Chicchi di caffè tostato (credits: Alexa from Pixabay)
TREVISO – Bruno Facchini, 84 anni, ha prodotto la sua coltivazione di caffè sul bancone di un attico a Treviso al sesto piano. In seguito ad un viaggio fatto con la moglie in Colombia, Facchini ha portato a casa due piante di caffè che, dopo molto tempo e dedizione, sono divenute grandi abbastanza per dare il via alla produzione di “Morren Porteros, Cafe de Altura”.
Il caffè d’altura all’attico di Treviso
Le piante raggiungono i due metri d’altezza e, quando il momento è propizio, Facchini raccoglie i semi tra maggio e giugno: circa quattro chili di prodotto.
Bruno ha anche pensato al packaging. Usa piccole scatole di alluminio del tè, sulle quali incolla un’etichetta personalizzata con il brand “Morren Porteros, Cafe de Altura”.
Bruno precisa che non è una coltivazione a scopo di vendita. Qui di seguito riportiamo la video intervista de Il Gazzettino a Bruno Facchini.
Alla scoperta del naso elettronico (immagine: Pixabay)
Lo scopo dello studio condotto dagli scienziati dell’American Institute of Physics è quello di ideare un dispositivo in grado di differenziare le sostanze a cui viene esposto. Tuttavia, le attuali tecniche di rilevamento dei COV devono superare difficoltà relative a selettività, sensibilità, riproducibilità e stabilità prima di poter essere in grado di analizzare sostanze chimiche nocive.
Non è la prima volta che il termine naso elettronico compare in queste pagine: secondo l’ingegner Maurizio Tursini, all’interno di Gruppo Cimbali, il prodotto in questione sarà di vitale importanza anche per il mondo del caffè considerando che risponde a una serie di esigenze come l’oggettivazione della qualità (ne abbiamo parlato qui). Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione Il Denaro.
La realizzazione del naso elettronico
MILANO – Realizzare un dispositivo in grado di identificare e riconoscere i composti organici volatili, sostanze chimiche che possono avere conseguenze gravi per la salute. A questo obiettivo è stato orientato uno studio, pubblicato sulla rivista Applied Physics Reviews, condotto dagli scienziati dell’American Institute of Physics. Il team, guidato da Weiwei Wu, ha ideato un naso elettronico che può differenziare le sostanze a cui viene esposto.
I composti organici volatili, o COV, sono spesso presenti in vernici, prodotti farmaceutici e refrigeranti, ma allo stesso tempo possono essere marcatori di esplosivi, infestazioni di insetti, deterioramento di alimenti e malattie. Queste sostanze possono provocare un impatto negativo per la salute, per questo è importante identificare le concentrazioni potenzialmente rischiose.
Le attuali tecniche di rilevamento dei COV devono superare difficoltà relative a selettività, sensibilità, riproducibilità e stabilità. Il naso elettronico, spiegano gli esperti, potrebbe superare questi limiti grazie a una serie di sensori chimici modellati per riconoscere gli odori. “Il comportamento dei flussi di gas deve essere ben controllato – commenta Wu – il che garantisce un campo fluidico uniforme e una concentrazione di COV nella camera dello strumento. In questo modo si evita di generare caratteristiche di rilevamento fallaci”.
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Un nuovo studio condotto dai ricercatori del Neuromodulation Research Facility presso il Butler Hospital di Providence, Rhode Island, sostiene che il consumo eccessivo di caffè potrebbe limitare la plasticità del nostro cervello e rallentare la capacità di apprendimento (qui è possibile leggere la ricerca). Tuttavia, è importante notare che si tratta solo di un’ipotesi e serviranno nuove indagini a confermare questa tesi. Leggiamo di seguito parte dell’articolo pubblicato sul portale d’informazione Esquire.
Troppo caffè limita la plasticità del cervello
MILANO – Secondo i ricercatori del Neuromodulation Research Facility presso il Butler Hospital di Providence, Rhode Island, assumere una notevole quantità di caffeina ogni giorno potrebbe frenare la capacità del cervello di ri-cablarsi, mettendo in dubbio l’ipotesi secondo cui la caffeina promuoverebbe la plasticità.
“Questi dati preliminari evidenziano la necessità di testare direttamente gli effetti della caffeina in studi prospettici ben documentati, perché in teoria suggeriscono che l’uso cronico di caffeina potrebbe limitare l’apprendimento o la plasticità”, scrivono i ricercatori nel loro articolo pubblicato.
Secondo i ricercatori, la stimolazione regolare della caffeina potrebbe causare un effetto di contrasto nel cervello, il che potrebbe spiegare la minore plasticità, ma per il momento questa è solo un’ipotesi e serviranno nuove indagini.
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Riportiamo di seguito l’intervento integrale che Max Fabian, presidente Demus e past president del consiglio dell’Ico, ha tenuto al convegno Comunicaffè durante il Sigep sull’importante tema della sostenibilità nella filiera del chicco. In particolare, Fabian spiega le azioni che l’organizzazione intergovernativa dell’Ico affronta ogni giorno, cercando di armonizzare le azioni tra i Paesi produttori e consumatori per una sostenibilità complessiva e virtuosa. Leggiamo di seguito le sue considerazioni.
Il ruolo dell’Ico nella sostenibilità
di Max Fabian
RIMINI – “L’Ico rappresenta l’organizzazione intergovernativa del caffè, impegnata a monitorare tutte le questioni legate allo stesso, collaborando sia con i paesi produttori sia con quelli consumatori, i quali giocano un ruolo chiave nella filiera. Recentemente ha iniziato a coinvolgere maggiormente anche il settore privato, diventando sempre più dinamica.
Questo cambiamento, fortemente voluto dai membri, si è concretizzato con l’Accordo internazionale del caffè firmato nel 2022, attualmente in fase di ratifica, che si prevede possa essere concluso entro il 2024.
La sostenibilità, tema centrale del mio mandato 2022-23 in Ico, non è un concetto recente, ma ha acquisito oggi maggiore visibilità e una struttura di analisi più organizzata. Si fonda su tre pilastri principali: economico, ambientale e sociale.
Al di sotto di questi e in modo trasversale, vi è un pilastro tecnico, essenziale anch’esso per il raggiungimento di tali obiettivi. Trovare un equilibrio tra questi aspetti è complesso a causa delle limitate risorse disponibili.
È fondamentale cercare un bilanciamento che, in teoria, il mercato dovrebbe perseguire autonomamente. Tuttavia, questo può essere condizionato anche da fattori esterni, come le normative, che influenzano profondamente l’interazione tra gli obiettivi di sostenibilità. Quanto sopra rende complicato soddisfare le esigenze di una “sostenibilità complessiva”.
Prendendo ad esempio la deforestazione, l’impegno dell’Europa per promuoverla è lodevole. Tuttavia, è altrettanto cruciale riconoscere l’impatto di tali azioni sui paesi produttori, i quali necessitano di tempo e mezzi adeguati per adattarsi alle richieste.
Questa sfida non è da sottovalutare, poiché alcuni Paesi hanno ancora un lungo cammino da percorrere”.
Approfondimento sulla Sostenibilità nell’Ico
“L’attenzione si concentra principalmente sull’interazione con i Paesi produttori nel dibattito sulla sostenibilità.
Tuttavia, è importante ricordare che il settore del caffè è strettamente interconnesso: senza sostenibilità all’origine, si rischiano conseguenze negative anche per i Paesi consumatori.
La produzione di caffè è indispensabile e, se i primi attori della filiera non sono sostenibili, l’intero mercato ne risente.
Per questo, è essenziale adottare un approccio unitario e collaborativo: questa è la difficile sfida che un’organizzazione intergovernativa come l’Ico affronta, cercando di armonizzare le azioni tra i paesi produttori e consumatori per perseguire una sostenibilità complessiva e virtuosa”.
MILANO – ChocoLOVE, l’evento dedicato alla cultura del cacao e del cioccolato, fa il suo ritorno a Milano, nella suggestiva cornice di Palazzo Bovara di Corso Venezia. Il progetto è stato promosso dall’associazione We Love Italy e organizzato da BeeBest srl con il supporto dell’esperta Monica Meschini dell’International institute of chocolate and cacao tasting e del The tea tasting institute.
L’8 febbraio è stata presentato il programma dell’evento che si terrà fino a mercoledì 14, dove ChocoLOVE si concluderà con la celebrazione di San Valentino, la festa degli innamorati, in cui il cioccolato gioca da sempre il ruolo di protagonista.
Nella serata d’apertura sono intervenuti: Enric Rovira, maestro del cioccolato di origine catalana, Denis Buosi, maître chocolatier, l’architetto Fabio Novembre, Lorenzo Pepe, manager delle strategie di marketing della Barry Callebaut, di Chocolate Academy, l’event and wedding planner Alessandra Pirola Baietta, Monica Meschini, l’artista Jacopo Ascari, Pierpaolo Maria Bartuletti di Ratti Tessuti Pregiati, Angela Sansonetti dell’Associazione We Love Italy, Francesca De Lucchi, membro del Consiglio della Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi la Fondazione Umberto Veronesi, la Lega italiana per la lotta contro i tumori Milano e la Fondazione TOG.
La nuova edizione di ChocoLOVE
Cinzia Poli, conduttrice radiofonica. disegnatrice nonché moderatrice, insieme a Simona Sansonetti, ha dato il via alle presentazioni: “Cominciamo il 2024 con il primo grande evento milanese dedicato alla cultura del cioccolato. Dietro il prodotto che noi tutti amiamo c’è un mondo di competenze, conoscenze e professionisti che vanno conosciuti ed è l’obiettivo primario di questa manifestazione.
Ma ChocoLOVE, come suggerisce il nome, è anche un evento che si prefigge di celebrare l’amore: per questo motivo anche la cake design, l’arte del wedding dress e la cultura occupano un ruolo primario nella kermesse”.
Francesca De Lucchi, membro del Consiglio della Camera di Commercio di Milano, Monza, Brianza e Lodi, svela: “Questo evento non valorizza solo il cioccolato ma anche altri temi fondamentali per la produzione di eccellenze del territorio. ChocoLOVE ha una strategia che attrae un’audience diversificata e selezionata.
La Camera di Commercio cerca di ottenere e favorire un posizionamento della città capace di richiamare un turismo di qualità, in maniera analoga a questo evento, e lo fa usando la valorizzazione delle produzioni d’eccellenza con un’attenta visione alla sostenibilità”.
De Lucchi aggiunge: “Per la Camera di Commercio sono fondamentali due aspetti per questa strategia: la formazione di risorse umane di qualità e di nuovi profili con un attento focus sui giovani. Il comparto dolciario, ad esempio, sul territorio Milano, Monza e Brianza, includendo attività produttive, commercio al dettaglio, gelaterie e pasticcerie, conta oltre 2.700 imprese con oltre 11.000 addetti ai lavori.
Solo a Milano, nel capoluogo, si contano 2.100 imprese che sfiorano i 9.000 lavoratori. Il settore del cioccolato può dunque offrire una grande opportunità di coinvolgimento per tutta la filiera e il nostro territorio”.
ChocoLOVE: tra cultura e arte
È il turno di Monica Meschini di salire sul palco: “Grazie a ChocoLOVE ci aspettiamo di condividere con sempre più persone il mondo che si cela dietro il cacao e il cioccolato, promuovendo un acquisto più consapevole all’insegna della sostenibilità. L’evento mi ha permesso di portare dei grandi esperti del cacao, italiani e stranieri. Questa sera con noi, per cominciare, c’è Enric Rovira, l’architetto del cioccolato che lavora senza stampi. Ma a succedersi ci saranno molti professionisti: da Matteo Beluffi, campione latte art italiano 2017 e sesto al mondo nel campionato mondiale svolto a Budapest nello stesso anno, all’esperto parigino Gilles Brochard“.
Monica Meschini (immagine concessa)
Il cacao tra sostenibilità sociale e ambientale
La prima giornata di ChocoLOVE è stata anche l’occasione per introdurre il sostegno delle tre grandi realtà del terzo settore come Fondazione Umberto Veronesi, Lega italiana per la lotta contro i tumori e Fondazione TOG, polo per le disabilità e le fragilità infantili, grazie a due proposte regalo dedicate a San Valentino e create dai grandi maestri del design e della moda come Fabio Novembre con la pralina realizzata da Chocolate Academy Milano.
Lorenzo Pepe, manager delle strategie di marketing della Barry Callebaut, si unisce al talk di presentazione dell’evento: “Sono qui in rappresentanza della nostra Chocolate Academy. La scuola offre e analizza quelli che sono i nuovi trend e i concetti dolciari da traslare sul mercato e i vari canali di vendita. Il cioccolato che utilizzeremo per produrre la pralina creata dal designer Fabio Novembre è sostenibile e fa parte della nostra associazione Cocoa Horizon, un programma interno a Barry Callebaut che ha l’obiettivo di aiutare gli agricoltori del cacao con progetti comunitari e sostenibili nei Paesi d’origine”.
Da sinistra: Cinzia Poli, Simona Sansonetti e Lorenzo Pepe (immagine concessa)
Ma, come già rivelato, il cioccolato non è stato l’unico protagonista della kermesse. Il tema wedding ha arricchito il programma di questa edizione con una giornata curata dalla nota wedding planner Alessandra Pirola Baietta che venerdì ha condotto un talk, con una live performance dell’artista Jacopo Ascari, sul tema San Valentino.
Grazie alla sua expertise sulla mise en place sia il ristorante che la caffetteria sono stati allestiti per offrire al pubblico il luogo migliore per fare una dichiarazione d’amore. Le masterclass a tema sono a tema cake design e il paese ospite sarà l’India con la partecipazione di Gitika Abbot di Cakemeover e di Bishnu Prased pastry chef del ristorante Cittamani Milano di chef Ritu Dalmia.
L’azienda Ratti ha inoltre contribuito con la sua maestria nella stampa e nella realizzazione di un elegante foulard in seta, disegnato dall’artista Jacopo Ascari.
L’impegno sociale e il ricavato in beneficienza
Tuttavia il cioccolato non è solo sinonimo di bontà e di arte ma è caratterizzato da molte proprietà benefiche salutari e ora, grazie a ChocoLOVE, come si è già accennato, diventa un valido aiuto anche nei progetti di beneficienza.
A questo proposito, Annamaria Parola della Fondazione Umberto Veronesi prende il microfono: “Il mese di febbraio è dedicato alla sensibilizzazione di oncologia pediatrica. Abbiamo perciò deciso di sostenere la ricerca contro i tumori infantili. In Italia i bambini affetti da tumori sono meno numerosi rispetto agli adulti ma comunque rimangono troppi. È fondamentale sostenere la ricerca scientifica per trovare cure innovative e non lasciare nessuno indietro”.
Da sinistra: Cinzia Poli, Simona Sansonetti con l’elegante foulard in seta disegnato da Jacopo Ascari a destra
Orietta Ferrero, Lega italiana per la lotta contro i tumori Milano, spiega: “La nostra associazione utilizzerà il ricavato da questo evento per l’educazione primaria nelle scuole. Collaboriamo con più 250 scuole primarie e secondarie e devolveremo il ricavato con una grande attività di sensibilizzazione sul tema della buona alimentazione”.
L’associazione TOG viene rappresentata da Antonella Madella Noja che afferma: “Siamo medici, terapisti e neurologi che si occupano di curare bambini che hanno lesioni gravi del sistema nervoso dalla nascita per i quali l’unica cura è la riabilitazione. Abbiamo creato questo polo d’eccellenza in cui curiamo decine di bambini con un sistema gratuito. Useremo ciò che ci arriverà da questa iniziativa per curare, semplicemente, più bambini”.
Angela Sansonetti dell’Associazione We Love Italy conclude: “ChocoLOVE può essere sintetizzato in: cura, cultura e cuore. La nostra associazione ha incominciato ad operare su questi temi nel periodo Covid poiché abbiamo visto un vuoto assistenziale di supporto per le persone più bisognose di cure. Ci auguriamo che questo sia l’inizio di un periodo roseo per ChocoLOVE e ringraziamo le tre Associazioni benefiche a cui è stato devoluto il ricavato della manifestazione per contribuire alla crescita di un percorso etico”.
Il programma di ChocoLOVE
La prima giornata di ChocoLOVE si avvia al termine con il programma completo che animerà lo storico Palazzo Bovara fino al 14 febbraio. Tra i numerosi nomi della lista spiccano Andrea e Denis Buosi con un progetto di una gelateria sociale. Denis Buosi afferma in tal riguardo: “Abbiamo aperto l’anno scorso una gelateria speciale aperta in collaborazione con una cooperativa sociale formando ragazzi con disabilità fisiche e psicologiche e donne che sono state vittime di violenza. In più, il prossimo anno ci sarà una novità con il cioccolato legata sempre all’aspetto dell’inclusione sociale”.
Una delle passate sessioni di degustazione (immagine concessa)
Tra i numerosi prodotti presenti a ChocoLOVE, il Buosi Gin cattura l’attenzione. Si tratta di un dry gin con raffinati sentori di cacao e caffè. Le botaniche presenti nel distillato sono: grano, ginepro, caffè Toraja Indonesia, Cacao Sur del Lago Venezuela, limoni della costiera amalfitana, arancia di Sicilia, pepe del Madagascar e sale di Trapani.
Buosi Gin
Per leggere il programma completo fino al 14 febbraio basta cliccare qui.
Il cortometraggio de La Marzocco (immagine concessa)
SCARPERIA (Firenze) – “Re-imparare”, il cortometraggio con cui La Marzocco racconta il ritorno alla più alta tradizione artigianale delle Officine Fratelli Bambi, ha ricevuto una menzione d’onore nella 15esima edizione degli Sprudgie Awards. Gli Awards premiamo ogni anno i migliori risultati nel settore del caffè, in diverse categorie: il pubblico online è chiamato a votare torrefazioni, locali, prodotti, libri, packaging e molto altro.
Nella categoria “Best Coffee Video/Film” è risultato vincitore “Learn To Pour” by Aramse. Tra gli altri finalisti in gara – “Café es Lo Que Hacemos, El Retiro es Lo Que Somos” by Cafe Retiro, “Anaerobic Fermentation” by Cafe Imports, “Nguyen Coffee Supply at The U.S. Barista Championship” by Nguyen Coffee Supply, “The Road To Milan” by Wildly, “Jorge Mendez: From Coffee Picker to Coffee Farm Owner” by Mirror Coffee Roasters, “Oppenheimer Coffee” by Quek Shio. “Re-imparare” si è aggiudicato una menzione d’onore.
Prodotto da Alto Stories, racconta una sfida: riuscire a riappropriarsi delle proprie radici e tradizioni, re-imparando la tecnica della lattoneria da cui la storia de La Marzocco ha avuto inizio.
La carrozzeria della macchina da caffè espresso che si vede prender forma in “Re-imparare” è il primo esemplare interamente battuto a mano, realizzato nel 2023, dagli artigiani delle Officine Fratelli Bambi: i battilamiera Lorenzo Carcasci, Lorenzo Santoni e Jody Pacini, che sotto la guida di Stefano Della Pietra, Head Designer di OFB, hanno creato questa carrozzeria in alluminio con le stesse tecniche utilizzate dai fondatori Giuseppe e Bruno Bambi.
A oltre 30 anni di distanza da quando Bruno Bambi si dedicò all’ultimo esemplare realizzato con quella stessa tecnica ecco una macchina che racchiude dentro di sé la storia de La Marzocco, il suo dna, e un omaggio all’artigianato italiano fatto di maestria, tradizione e passione.
La scheda sintetica de La Marzocco
La Marzocco, fondata nel 1927 dai fratelli Bambi, fin dall’inizio si è specializzata nella produzione artigianale di macchine da caffè espresso per bar con particolare attenzione alla qualità, al risultato in tazza ed allo stile.
In oltre 90 anni di storia l’azienda fiorentina ha introdotto una serie di tecnologie e brevetti rivoluzionari, diventando leader per design ed innovazione nel settore delle macchine per caffè tradizionali.
Tutti i modelli, compresi gli ultimi nati per il consumatore finale, sono realizzati a mano ed esportati in più di 100 paesi dove si incontrano nelle migliori caffetterie, nei più raffinati ristoranti del mondo e nelle case.
La scheda sintetica dell’Accademia del caffè espresso
L’Accademia del caffè espresso è un hub culturale dedicato al mondo del caffè espresso italiano, all’interno della quale vengono svolte analisi, ricerca e divulgazione sulla cultura del caffè. Il progetto nasce dalla volontà de La Marzocco, azienda fiorentina produttrice di macchine da caffè professionali, di realizzare un modello umanistico che possa essere un punto di riferimento per la cultura italiana nel mondo.
Accademia del caffè espresso sorge a pochi chilometri da Firenze, presso le originali Officine de La Marzocco, trasformandosi da luogo di produzione industriale a centro di formazione, cultura e innovazione.
MILANO – Export brasiliano in forte ripresa verso tutte le principali destinazioni, ad eccezione dell’Italia. Cecafé ha diffuso venerdì i dati relativi alle esportazioni di gennaio, che evidenziano un sensibile incremento degli imbarchi di caffè verde, che toccano – ancora una volta – livelli record per quanto riguarda i robusta.
L’exportdi caffè in tutte le forme ha raggiunto, il mese scorso, un volume record di 3.960.678 sacchi: il 39% in più rispetto a gennaio 2023.
L’export di caffè verde cresce addirittura del 45,4%, a 3.665.313 sacchi. I volumi di arabica sono stati pari a 3.207.526 sacchi, in crescita del 31,1% rispetto a un anno fa.
Volano letteralmente le esportazioni di robusta, che si attestano a 457.787 sacchi: oltre 6 volte (+503,5%) il dato dell’anno scorso.
A determinare tale trend, il forte aumento della domanda di questa varietà sui mercati internazionali e i contemporanei cali produttivi registrati in Vietnam e Indonesia.
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TORINO – Un viaggio tematico alla scoperta dei segreti relativi alla filiera del caffè per gli studenti dell’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, l’Università nata e promossa nel 2004 dall’associazione Slow Food. Dal 12 al 16 febbraio 2024 gli studenti del primo anno accademico avranno la possibilità di apprendere, grazie alla competenza degli esperti del Training Center Lavazza, i segreti relativi alla materia prima, l’arte e la cultura del caffè e approfondire la tematica della sostenibilità, valore di grande rilevanza per Lavazza.
Gli studenti parteciperanno allo stage nella sede torinese del Training Center Lavazza, la più grande rete di scuole di caffè al mondo, divenuto negli anni punto di riferimento per tutti i professionisti del settore.
Nel corso delle cinque giornate formative previste, gli studenti affineranno le proprie conoscenze sul caffè in maniera trasversale: dalla storia ai metodi di preparazione e degustazione, fino agli aspetti più manageriali.
Giuseppe Lavazza (presidente Gruppo Lavazza) e Marcello Arcangeli (direttore Training Center Lavazza) accoglieranno gli studenti nella prima giornata, illustrando la storia ultracentenaria del Gruppo, i progetti e gli obiettivi raggiunti negli anni. A seguire, i corsisti potranno conoscere la storia e la diffusione del caffè in Italia e nel mondo per poi passare alla classificazione botanica e alle fasi principali del ciclo produttivo, della raccolta e della lavorazione della materia prima, con un focus particolare sulle specie Arabica e Robusta.
Dal secondo giorno di stage, la mattina sarà dedicata all’apprendimento teorico, mentre nel pomeriggio gli studenti saranno divisi in gruppi per cimentarsi a rotazione in diversi laboratori pratici: potranno, per esempio, assaggiare diverse varietà di caffè e sperimentare i vari metodi di estrazione, così come cimentarsi nella perfetta preparazione dell’espresso e del cappuccino.
Le lezioni teoriche spaziano tra argomenti verticali sul core business Lavazza e temi più strategici per il Gruppo in generale: da come avviene l’approvvigionamento della materia prima (in Lavazza e in generale), all’assaggio attraverso l’analisi sensoriale, utilizzando la terminologia appropriata per la descrizione organolettica, dal macro mondo CSR e come questo viene inteso e messo in pratica in Lavazza, alle strategie di marketing e comunicazione analizzando progetti aziendali di successo come Lavazza ¡Tierra! e 1895 Coffee Designers by Lavazza.
Infine, la mattina dell’ultimo giorno gli studenti saranno accompagnati in visita al principale stabilimento produttivo nonché all’area Factory 1895 Coffee Designers by Lavazza, in cui scopriranno uno spazio innovativo ed immersivo dove vivranno un’esperienza sensoriale focalizzata sull’eccellenza del caffè.
Continua così la storica partnership di Lavazza con Slow Food e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, iniziata nel 2005, per diffondere la cultura del caffè nel mondo attraverso la formazione.
La scheda sintetica del Training Center Lavazza
Lavazza è stata la prima azienda a creare nel 1979 un ente interamente dedicato alla formazione, una vera e propria scuola del caffè che si è sviluppata dapprima in Europa e poi nel mondo, fino a contare oggi oltre 56 sedi nei 5 continenti nelle quali vengono formate ogni anno circa 30 mila persone.
Da oltre 40 anni il Training Center Lavazza si occupa di formazione e di educazione al gusto, divulgando la cultura del caffè, affiancando i professionisti, sperimentando nuove formule e sensibilizzando i clienti finali a ricercare una qualità dell’espresso sempre più elevata.
È una vera e propria ‘università’ del caffè con un programma didattico completo, in grado di fornire una conoscenza approfondita e capillare: dalla pianta alla tazzina, passando per la botanica, i processi produttivi, le attrezzature per l’espresso ed i metodi di preparazione. Per ogni tipologia di target – baristi, forza vendita, distributori, neoassunti, consumatori, giornalisti, opinion leader e appassionati – la struttura è in grado di organizzare cicli di lezioni specifiche, impostati in funzione delle diverse necessità di approfondimento. Puntando sempre su innovazione e creatività, il Training Center beneficia altresì dell’enorme bagaglio di competenza che un brand come Lavazza, con i suoi oltre 120 anni di esperienza nel caffè, può vantare.
È proprio con Lavazza e con il suo Training Center che i più grandi e riconosciuti chef di fama internazionale hanno applicato la loro creatività al caffè, esplorando per questo prodotto forme e consistenze innovative e prima inesplorate.
Il maestro pasticciere Iginio Massari (foto Pasticceria Massari)
Il maestro pasticciereIginio Massari continua la sua espansione nel Bel Paese con un nuovo punto vendita a Genova in piazza San Lorenzo, proprio di fronte alla celebre cattedrale. Si prevede che lo store avrà una superficie di circa 250 metri quadrati e omaggerà la tradizione genovese.
Per il via libera al progetto resta tuttavia il sopralluogo dell’ex giudice di Masterchef nel locale e la firma definitiva. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale Genova Today.
La nuova pasticceria di Iginio Massari a Genova
GENOVA – Iginio Massari aprirà una pasticceria a San Lorenzo. La notizia arriva dal mare, a bordo della Costa Smeralda, dove il celebre pasticciere era ospite per il Festival di Sanremo, ed è stata anticipata dalle pagine genovesi di Repubblica.
Massari ha scelto come vetrina in centro i locali sotto ai portici di fronte alla cattedrale, che da anni sono sfitti per questioni di eredità.
Presto si rialzeranno le saracinesche e si accenderanno le luci su una delle piazze principali della città e si può immaginare un dehors con i tavolini e con la possibilità di degustare le prelibatezze dell’alta pasticceria italiana.
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Il caffè espresso è uno dei principali piaceri del nostro Paese. Negli anni è stato esportato anche all’estero ed è arrivato in gran parte del mondo. Una delle città più amate dell’estero dagli italiani, considerata anche la numerosa presenza, è New York e non è una sorpresa constatare che sia uno dei luoghi in cui la cultura del caffè è fortemente diffusa.
Il prezzo della tazzina nella Grande Mela varia dai 2 ai 5 dollari, perciò tra 1 e 4 euro, mentre un macchiato può oscillare tra i 3 e i 4 dollari. Un prezzo piuttosto alto considerando la situazione del Bel Paese in cui molti ancora reclamano la tazzina a 1 euro.
Tuttavia è giusto notare che New York è una delle località più care del mondo ed è lecito aspettarsi costi di un certo tipo. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo di Antonio Pilato pubblicato sul portale Solo Finanza.
I prezzi del caffè a New York
NEW YORK – Prendendo in considerazione New York una delle città simbolo dell’intera nazione e in cui ci sono moltissimi italiani, ecco a quali cifre si può sorseggiare un buon caffè italiano.
Partendo dal presupposto che la Grande Mela è una delle località più care dell’intero pianeta, è lecito aspettarsi costi di un certo tipo.
Stando a quanto riportato dal sito newyorkfacile.it, che ha deciso di redigere una guida proprio su questo aspetto, il caffè a New York varia dai 2 ai 5 dollari, quindi tra 1 e 4 euro in base alla tipologia richiesta.
Per quanto concerne l’espresso il range va dai 2 ai 4 dollari, mentre un macchiato può oscillare tra i 3 e i 4 dollari.
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