sabato 29 Novembre 2025
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Da New York, Kara Pod, la macchina che dall’aria fa l’espresso

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Kara Pod, l'innovazione americana (foto dal sito)
Kara Pod, l'innovazione americana (foto dal sito)

MILANO – Una notizia interessante arriva da Oltreoceano e riguarda proprio il caffè: grazie all’applicazione di una tecnologia avanzata, si può estrarre la tazzina quotidiana a partire dall’aria. Una novità che è stata presentata durante il Consumer Electronics Show (CES) dall’azienda newyorkese Kara Water: il nome di questa mini rivoluzione è Kara Pod.

L’articolo su thespoon.tech, lo descrive come una macchina da banco che combina la preparazione del caffè con la trasformazione dell’aria in acqua.

Kara Pod nasce dalla tecnologia principe dell’azienda, che trasforma l’umidità dell’aria in acqua potabile

E che poi la combina con una macchina da caffè in grado di produrre fino a quasi 3,2 litri d’acqua al giorno, che può essere utilizzata sia per essere bevuta sia per preparare ad esempio, l’espresso.

Facendo un passo indietro, si può ripercorrere l’evoluzione di questo strumento: Kara Water è stata fondata nel 2017 da Cody Sooden e Michael Di Giovanna, con l’obiettivo di costruire una macchina che potesse produrre acqua potabile pulita e priva di contaminanti.

Tutto è partito dall’interesse di Sooden che lo ha portato a sperimentare questo sistema di cattura dell’acqua dall’aria, mentre studiava architettura: risultato, la stesura di una ricerca sulla raccolta dell’umidità dall’aria, che è diventata poi la genesi della tecnologia stessa dell’azienda.

Kara Water non è stata però la prima azienda a mostrare la tecnologia dell’acqua dall’aria al CES

Watergen ha presentato un modello funzionante nel 2020 e Zero Mass Water, che utilizza l’energia solare per catturare l’umidità e trasformarla in acqua potabile, ha mostrato la sua macchina al CES 2019. Ma questo è il primo modello di un apparecchio da banco che è stata presentata e la prima volta che si assiste all’aria-acqua combinata con una macchina da caffè.

Secondo Sooden, la Kara Pod sarà commercializzata a partire da marzo al prezzo di 299 dollari ed è già prenotabile al seguente link.

Bialetti tra i protagonisti di Identitalia, The Iconic Italian Brands

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Bialetti a Identitalia, The Iconic Italian Brands (immagine concessa)

COCCAGLIO (Brescia) – Bialetti, azienda italiana considerata icona del caffè nel mondo e simbolo del vivere italiano, è tra i brand protagonisti di Identitalia, The Iconic Italian Brands, esposizione che, attraverso il racconto di alcuni tra i più importanti marchi storici italiani che hanno reso – e continuano a rendere – unica la storia del Paese, celebra l’eccellenza del made in Italy.

Bialetti presente alla mostra Identitalia, The Iconic Italian Brands

Inaugurata martedì 13 febbraio 2024, e fruibile al pubblico fino al 6 aprile 2024 negli spazi di Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la mostra, curata dai professori Carlo Martino e Francesco Zurlo – docenti di Design all’Università La Sapienza di Roma e al Politecnico di Milano – mira a valorizzare un patrimonio industrialeprogettuale e materiale di inestimabile valore.

Attraverso disegni originali, pezzi rappresentativi, fotografie, documenti storici, manifesti pubblicitari, proiezione di spot e video, il pubblico è accompagnato in un ideale viaggio attraverso i vari momenti della giornata – risveglio, mattinata, pomeriggio, sera, notte – dai marchi che sono parte del nostro vivere quotidiano, rappresentativi del Made in Italy nel mondo.

All’interno di questo racconto, nella sezione dedicata al risveglio, si inserisce così Bialetti che da oltre 90 anni è compagna degli italiani fin dai primi momenti della giornata, attraverso il magico rituale della preparazione del caffè.

Al 1933 risale infatti la creazione dell’iconica Moka Express, invenzione destinata a rivoluzionare per sempre un semplice gesto quotidiano come quello di preparare un caffè a casa e diventata un vero e proprio oggetto di culto.

Oggi, a distanza di quasi un secolo dalla sua ideazione, la moka è un’icona indiscussa del patrimonio culturale italiano, inserita nelle collezioni permanenti del MoMa di New York e del Triennale Design Museum di Milano, con la quale Bialetti ha scritto la storia del rito italiano del caffè.

Dall’innovativa intuizione della Moka Express, nei decenni Bialetti ha continuato a consolidare sempre più l’expertise nel mondo del caffè, affermandosi come player di primo piano nel settore.

bialetti mostra
La storia di Bialetti alla mostra (immagine concessa)

Proprio grazie alla creatività, al talento, all’intuizione e all’intraprendenza che da sempre la contraddistinguono, oggi la torrefazione rappresenta il più recente tassello sviluppato dall’azienda con l’obiettivo di poter offrire il miglior prodotto possibile.

Il caffè Bialetti ha origine dalla passione e dalla cura, unite a un’eredità centenaria di conoscenza del mondo del caffè che di manifestano in un metodo specifico e peculiare: il Metodo Bialetti. Le miscele si distinguono infatti per qualità, gusto e per l’attenta selezione dei migliori chicchi.

Info

  • Palazzo Piacentini
  • Via Vittorio Veneto 27, 00187 Roma (RM)

La mostra è visitabile solo su prenotazione ed è aperta al pubblico il venerdì pomeriggio dalle 17:00 alle ore 20:00 e il sabato e la domenica dalle 10:00 alle ore 20:00.
Per poter accedere è necessario prenotarsi al seguente indirizzo polo.culturale@mimit.gov.it

La scheda sintetica di Bialetti Industrie S.p.A.

Bialetti nasce nel 1919 a Crusinallo, in Piemonte, per volontà di Alfonso Bialetti. Nel 1933 viene realizzata la prima Moka Express, geniale intuizione che ha rivoluzionato il modo di preparare il caffè a casa. Considerata icona di design nel mondo, fa parte delle collezioni permanenti del MoMa di New York e del Triennale Design Museum di Milano.

Il 1998 è l’anno in cui si forma il gruppo Bialetti Industrie dalla fusione tra Alfonso Bialetti & C. e Rondine, realtà leader nel settore del cookware; la sede viene trasferita a Coccaglio in provincia di Brescia.

Nel 2010 Bialetti fa il suo ingresso nel mondo del caffè con le capsule Il Caffè d’Italia e nei seguenti tre anni internalizza tutte le fasi della torrefazione, mettendo a punto un metodo specifico per creare miscele dal perfetto equilibrio, dall’aroma intenso e dal gusto equilibrato.

Dalla conoscenza della Moka e dall’esperienza nel mondo del caffè nel 2021 nasce Perfetto Moka, il caffè macinato Bialetti per chi ama la moka. Ad oggi l’offerta della torrefazione Bialetti si compone di tre principali linee di prodotto: il caffè in capsule per espresso, il macinato per Moka e il caffè in grani.

Confida con Fondazione Banco Alimentare Onlus: raccolte e donate 74 tonnellate di alimentari

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confida banco alimentare
Massimo Trapletti, presidente di Confida, insieme a Giovanni Bruno, presidente di Fondazione Banco Alimentare Onlus (immagine concessa)

MILANO – Nel 2023 l’accordo tra Confida, Associazione italiana distribuzione automatica, e Fondazione Banco Alimentare Onlus è entrato in piena operatività ed è stato esteso all’intero territorio nazionale portando al raggiungimento di risultati importanti: in un anno sono state infatti raccolte e donate ben 74 tonnellate di beni alimentari, quasi il quadruplo rispetto al progetto pilota che aveva coinvolto le aziende piemontesi del vending nel 2021.

Confida insieme a Fondazione Banco Alimentare Onlus

Le regioni che hanno donato più prodotti sono: al primo posto la Sicilia con quasi 21 tonnellate devolute, seguita dall’Emilia-Romagna con quasi 18 tonnellate, dal Piemonte (14 tonnellate) e dal Friuli-Venezia Giulia (11 tonnellate). La maggior parte dei prodotti raccolti sono acqua e bevande, alimenti sia freschi sia secchi, panini e affini, prodotti da forno, merendine e snack.

L’ottima percentuale di recupero di prodotti freschi – come frutta e verdura, piatti pronti, prodotti a base di formaggio, merende da frigo, tramezzini ecc. – evidenzia l’importante sinergia tra i gestori delle vending machine e Banco Alimentare.

Grazie, infatti, al monitoraggio costante dei gestori che ritirano i prodotti dai distributori automatici con anticipo rispetto alla data di scadenza e alla velocità del Banco Alimentare nella distribuzione degli stessi prodotti alle organizzazioni partner territoriali, si è potuto evitare lo spreco alimentare e aiutare molte famiglie e persone in difficoltà.

Per la gestione operativa di questo progetto le 11 delegazioni territoriali di Confida, a cui partecipano tutte le società di gestione della distribuzione automatica iscritte all’associazione, hanno collaborato direttamente con i 21 Banchi Alimentari regionali, che curano la ridistribuzione di quanto raccolto a persone e famiglie in difficoltà sui territori locali. Il settore della distribuzione automatica continuerà il percorso intrapreso e la raccolta di eccedenze alimentari anche nel 2024.

“In quanto attori del settore food&beverage, il tema della lotta agli sprechi alimentari ci riguarda molto da vicino – ha dichiarato Massimo Trapletti, presidente di Confida – L’accordo col Banco Alimentare è lo strumento che la nostra associazione ha introdotto per consentire anche alle aziende del settore della distribuzione automatica di poter contribuire, donando le proprie eccedenze alimentari, ad aiutare famiglie e persone in difficoltà. Siamo orgogliosi dei risultati ottenuti e anche quest’anno continueremo ad impegnarci con la speranza di aiutare sempre più persone”.

Banco Alimentare dal 1989 recupera le eccedenze della filiera agroalimentare per ridistribuirle a oltre 7.600 organizzazioni che offrono aiuti a circa 1.750.000 persone in difficoltà. L’attività è svolta da 21 Banchi territoriali coordinati da Fondazione Banco Alimentare Onlus.

“Un grande risultato di solidarietà a favore di chi vive situazioni di difficoltà e di responsabilità sociale ed ambientale, un contributo anche al raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030 dell’ONU. Tante persone hanno potuto beneficiare di alimenti di qualità e questo è stato reso possibile, e ci rende particolarmente grati, dal realizzarsi di una vera e propria partnership fondata su obiettivi comuni con Confida.” Dice Giovanni Bruno, presidente di Fondazione Banco Alimentare ONLUS.

La scheda sintetica di Confida

Costituita il 13 luglio del 1979, Confida è, a livello nazionale, l’unica associazione di categoria che rappresenta i diversi comparti merceologici dell’intera filiera della Distribuzione Automatica di alimenti e bevande. Aderisce a Confcommercio – Imprese per l’Italia e, nell’ambito UE, è partner di EVA (European Vending & Coffee Service Association).

Ecco il Buosi Gin, il distillato con sentori di caffè e cacao

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Buosi Gin al ChocoLOVE

MILANO – Uno dei protagonisti del ChocoLOVE, l’evento dedicato alla cultura del cioccolato a Milano, è stato senza dubbio il Buosi Gin, il distillato di produzione artigianale con raffinati sentori di caffè e cacao. Il prodotto in questione è un dry gin, ovvero secco e non dolce. Le botaniche utilizzate per il Buosi Gin sono frutto di una ricerca condotta dal pasticciere Andrea Buosi e da un team di esperti che hanno preso come ispirazione la ricetta del Buosino, la speciale miscela di cacao e caffè espresso, ormai diventata un’icona per la città di Varese.

Buosi Gin: il distillato con caffè e cacao

La bottiglia del prodotto è un richiamo ai primi anni dell’azienda e rievoca lo stile del classico contenitore di latte vintage.

Ogni bottiglia è realizzata esclusivamente in vetro riciclato e riflette il logo originale dell’azienda che affonda le sue radici nel lontano 1958.

Annusando il distillato, si percepisce immediatamente una forte presenza di ginepro e note agrumate.

L’alto grado alcolico della bevanda (47%) rende il sapore fresco, d’impatto e più aromatico a fine bevuta. Dopo il ginepro e agrumi si possono percepire le note calde di cacao e caffè.

Nel finale, è possibile notare note speziale grazie ai sentori del pepe selvatico e un effetto minerale donato dal sale di Trapani.

Le botaniche utilizzate per il distillato sono:

  • Grano 100% italiano
  • Ginepro 100% italiano
  • Caffè Toraja Indonesia
  • Cacao Sur del Lago Venezuela
  • Limoni della Costiera Amalfitana
  • Arancia di Sicilia
  • Pepe selvatico del Madagascar
  • Sale di Trapani

Grazie a queste caratteristiche, il Buosi Gin può arricchire cocktail classici e moderni come Negroni, Martini e Hanky Panky.

Per maggiori informazioni basta cliccare qui

Gelato World Cup: i team manager delle squadre sul podio Italia, Corea del Sud e Ungheria si raccontano

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Il podio della Gelato World Cup (@Foto Max di Mattia Serratore)

RIMINI – L’Italia è campione Gelato World Cup 2024: la squadra tricolore, incoronata lunedì 22 gennaio a Sigep, è composta da Davide Malizia (Roma) team manager, Vincenzo Donnarumma (Napoli) pasticcere, Rosario Nicodemo (originario di Catanzaro e attivo a Roma) gelatiere, Filippo Valsecchi (Lecco) chef e Domenico di Clemente (originario di Bisceglie e attivo a Milano) per la scultura di ghiaccio.

L’Italia al primo posto della Gelato World Cup 2024

“Siamo felici: è una grande vittoria, frutto di quattro anni di sacrifici, tra allenamenti, studio, ricerca, innovazione. I ragazzi del team sono stati fantastici”. A raccontarlo lo stesso Davide Malizia, team manager.

Malizia aggiunge: “Il tema che abbiamo scelto è stato abissi marini, complicato ma allo stesso tempo stimolante dal punto di vista estetico. Abbiamo dato vita a un fondo marino inaspettato, curando tutto nel dettaglio in modo mai banale. Tra i vari elaborati la torta gelato è stato il nostro ‘pezzo forte’, quella che ha impressionato la giuria: una torta completamente innovativa con all’interno una tartaruga, realizzata con nuove creme e texture, e caratterizzata da un gusto fresco di yogurt, lampone e mango”.

C’è di più: “Mentre a livello tecnico, di colorazione e di forme il tavolo finale delle sculture e delle pièce è stato quello più d’impatto: rappresentato da un acquario dove spicca una sirena avvolta da una piovra, che con l’arpione si scaglia contro la scultura in ghiaccio, a forma di squalo. Dopodiché si è passati alla scultura in croccante: una manta marina che porta sulla schiena un’anemone di mare realizzata in zucchero tirato, per finire con la vaschetta decorata da mante marine. La tecnicità è stata molto complessa, anche per l’utilizzo dell’aerografo in diretta.”

Argento invece per la Corea del Sud, composta da Siyeon Yoo (Gyeonggi-Do) team manager, Jung Ha Yeon (Seoul) per la scultura del ghiaccio, Park Young Su (Incheon) chef, Kang Kyung Won (Seoul) gelatiere e Jung Dae Young (Busan) pasticcere. Tema scelto è stato “la nascita sotto il segno dei pesci”.

“Sono davvero entusiasta di aver realizzato questo sogno” ecco che Siyeon Yoo racconta la competizione dal suo punto di vista e della sua squadra. “È la prima volta che la Corea avanza ufficialmente alle finali attraverso le eliminatorie asiatiche, quindi è molto significativo a livello nazionale.  Per quattro lunghi giorni – compresa la preparazione – è stato fisicamente difficile per i gareggianti, ogni problema che si presentava doveva essere risolto rapidamente; la parte più difficile è stata presentare il prodotto finito all’orario prestabilito e alla corretta temperatura di servizio”.

Siyeon Yoo aggiunge: “La performance migliore è stata la mystery box, in cui la giuria ha potuto constatare le abilità della squadra con precisione; qui la fortuna è stata dalla nostra parte: i gusti scelti son stati pistacchio e limone, classici ingredienti del gelato italiano, giudicati ‘deliziosi’ dagli stessi italiani. Infine, la parte ‘più originale’ è stata durante il buffet finale: sotto al nostro tavolo di presentazione era nascosto un secchio dove – attraverso un tubo – defluiva il ghiaccio sciolto della scultura, in modo da evitare che si accumulasse sulla tovaglia. Può sembrare un’aggiunta da poco, ma è stato astuto, in modo da creare un buffet finale perfetto.”

Medaglia di bronzo per l’Ungheria

Terzo posto infine per l’Ungheria, composta da Istvan Gaborecz (Budapest) per la scultura del ghiaccio, Sàndor Fodor (Budapest) chef, Zoltán Gácsi (Kistarcsa) gelatiere, Füredi Krisztián (Budapest) pasticcere e la team manager Renáta Somogyi (Gyenesdiás), che ha voluto così ricordare la sua esperienza: “È stato emozionante ma altrettanto impegnativo: ogni elaborato doveva essere presentato nei giusti tempi e realizzato con un’ottima consistenza e gusto. La mystery box è stata il lavoro migliore, in quanto siamo arrivati primi nella categoria mystery crema e secondi in quella della frutta. Inoltre, anche la monoporzione in vetro ha riscosso successo, con una combinazione di sapori rinfrescante: yuzu, ananas, calamansi”.

Renáta Somogyi aggiunge: “Il tema della nostra squadra era Alice nel Paese delle Meraviglie e grazie ad esso siamo riusciti a visualizzare molti colori e forme: la vaschetta decorata raffigurava una scacchiera astratta, che includeva un gelato a base di cioccolato bianco caramellato con variegato esotico. La  monoporzione in vetro era raffigurata da un fungo, mentre la torta gelato di colore rosso rappresentava la regina di cuori, ricoperta da una vellutata di cioccolato rosso. Nei test artistici abbiamo cercato di ritrarre tutti i personaggi della fiaba: lo stregatto sulla statua di cioccolato, il coniglio con l’orologio, e infine Alice, raffigurata nella scultura di ghiaccio.”

La scheda sintetica della Gelato World Cup

La Gelato World Cup è nel 2024 alla sua decima edizione: un evento organizzato da Gelato e Cultura e Italian Exhibition Group a cadenza biennale che, dal 2003, coinvolge i professionisti di gelateria, pasticceria, cioccolateria e scultura di ghiaccio provenienti da tutto il mondo offrendo un’occasione unica di confronto e stimolo professionale. Grazie alla vastissima visibilità mediatica, dà risonanza internazionale alle nuove tendenze nel settore della gelateria artigianale.

Il concorso è organizzato e gestito con serietà, professionalità ed equità verso le Nazioni concorrenti e può vantare la partecipazione di un Comitato Mondiale d’Onore, rappresentato dai due presidenti di giuria. Sede storica e partner della GWC è Sigep – The Dolce World Expo, il Salone internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione artigianali e caffè organizzato da Italian Exhibition Group presso il quartiere fieristico di Rimini.

La San Marco per San Valentino lancia l’edizione limitata di macchine da caffè serigrafate con Cupido

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la san marco san valentino
L'edizione limitata della macchina da caffè San Marco per San Valentino (immagine concessa)

GRADISCA D’ISONZO (Gorizia) – Un Cupido compare in questi giorni su alcuni modelli di macchine per il caffè La San Marco, in occasione della festa degli innamorati. Le originali macchine dell’azienda isontina aerografate con il simbolo del giorno di San Valentino, sono state presentate alla scorsa edizione dell’evento fieristico Sigep di Rimini, riscuotendo vivo interesse da parte degli addetti ai lavori e, in questi giorni, si possono ammirare in alcuni esclusivi bar in tutta Italia.

La San Marco celebra San Valentino con una nuova veste

“Si tratta di autentiche opere d’arte personalizzate su misura, realizzate su richiesta del cliente che piacciono molto al consumatore finale” dichiara il direttore generale dell’azienda Roberto Nocera.

La personalizzazione delle macchie per il caffè risale a qualche mese fa quando, per la prima volta l’azienda di Gradisca d’Isonzo scelse di impreziosire alcuni modelli con immagini sul tema della sostenibilità.

All’edizione 2023 del Sigep era presente, nello spazio espositivo de La San Marco, una  macchina per il caffè sulla quale l’artista Salvatore Cosentino aveva aerografato la fascia intertropicale Coffee Belt, con i paesi produttori di caffè verde.

Sui fianchi della macchina c’erano rappresentati i rametti della pianta del caffè con i fiori e con le drupe mature, mentre, sul lato operatore, i chicchi tostati.

Torrefazione Spinetta: entriamo nella roastery più piccola d’Italia, di 25m²

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La torrefazione Spinetta, la più piccola d'Italia (foto dalla pagina facebook)
La torrefazione Spinetta, la più piccola d'Italia (foto dalla pagina facebook)

MILANO – In Piazza Marconi 4° di Valdobbiadene, in provincia di Treviso, un piccolo gioiello del made in Italy lavora incessantemente dal 1956: è la Torrefazione Spinetta, che dal 1981 è stata acquisita da Luigi. Lo abbiamo trovato proprio mentre assisteva il caffè in cottura. La particolarità della sua attività, sono le dimensioni perché, in effetti, la Torrefazione Spinetta è ufficialmente la roastery più piccola d’Italia.

Una scoperta avvenuta nel 1996, quando su Rai 2 la moglie Vittoria, instancabile compagna di Luigi nella vita e nella professione, ha visto un torrefattore sardo vantarsi di questo primato. Ma la Torrefazione Spinetta batteva tutti, con la sua Petroncini da 6 chili (ormai neppure più in commercio) e i suoi appena 25 metri quadri di spazio di lavoro.

Torrefazione Spinetta: dentro ci stanno il signor Luigi, il banco, due bilance, un piccolo magazzino e una stanzetta per conservare il caffè crudo

Quando chiediamo a Luigi come si possa lavorare in uno spazio così ridotto, lui ha risposto così: “E’ una scelta di vita. Per 36 anni ho gestito il negozio insieme a mia moglie Vittoria, poi, per i successivi 8, con mio figlio Marco e mia nuora. Attualmente lavora con me mia nipote Angela.

La Torrefazione Spinetta non ha bisogno d’altro: siamo un’azienda piccola ma  autosufficiente. Produciamo dai 400 ai 500 chili al mese e ci basta così.”

I caffè della Torrefazione Spinetta

“Abbiamo l’arabica dal Brasile, i centro americani, del Costa Rica, Colombia, Guatemala, poi degli africani, Etiopia e Tanzania, e infine un’ottima Robusta indiana. Inoltre, già da diversi anni, sono entrato in contatto con il presidio Slow Food, e abbiamo il Huehuetenango, un caffè di puro arabica mono origine dal Guatemala.

Lo tostiamo anche per un nostro cliente di Parigi, una pizzeria italiana. Proprio in questi giorni ci hanno fatto visita in negozio dei clienti dal Texas, dall’Austria, dalla Normandia, dalla Germania. È arrivata persino una famiglia dal Perù che aveva sentito parlare di noi.

Per un periodo ci ha dato una mano con la visibilità l’esser comparsi in televisione nel ’96, quando siamo stati conosciuti da 3milioni e 300 mila spettatori. Negli anni sono venuti in molti a visitarci. Ho scoperto persino che ci sono dei clienti che arrivano in torrefazione dalla Francia da 30 anni.

Abbiamo tutti caffè specialty coffee, ma non riusciamo ad avere un contatto diretto con i coltivatori, ci affidiamo ad un importatore che ci rifornisce delle migliori qualità. Bisognerebbe prendere 10 tonnellate di ciascun tipo, ma la torrefazione Spinetta è troppo piccola per poterli acquistare da sola.”

La cosa più difficile di lavorare in 25 metri quadri?

“Ogni tanto si fa fatica a gestire gli spazi con il caffè tostato, da miscelare e confezionare, ma passata mezza giornata, torna tutto al suo posto.

La piccola Petroncini (foto dal sito)

Tostiamo singolarmente ogni caffè e dopo due giorni lo assaggiamo, creando la miscela in un secondo momento.

Infine confezioniamo e distribuiamo nei locali della zona e non. Abbiamo clienti privati affezionati da tantissimi anni, che vengono da noi ad acquistare il caffè.

E questa relazione di fiducia dipende anche dal fatto che spendo sempre del tempo per raccontare i prodotti, soprattutto ai nuovi clienti. Poi ha aiutato anche l’incremento del turismo per via delle nostre colline riconosciute patrimonio dall’Unesco.

Ho notato che la clientela internazionale acquista il caffè in grani. Qualitativamente sono più avanti degli italiani, ma piano piano sto cercando di sfondare la porta anche con i clienti locali.”

Come sono cambiate le cose nel settore in questi 42 anni?

“Il cambiamento peggiore è stato l’arrivo delle capsule. Per fortuna negli ultimi due/tre anni è aumentato l’acquisto di macchine da caffè automatiche per uso casalingo che macinano i grani. E oggi, qualche giovane si avvicina al caffè di qualità.”

Come fa una torrefazione così piccola ad esser sempre competitiva per tutti questi anni?

“Quando siamo partiti, eravamo circa 2000 torrefattori e ora siamo poco più di mille. L’unica cosa che mi fa restare a galla rispetto alla concorrenza, è la qualità al giusto prezzo e il voler trasmettere al cliente che si ha davanti il mondo e la storia che c’è dietro ad ogni chicco di caffè.

Negli anni abbiamo anche tenuto dei corsi per baristi negli istituti alberghieri.

E ora, per dare nuova linfa alla Torrefazione Spinetta, stiamo realizzando delle tazzine con il nostro marchio.”

Caffè speciali: ecco come i loro prezzi differiscono da quelli dettati dalle borse

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Chicchi di caffè tostato (credits: Alexa from Pixabay)

MILANO – Che comportamento hanno assunto, negli anni, i prezzi dei caffè speciali nel mercato fisico? Hanno seguito le sorti delle borse oppure hanno descritto un andamento diverso, slegato da quello delle quotazioni dei mercati a termine? A porsi questa domanda sono innanzitutto i commercianti crudisti (oltre agli studiosi e agli analisti), che devono definire le proprie strategie di acquisto in un segmento di mercato particolarmente complesso e difficile, come quello dei caffè differenziati.

In loro aiuto è arrivato, dal decennio scorso, un importante strumento statistico di riferimento: la Specialty Coffee Transaction Guide, che è possibile scaricare a questo link.

Cos’è la 2023 Specialty Coffee Transaction Guide?

Questa guida – giunta alla versione 6.0 – si propone di offrire dei benchmark di prezzo per i caffè differenziati costituenti un’alternativa alla volatilità delle quotazioni del contratto “C” di New York.

Pubblicata su iniziativa della Goizueta Business School, presso la Emory University di Atlanta (Usa), essa è il frutto di un’iniziativa collaborativa realizzata con il contributo di 115, tra aziende e organizzazioni, che hanno fornito gratuitamente informazioni relative a oltre 53 mila contratti di compravendita di caffè (relativi al periodo ottobre 2020 – settembre 2023), per un volume totale di più di 930 milioni di libbre (circa 7 milioni di sacchi) e un valore vicino ai 2,5 miliardi di dollari.

Ciò ha consentito di creare un database aggregato anonimo, che fornisce un quadro di riferimento per negoziare i prezzi dei caffè speciali in base a punteggi di qualità, entità dei lotti e paese di origine.

Così i prezzi dei caffè speciali

Nel periodo considerato, il prezzo mediano fob per il caffè verde è oscillato da un minimo di $2.86, nel 2020/21, a un massimo di $3.50 nel 2021/2022, per scendere lievemente a $3.40 nel 2022/2023.

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pulyCAFF lancia i nuovi prodotti con le confezioni sostenibili 100% R-PET

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asachimici pulycaff
Gianfranco e Marco Carubelli, responsabili amministrativi di Asachimici (immagine concessa)

VESCOVATO (Cremona) – L’impegno per l’ambiente di Asachimici-pulyCAFF è sempre più ad ampio raggio e vede ben cinque prodotti contenuti in imballi 100% R-PET, ovvero totalmente di plastica riciclata.  Dopo il flacone 100% R-Pet della serie pulyMILK, evidenziata dal marchio “100% Recycled Plastic” presentato nell’ultima parte del 2023, il 2024 si è aperto con la presentazione dei nuovi barattoli 100% R-PET di pulyCAFF Plus e pulyCAFF Verde, nonché del detergente completo per la pulizia di apparecchiature e dispenser di bevande fredde ColdBrew Liquid.

L’impegno per l’ambiente di pulyCAFF

“Siamo stati i primi a formulare un detergente per la macchina espresso con ingredienti di origine naturale solubili in acqua e tensioattivi provenienti da fonti rinnovabili di origine naturale: pulyCAFF Verde che quest’anno compie dieci anni – afferma Gianfranco Carubelli, responsabile amministrativo di Asachimici con il fratello Marco -. Non potevamo tralasciare l’impatto notevole che le confezioni in plastica hanno sull’ambiente, quindi ci siamo impegnati per ridurre (nel nostro caso l’abbiamo azzerato) l’impiego di plastica vergine, puntando sul suo riciclo, limitandone l’utilizzo e la dispersione”.

I prodotti liquidi pulyCAFF e pulyMILK (immagine concessa)

Carubelli continua: “Il recupero e la lavorazione del polietilene di scarto sono lunghi: basti pensare alla selezione della plastica scartata, al processo di pulizia, lavaggio, sanificazione, alla suddivisione dei materiali, ridotti in scaglie e poi avviati a un nuovo ciclo produttivo. La ricerca dei nuovi materiali comporta fatica, il rischio di incontrare insuccessi e anche un notevole impegno economico che non facciamo ricadere sul rivenditore o sul barista: eliminare l’inquinamento della plastica è fondamentale per il nostro Pianeta e noi siamo fieri di fare la nostra parte”.

Formulazioni e giusta quantità

Nel 2014 Asachimici-pulyCAFF ha lanciato sul mercato una nuova formulazione del capostipite della sua produzione di prodotti per la pulizia della macchina espresso e del macinacaffè: pulyCAFF Verde. Realizzato con ingredienti di origine naturale solubili in acqua e tensioattivi provenienti da fonti rinnovabili di origine vegetale, mantiene la sua efficacia nel rimuovere i residui grassi, eliminare i depositi e neutralizzare gli odori dal gruppo e dai filtri, ed è a basso impatto ambientale.

pulyCAFF Verde Power 100% R-PET (immagine concessa)

Gli altri prodotti della linea di prodotti Verdi di pulyCAFF sono pulyMILK Verde, che elimina l’accumulo delle proteine dentro e fuori la lancia vapore; è ideale per la manutenzione quotidiana delle lance dei cappuccinatori automatici.

Troviamo poi pulyGRIND Crystal, composto da piccoli cristalli di amidi alimentari privi di glutine che assorbono oli e grassi e liberano macine e camera di macinatura dai depositi di caffè vecchio e rancido.

pulyGRIND Hopper è ideale per rimuovere dalle pareti della tramoggia e del dosatore i grassi rilasciati dal caffè che, se non rimossi, danno il via al processo ossidativo.

Infine, pulyBAR Igienic è indicato per la pulizia di superfici in acciaio, marmo, legno, plastica, vetro, ceramica.

Tutti i prodotti della linea pulyCAFF sono normati secondo leggi Comunitarie e adempiono al nuovo regolamento Reach e Clp.

pulyCAFF Plus 100% R-PET (immagine concessa)

“Siamo molto soddisfatti dei risultati sin qui ottenuti e determinati nel proseguire il nostro cammino verso prodotti sempre più in linea con l’ambiente, sia come formulazione sia per le confezioni che li accompagnano” – riprendono i responsabili di Asachimici -. Rispetto per l’ambiente significa anche utilizzare la giusta quantità di prodotto; per questo è stato messo a punto il filtro cieco Blindy che permette di dosare pulyCAFF nella quantità corretta, rapidamente e senza sprechi.

È possibile seguire ogni iniziativa alla pagina Facebook pulyCAFF Enjoy Your Espresso cliccando qui

Nespresso, il progetto di connessioni tra caffè, emozioni e italianità grazie alle neuroscienze

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nespresso caffè
I caffè della gamma Ispirazione Italiana (immagine concessa)

MILANO – In Italia si bevono 95 milioni di tazzine di caffè al giorno e, per noi italiani, il caffè rappresenta un vero e proprio rito quotidiano, frutto della tradizione e della cultura tutte italiane del caffè. Ed è proprio da questo legame, quello tra il caffè e l’Italia, oramai assodato e celebrato, che nasce la volontà del brand Nespresso di esplorare questa connessione anche dal punto di vista emozionale e non più solo razionale o legato alla storia.

Nespresso esplora il rapporto tra caffè, emozioni e italianità

È proprio per comprendere meglio il rapporto tra caffè, emozioni e ricordi che nasce il progetto di ricerca “Caffè, italianità ed emozioni” del brand Nespresso in collaborazione con Ainem – Associazione italiana di neuromarketing -, che ha rivelato come, proprio la fase di assaggio del caffè, sia in grado di evocare ricordi importanti e creare un ponte unico tra emozioni, ricordi e Italia. Il tutto grazie alle Neuroscienze e alla misurazione delle emozioni attraverso la risposta cutanea, il battito cardiaco e il comportamento durante la degustazione.

Protagonisti i caffè della gamma iconica Ispirazione Italiana che con Ristretto, Roma, Venezia, Livanto, Napoli, Kazaar e Arpeggio, ripercorre un viaggio senza tempo tra le diverse abitudini e cultura del caffè lungo tutta Italia, nelle nostre regioni e città, e che sono al centro anche della nuova campagna ispirata proprio all’Italia, in cui Miriam Leone esplora i suoi ricordi ed emozioni indimenticabili legati al nostro territorio. Caffè che, quindi, ripropone il gusto perfetto della tradizione italiana dell’espresso.

Grazie al coinvolgimento di un gruppo di ricercatori supervisionato da Vincenzo Russo, membro del Comitato Scientifico di Ainem e Professore ordinario di psicologia dei consumi e Neuromarketing presso l’Università IULM, è stato indagato il modo in cui la percezione di 3 caffè, Ristretto, Roma e Venezia, cambia al variare degli stimoli associati al momento dell’assaggio.

Questo senza rivelare gusti, marca e nomi dei caffè. Il campione coinvolto – 44 soggetti di diverso genere e classi di età, consumatori e consumatrici di caffè – è stato suddiviso in tre sottogruppi e invitato a degustare alcuni caffè della linea Ispirazione Italiana in associazione a due differenti stimoli visivi e sonori, studiati per favorire o meno l’associazione all’italianità (i primi 2 gruppi) o in assenza di stimoli (il terzo gruppo).

Obiettivo del progetto verificare le risposte emotive e irrazionali del campione, attraverso specifici metodi quali: neuroanalisi (elettroencefalografo, EEG), bioanalisi (analisi di battito cardiaco e conduttanza cutanea) e Implicit Association Test (un’analisi comportamentale dei tempi di reazione a determinati stimoli); successivamente quelle più razionali, attraverso la compilazione di un questionario per indagare l’associazione tra caffè, pensieri e ricordi.

L’analisi ha dimostrato che, nel momento dell’assaggio, i valori relativi alle risposte emotive del campione si sono rilevati positivi per tutti i sottogruppi: questo indica una forte relazione tra caffè e italianità, che si manifesta a prescindere dalla presenza di stimoli esterni e della relativa tipologia degli stessi.

Dalla ricerca emerge come il caffè rappresenti parte essenziale del vissuto italiano tanto che, a livello inconscio e irrazionale, questo elemento riporta in qualunque condizione al concetto di Italia, famiglia, ricordi per oltre la metà degli intervistati.

Quando poi l’elemento caffè viene associato a un contesto fortemente caratterizzato da elementi connessi all’Italia – nello specifico ad un video in cui si alternano immagini caratteristiche del nostro Paese e una base musicale a questo legata – il coinvolgimento emotivo (Emotional Index) all’assaggio del caffè registra una crescita esponenziale, con un risultato superiore del 189% rispetto all’assaggio in assenza di stimoli e dell’83% rispetto alla degustazione associata a uno stimolo come un video senza alcun rimando all’Italia.

Nello specifico l’analisi evidenza due elementi entrambi positivi legati all’Italia: la valenza emozionale cioè il grado di piacevolezza/sgradevolezza, e l’attivazione emozionale cioè il grado in intensità della risposta emotiva.

Durante l’assaggio del caffè la piacevolezza ha dimostrato sempre valori più positivi in tutti i gruppi del campione; per l’intensità invece è il valore più basso quello più positivo, in quanto denota uno stato di comfort rispetto all’esperienza, una grande familiarità e un legame spontaneo al binomio caffè/Italia, oltre a una piacevolezza nell’assaggio, nel gusto e nello stimolo.

Ma non solo. Suscitando emozioni più positive e rilassanti rispetto alle altre due condizioni, l’assaggio del caffè associato al contesto italiano ha fatto sì che l’esperienza facesse riaffiorare ricordi del loro passato, dimostrando che una degustazione emotivamente coinvolgente è anche in grado di attivare maggiormente la memoria.

Dalla misurazione dell’attività cerebrale durante l’esperimento è infatti emerso un forte legame tra il gusto del caffè e i processi di memorizzazione (memorization Index) e quindi di attivazione dei ricordi: ancora una volta il gruppo sottoposto agli stimoli a tema Italia, ha dimostrato un’attivazione della memoria maggiore del 15% rispetto al gruppo neutro e del 36% rispetto a quello esposto a stimoli non italiani.

Nella fase finale dell’analisi tutti i partecipanti hanno poi compilato un questionario per condividere i ricordi emersi durante la degustazione dei caffè: quelli a carattere emozionale hanno prevalso su tutti e tre i gruppi del campione rispetto a quelli funzionali, facendo emergere memorie legate alla dimensione familiare e al calore della propria casa e degli affetti, ma anche ai viaggi nel nostro Paese.

Il rimando alla dimensione domestica e all’Italia è stato quindi elevato con un 56% nel gruppo che ha assaggiato il caffè in assenza di stimoli, che ha infatti riferito di aver associato all’esperienza ricordi legati anche al caffè nel calore di casa, ai colleghi e la macchina del caffè la mattina presto e un 45% per coloro esposti al video non associato all’Italia, elemento che sottolinea ulteriormente il connubio caffè e italianità nonostante stimoli esterni contrari.

Interessante, inoltre, notare come solo una minima percentuale (20%) del campione abbia dichiarato di non aver associato alla degustazione alcun ricordo, dato che cresce (36%) quando la degustazione avviene in presenza di uno stimolo non caratterizzato da elementi di italianità.

Dati, questi, che rafforzano ulteriormente la correlazione tra caffè, emozioni e Bel Paese e che sottolineano come la cultura del caffè e la lunga tradizione di cui questa bevanda gode in Italia sia un elemento in grado di influenzarne profondamente la percezione e le esperienze – sempre differenti da individuo a individuo – vissute durante la degustazione del proprio caffè Nespresso, che diventa così custode di ricordi ed emozioni uniche e profondamente intime per ogni soggetto.

Tra i caffè Nespresso assaggiati, la capsula della miscela “Ristretto” è stata quella più apprezzato dal campione esposto allo stimolo coerente con l’Italia, per il gusto particolarmente legato alla tradizione italiana.

“Questa ricerca realizzata con Nespresso nel campo del neuromarketing ha chiaramente delineato il ruolo strategico di tale disciplina nel comprendere e valutare l’impatto delle emozioni e dell’identità culturale sul comportamento dei consumatori. Lo studio ha rivelato come il semplice atto di bere una tazzina di caffè non sia solo un modo per soddisfare il palato, ma piuttosto un’esperienza ricca di emozioni, sempre intimamente connessa all’italianità.” commenta Caterina Garofalo, Presidente dell’Associazione italiana neuromarketing – Ainem.

“Il caffè per gli italiani non è solo una questione di aroma e gusto, ma si lega indissolubilmente alle nostre emozioni e al nostro vissuto”, commenta Valeria Casani, direttrice marketing di Nespresso Italiana. “L’indagine condotta in collaborazione con Ainem dimostra proprio questo: come l’esperienza gustativa del caffè rappresenti una forza in grado di rievocare ed amplificare emozioni e ricordi che sono parte integrante della nostra vita, amplificando l’esperienza sensoriale e rendendola unica, soprattutto se legata alla nostra Italia”.

Casani aggiunge: “Ed è proprio la tradizione italiana dell’espresso che abbiamo voluto celebrare con la nostra linea Ispirazione Italiana in cui ogni miscela, con il proprio profilo aromatico e tostatura, ci permettere di ripercorrere tutta Italia da nord a sud, nelle abitudini di bere il caffè e nell’amore per questo rito, fino ai ricordi e alle emozioni a cui ci rimanda, strettamente connesse con il nostro paese, la famiglia e le nostre città. Un insieme di ricordi che torneranno nel tempo e ad ogni assaggio della propria miscela Nespresso preferita.”

La scheda sintetica di Nespresso

Nespresso è pioniera e punto di riferimento per il caffè porzionato di altissima qualità. L’azienda lavora con più di 150.000 coltivatrici e coltivatori in 18 Paesi attraverso il suo Programma AAA Sustainable Quality per integrare le pratiche di sostenibilità nelle aziende agricole e nei paesaggi circostanti.

Lanciato nel 2003 in collaborazione con la ONG Rainforest Alliance, il programma aiuta a migliorare la resa e la qualità dei raccolti, assicurando una fornitura sostenibile di caffè di alta qualità e migliorando le condizioni di vita delle coltivatrici, dei coltivatori e delle loro comunità.

Nel 2022, Nespresso ha ottenuto la certificazione B Corp, unendosi a un movimento internazionale di oltre 7.300 aziende che soddisfano gli elevati standard B-Corp di responsabilità sociale, ambientale e di trasparenza.

Con sede a Vevey, Svizzera, Nespresso opera in 83 Paesi e ha oltre 14.000 dipendenti. Nel 2022, ha gestito una rete globale di vendita al dettaglio di 791 boutique.