.

Immaginiamo che stiate passando tutta la giornata al telefono per tenere informati i clienti, è così?

Donato Pensa: “Effettivamente sì, ma non tanto quanto vorremmo, poiché gestire l’esecuzione dei contratti già in essere è davvero molto oneroso in termini di tempo ed energie. Ad ogni modo questa settimana, subito dopo un incontro virtuale di approfondimento con le oltre 60 società del gruppo NKG, manderemo un rapporto di mercato dettagliato a tutti i nostri clienti. Abbiamo inoltre creato un indirizzo mail specifico per fornire risposte tempestive sulle previsioni di arrivo delle navi, visto che il tracking online oggi non è del tutto affidabile”.

Come consigliate di reagire a questa situazione?

Uberto Marchesi: “Aver puntato molto sul fattore prezzo ha portato oggi ad un effetto boomerang e ad una distorsione del mercato, con il caffè robusta vietnamita che viene trattato sul mercato interno a 80.000 VND al Kg, solamente 0,05 dollari al chilo in meno rispetto ai caffè arabica brasiliani (oggi a circa 1.000 BRL a sacco).

Inoltre, come accennato prima, molti operatori oggi si trovano in enorme difficoltà nel gestire i rischi presi e onorare quindi gli impegni nei confronti dell’industria. Per questi motivi crediamo che oggi sia fondamentale focalizzarsi sulla qualità del prodotto ed essere molto selettivi sui fornitori, soprattutto nel momento in cui la tracciabilità della filiera diventerà obbligatoria”.

Voi come vi state attrezzando in questa direzione?

Donato Pensa: ” Per gestire al meglio queste interruzioni della filiera stiamo proponendo ai nostri clienti di affidarci la rotazione del magazzino, acquistando caffè nazionalizzati e usufruendo di un servizio “chiavi in mano”, il tutto a dei prezzi che sono in linea con quelli da origine poiché vengono gestiti internamente con le stesse logiche.

Questa nostra proposta, nata nel 2017 dalla visione di lungo periodo del nostro odierno Presidente Fabio Frontani, è di grandissima attualità e ha un incredibile valore aggiunto. Negli ultimi mesi il nostro reparto logistico, coordinato da Gianluca Arculeo, ha spostato ogni giorno caffè da tutti i porti italiani, e non solo, garantendo continuità di approvvigionamento ai nostri clienti.”

Quindi gli acquisti di caffè sdoganato ritenete siano il futuro?

Uberto Marchesi: “Siamo convinti che affidarci il fabbisogno mensile di materia prima, limitando l’impiego di energie, magazzino e impegno finanziario, sia potenzialmente vincente per moltissime torrefazioni. Comunque non è l’unico aspetto su cui Bero Italia sta investendo, abbiamo infatti creato un reparto esclusivamente dedicato alla sostenibilità, affidato a Diana Rola, e abbiamo potenziato il dipartimento qualità, capitanato dalla nostra Deborah Righeschi che, grazie alle sue competenze, sarà sempre più dedicata alla parte di consulenza e formazione per fare cultura sul caffè”.

Sostenibilità e qualità giocheranno quindi un ruolo fondamentale?

Donato Pensa: “La sostenibilità della filiera e tutte le tematiche ad essa correlate, come la riduzione delle emissioni CO2 e la limitazione delle deforestazioni, sarà fondamentale per la costruzione del nostro futuro. In tutti i casi crediamo che la priorità, oltre alla sostenibilità etica della ciliegia, sia la sostenibilità economica della tazzina di caffè e questa passerà da un fattore chiave, ovvero la qualità. In poche parole dovremo ripristinare tutti assieme la catena del valore per la nostra amata materia prima”.

La scheda sintetica di NKG Bero Italia

NKG Bero Italia S.p.A. è la società italiana di Neumann Kaffee Gruppe, leader mondiale nella commercializzazione di caffè verde grazie ad oltre 60 società in 27 diversi Paesi che coprono tutta la filiera: dalla produzione agricola fino alla distribuzione all’industria.

Bero Italia, con sede a Genova ed uno staff di 25 persone, è il fornitore privilegiato della torrefazione italiana di ogni dimensione.