sabato 29 Novembre 2025
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Jde Peet’s estende la collaborazione con Costa Coffee alle capsule in alluminio

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Jde Peet's
La nuova macchina L'OR Barista

MILANO – Jde Peet’s espande la partnership con Costa: la multinazionale olandese produrrà e distribuirà capsule in alluminio a marchio Costa Coffee nel Regno unito. L’accordo – annunciato venerdì scorso (16 febbraio) – allarga il perimetro della collaborazione tra Jde Peet’s, numero uno mondiale pure play nel settore del caffè e del tè, e Costa Coffee, secondo catena mondiale di caffetterie dopo Starbucks, dal 2018 di proprietà di The Coca-Cola Company.

Jde Peet’s (allora D.E Master Blenders 1753) ha iniziato a proporre le cialde a marchio Costa per il sistema Tassimo sin dal 2012. Con l’estensione della collaborazione alle capsule in alluminio, i due marchi puntano ora a un ulteriore salto di qualità nel mercato di oltremanica.

Questa nuova sinergia si aggiunge a quella – recentemente annunciata – che Jde Peet’s ha stipulato con Caribou Coffee, importante catena di caffetterie di oltreoceano.

E conferma un trend in atto da tempo nell’industria del caffè, che punta a portare i marchi forti del fuori casa, con tutto il loro potenziale evocativo e il loro vissuto, anche nell’esperienza del consumo domestico.

La mossa assume un’importanza ancora maggiore alla luce del lancio recente in Uk, da parte di Jde Peet’s, della macchina da caffè L’OR Barista.

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Assemblea generale Sca Italy, Davide Cobelli: “Rinnovati per 4 anni i contratti tra IEG e Sca per i campionati”

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Il logo Sca Italy

RIMINI – Il 24 gennaio presso Rimini Fiera si è tenuta l’Assemblea generale dei soci Sca Italy per il resoconto delle attività e i progetti futuri del Chapter. Erano presenti: Davide Cobelli, national coordinator Sca Italy,  Alessandra Di Dio, communication & marketing coordinator Sca Italy (da remoto), Andrea Matarangolo, education coordinator Sca Italy, Fabio Sipione, judges coordinator Sca Italy, Stefania Zecchi, community coordinator Sca Italy e Alessandro Coda, events coordinator Sca Italy. Leggiamo di seguito il documento riassuntivo dell’assemblea dei soci Sca.

Inizia Davide Cobelli:

  • i progetti del 2022-2023
  • accordi siglati tra IEG / SCA
  • rapporti Sca / Sca Italy

I punti salienti

“Il coordinatore nazionale sin dall’inizio del mandato si è adoperato per ottenere una parte importante, cioè i rebates, di cui si parlava già da anni, che non venivano versati dal 2016. Dopo un anno di lavoro abbiamo ottenuto i rebates, non solo dell’anno in corso ma di tutti gli anni precedenti. Sono stati rinnovati per 4 anni i contratti per i campionati tra Ieg e Sca Italy.

Il Chapter è sano, investire ha portato entrate. I rapporti con Sca sono ottimi, ci saranno delle novità, con un pilot project sugli eventi. A giugno probabilmente ci saranno le elezioni”.

Continua Alessandra Di Dio:

  • il lavoro con l’ufficio stampa esterno
  • newsletter
  • dati social da giugno 2022 – a oggi
  • progetti di comunicazione: Dietro le quinte, Carta del Competitor, Coffee Boom

I punti salienti

“C’è stata una rivoluzione importante nel lavoro di comunicazione di Sca Italy che ha dato ottimi frutti: appoggiarsi a un ufficio stampa esterno. Iniziata in occasione del WOC 2022, la collaborazione è stata riconfermata per 12 mesi da gennaio 2023.

Solo con il lavoro dell’ufficio stampa abbiamo ottenuto oltre 200 articoli online e cartacei che menzionano Sca Italy, con una stima complessiva di 2 milioni di visualizzazioni.

Grande lavoro anche sulla newsletter, in media Sca italy ha inviato circa 3 aggiornamenti al mese. Qualche dato social: negli ultimi 600 giorni la copertura social è aumentata di circa il 200% in più su Instagram, interazioni + 100%, su Facebook siamo oltre il 400% di copertura in più rispetto ai 600 giorni precedenti.

In ultimo tre progetti di comunicazione: dietro le quinte, per raccontare le figure volontarie che lavorano in Sca, la Carta del competitor per presentare i partecipanti ai Campionati Sca Italy sui social e sul palco, e Coffee Boom che è un evento nato dal Chapter precedente portato avanti in questi due anni di mandato”.

L’intervento di Andrea Matarangolo:

  • Calibrazioni
  • Webinar
  • Coffee Value Assessment

“Abbiamo organizzato calibrazioni, poco partecipate purtroppo. I webinar invece sono stati molto partecipati, alcuni altri progetti Education non sono stati portati a termine per questioni private. Per quanto riguarda il Coffee value assessment stiamo organizzando dei corsi, di cui Davide Cobelli sarà trainer. Siamo l’unico chapter che sta facendo questo per i trainer”.

L’intervento di Fabio Sipione:

  • team giudici
  • corso giudici
  • kit giudici

“Conta circa 25 persone, che hanno formato un gruppo di amici. 5 sono internazionali, l’obiettivo iniziale era di avere dei giudici internazionali in tutte le discipline per arrivare al mondiale con una rappresentanza utile.

Il kit giudici serve per identificare i giudici quando viaggiano all’estero e in Italia, il patch che vedete dietro serve per il marchio dello sponsor, quello per gli anni 2023-2024 è stato Pulycaff. Timeline: avremo 3 mondiali, poi di nuovo le calibrazioni, il nuovo corso e poi le tappe di selezioni. Vorremmo fare la calibrazione in piantagione, è un sogno, ma potremmo anche chiedere l’aiuto di uno sponsor”.

Prosegue Stefania Zecchi:

  • crescita di soci dal 2023 al 2024
  • le attività del biennio

I soci da gennaio 2023 a gennaio 2024 sono cresciuti di circa il 40%, oggi siamo la quarta community più grande al mondo, dopo USA, Korea e UK.

Rimane ancora qualche difficoltà ad avere la lista dei soci divisa per categoria, a causa del rinnovo del portale SCA.

Le mie attività sono state quelle che riguardano risoluzione dei problemi per l’accesso alla membership, le nuove iscrizioni, il supporto ai soci, collaborazioni con altri coordinatori, soprattutto con Alessandra Di Dio, l’attività è stata proprio quella di supportare tutti i miei colleghi alle tappe di selezioni.

Abbiamo ampliato anche il database di volontari, ora sono circa 50, e sono entusiasti, hanno voglia di dare. L’anima dell’associazione siamo proprio noi volontari, per cui se volete segnalatemi anche altri volontari”.

Conclude le presentazioni Alessandro Coda:

  • resoconto degli eventi del biennio
  • i bandi
  • timeline
  • progetti nuovi
  • altre novità

“Abbiamo cercato di coprire il territorio nazionale con le tappe di selezione. Abbiamo riscritto i bandi, in modo lineare, chiedendo un capofila, cioè colui con cui Sca ha un rapporto di sponsorizzazione. Il capofila poi può avere altri co-sponsor con i quali però Sca non entra in rapporto.

In sintesi: in due anni abbiamo avuto più di 260 iscrizioni alle tappe, 15 differenti location, oltre 20 richieste di sponsorizzazione di cui 7 nuove, che reputo una vittoria. Per me significa che stiamo lavorando bene, le aziende credono in Sca Italy, è un risultato positivo.

Tre progetti nuovi: ho introdotto il sistema di ammonizioni, il ranking e il progetto La foresta di SCA Italy con Treedom che è servito a valorizzare l’iscrizione alle gare, che oggi conta ben 135 alberi.

In ultimo abbiamo cambiato il numero dei competitor, aumentando il numero dei brewers e dei baristi che passano a 10 e abbiamo inserito l’uso delle bevande vegetali durante le selezioni.

Abbiamo anche spostato l’area di gara Roasting nel padiglione D1, più vicino a noi e abbiamo aggiunto con i nuovi contratti 2 sponsorizzazioni dirette per le finali a Sigep, Cup Tasters e Green Coffee di roasting”.

Ditta Artigianale lancia le scarpe Nike Air by Collettivo Giungla per la Milano Fashion Week

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ditta artigianale nike air
Ditta Artigianale presenta Nike Air by Collettivo Giungla (immagine concessa)

MILANOIl caffè è glamour: colori accesi e richiami esotici conquistano le sneakers più apprezzate al mondo. Le celebri Nike Air Force si trasformano in pezzi unici custom made grazie a Ditta Artigianale, linea di caffetterie e microroastery dedicata allo specialty coffee, fondata da Francesco Sanapo e Patrick Hoffer. In occasione della Milano Fashion Week, Ditta Artigianale presenta la capsule collection Nike Air by Collettivo Giungla, che ha preso forma proprio nella capitale italiana della moda durante l’ultima edizione del Milan Coffee Festival.

Ditta Artigianale presenta la collezione Nike Air by Collettivo Giungla

A disegnare l’esclusiva collezione il talentuoso duo Giulia Dall’Ara ed Eugenio Bertozzi, apprezzati street artist e autori dei murales che colorano gli interni di alcuni degli store fiorentini di Ditta Artigianale.

Realizzata in edizione limitata, la collezione è composta da sei modelli ispirati alle piantagioni di caffè e alla natura, nei colori cardine del logo di Ditta Artigianale: rosso, blu e giallo.

Disponibili in sei diverse taglie (dalla 38 alla 45) le sneakers sono decorate a mano, in una sintesi tra urban art, artigianato e universo del caffè. Perfette per accompagnare nel mondo una community di viaggiatori e scopritori di sapori, aromi, tradizioni, come lo stesso Francesco Sanapo, esperto di caffè costantemente alla ricerca di nuovi territori e di rapporti diretti con i coltivatori della bacca che dà origine alla bevanda più bevuta sul pianeta.

La capsule collection è disponibile sullo store online di Ditta Artigianale cliccando qui.

La scheda sintetica di Ditta Artigianale

La mission di Ditta Artigianale, fondata nel 2013 da Francesco Sanapo, pluripremiato campione barista e assaggiatore e da Patrick Hoffer, è quella di portare in Italia caffè di estrema qualità e di raccontarli in maniera completamente diversa, mettendo in campo la totale trasparenza e l’impegno alla sostenibilità in tutti e per tutti gli step produttivi.

È anche microtorrefazione e i caffè, tostati e serviti freschi, sono disponibili per l’acquisto anche qui.

Sardegna: cresce del 5% l’occupazione in bar e ristoranti rispetto al 2019

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Il settore del bar e della ristorazione (immagine: pixabay)

Rispetto al 2019 il lavoro nei pubblici esercizi in Sardegna è aumentato del 5%. Sono 11590 le imprese della somministrazione nella regione e danno occupazione a oltre 27600 persone: soprattutto donne (più di 13000 nel settembre 2023) e giovani. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo pubblicato sul portale dell’Ansa.

Maggiore occupazione nei pubblici esercizi in Sardegna

SASSARI – Lavoro in crescita: nei pubblici esercizi è in aumento del 5% rispetto al 2019. Sono alcuni dei dati emersi in una ricerca supportata da Confcommercio Sardegna e realizzata dall’Università degli studi di Sassari Dipartimento scienze economiche e aziendali.

“Le opportunità di lavoro sia stagionale che a tempo indeterminato non mancano – ha detto Alberto Fois, presidente Fipe Nord Sardegna – Sono tanti i profili ricercati dalla sala alla cucina ai banconieri”.

Istituzioni, associazioni e imprese hanno cercato di rispondere a tre domande. Cosa rende attrattivo il lavoro nel mondo dell’ospitalità e della ristorazione? Cosa allontana le persone dall’idea di lavorare in questo settore? Che informazioni dovrebbero contenere gli annunci di lavoro per risultare attrattivi?

“Il significato – spiega Giacomo Del Chiappa, docente di marketing del Dipartimento di scienze economiche e aziendali dell’Università di Sassari e responsabile scientifico della ricerca – che il lavoro e la carriera assumono nella vita delle persone sta cambiando radicalmente nel corso degli anni”.

Giacomo Del Chiappa: “Certo, si continua a cercare un lavoro capace di offrire una ragionevole sussistenza economica. Al contempo, però, si cerca sempre più l’opportunità di realizzarsi, di dare un senso al proprio sé, di sentirsi unici e parte di qualcosa, di accrescere continuamente le proprie competenze e conoscenze e, infine, di creare un giusto equilibro tra vita lavorativa e personale”.

Per leggere la notizia completa basta cliccare qui

La relazione tra caffeina e sonno: secondo uno studio gli effetti dipendono dall’età

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Una recente meta-analisi ha gettato luce sull’influenza della caffeina sul sonno attraverso diversi gruppi di età. I risultati svelano una complessa interazione tra il consumo di caffeina e la qualità del sonno, esortando i consumatori di espresso a prendere nota delle possibili conseguenze, specialmente nel contesto delle richieste legate al lavoro. Leggiamo di seguito la prima parte dell’articolo tradotto dal portale inc.com.

La relazione tra caffeina e sonno

MILANO – Lo studio evidenzia una lacuna critica nella ricerca riguardante gli effetti della caffeina sui neonati, che spesso incontrano la sostanza attraverso il consumo materno e l’allattamento.

Gli adolescenti, d’altra parte, sono esposti in modo significativo alla caffeina, principalmente attraverso le bevande gassate.

Sebbene siano stati identificati collegamenti correlazionali con la sonnolenza diurna, le indagini sperimentali in ambienti controllati sono notevolmente assenti. Questa mancanza di dati empirici sottolinea la necessità di una comprensione più approfondita di come la caffeina influenzi i pattern del sonno dei gruppi di età vulnerabili.

Lo studio sottolinea l’associazione tra sensibilità alla caffeina e vari fattori, tra cui sesso, età, vulnerabilità a disturbi del sonno legati allo stress e specifici marcatori genetici. In particolare, la caffeina ha generalmente aumentato la latenza della sonnolenza, ridotto la durata del sonno e peggiorato la qualità attraverso i diversi gruppi di età.

La revisione suggerisce inoltre che le differenze nel metabolismo della caffeina e nel peso corporeo contribuiscano alla variabilità individuale nella risposta alla caffeina.

In particolare, gli adulti più anziani potrebbero rispondere in modo diverso alla caffeina rispetto ai loro giovani corrispettivi. La vulnerabilità ai disturbi del sonno indotti da dosi elevate di caffeina nelle persone di età più avanzata è una scoperta degna di nota.

Solleva anche la possibilità che gli adulti più anziani possano ridurre l’assunzione di caffeina a causa di problemi di sonno percepiti.

Poiché gli individui più maturi generalmente pesano meno dei loro giovani corrispettivi, fattori come il peso corporeo potrebbero contribuire a variazioni nell’esposizione alla caffeina.

Per leggere la notizia completa in inglese basta cliccare qui.

Fare il tè è ancora più semplice con questa magica teiera: il video

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La teiera magica condivisa su Instagram da kianstier (foto dall'account)
La teiera magica condivisa su Instagram da kianstier (foto dall'account)

MILANO – Se il tè in bustina sembra la scelta più comoda a molti consumatori – soprattutto italiani – ecco che arriva la soluzione che accontenta anche i più pigri: questa magica teiera, comparsa sull’account Instagram Kianstier, non lascia più scuse per non scegliere il tè in foglie.

Dotata di filtro, questo strumento fa bollire l’acqua elettronicamente e allo stesso modo si occupa di calare le foglie dentro il liquido una volta raggiunta la temperatura: il tutto soltanto premendo un tasto. Bello no?

Non è chiaro a che prezzo e dove sia acquistabile, ma sicuramente il video affascina e conquista, con la sua semplicità e un design lineare.

Kianster: il video di come funziona

 

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Coffee Competition: ritorna la gara presso l’istituto alberghiero Apicio Colonna Gatti di Anzio il 9 maggio

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La conferenza stampa di presentazione delle XIII edizione della Coffee Competition (immagine concessa)

ANZIO – Si è svolto ad Anzio presso la sede dell’istituto Apicio Colonna Gatti, la conferenza stampa di presentazione delle XIII edizione della Coffee Competition. Alla conferenza erano presenti: il D.S. dell’istituto Apicio Colonna Gatti professoressa Renata Coppola, collegato in videoconferenza il professor Antonio Stigliano ideatore e coordinatore della Gara, la dottoressa Maria Letizia Mingiacchi responsabile area training & eventi della Cubacafè, il dottor Vincenzo Pepe coordinatore dell’Associazione Vista Mare Rete d’Impresa, una delegazione degli alunni oltre ad una nutrita rappresentanza di professori dell’omonimo istituto: il professor Franco Armini, il professor Antonio Ambrosino e il professor Pierino Viola.

Il ritorno della Coffee Competition

Il prossimo 9 maggio presso la sede dell’Istituto alberghiero Apicio Colonna Gatti di Anzio si svolgerà la XIII edizione della Coffee Competition. La gara coinvolgerà gli allievi del biennio e del triennio degli Istituti alberghieri delle regioni Lazio, Toscana, Campania, Marche, Basilicata, Molise, Abruzzo, Puglia, Calabria e per la prima volta della Lombardia.

Dopo una scintillante natalizia edizione del 2019, la gara, ideata dal professor Antonio Stigliano e di cui Cubacafè è da sempre main sponsor, aveva subito gli esiti della pandemia anche se, per non perdere il ritmo, il contest si era svolto sui social e gli studenti si erano sfidati a “colpi” di like in attesa di tornare in presenza.

Dallo scorso anno il contest è tornato finalmente in presenza. Visto il successo dello scorso anno, anche quest’anno i lavori saranno aperti dalla Banda Musicale del Comune di Anzio.

Il format della gara non è cambiato, giuria rigorosamente stellata, le prove saranno le 4 ormai consolidate:

Gli studenti del biennio si cimenteranno nella seguente categoria:

  • Sezione espresso (preparazione dell’espresso e breve nota sul tema del caffè in una lingua straniera a scelta dello studente);

Gli studenti del biennio o del triennio si cimenteranno nella seguente categoria:

  • Sezione Latte art (preparazione di n. 2 cappuccini con decorazioni creative e pratiche di free pouring, topping, etching)

Gli studenti del triennio, si cimenteranno nelle seguenti categorie:

  • Sezione Bar (preparazione di cocktail e bevande a base di caffè e derivati);
  • Sezione Pasticceria (preparazione di dessert al piatto a base di caffè e derivati)

La novità, in animo da diverso tempo ma consolidata nella XII edizione, riferisce Maria Letizia Mingiacchi della Cubacafè, è l’inclusione.

Abbiamo voluto dare spazio/voce anche agli studenti speciali e quindi a partire dalla scorsa edizione abbiamo voluto che, questa gara, attraverso l’inclusione, sia vista e vissuta come fonte di arricchimento, di sostegno ad una didattica laboratoriale che promuova un atteggiamento attivo e partecipativo.

Pertanto, ogni istituto potrà inviare la registrazione di un tik tok di un’attività che il/i propri studenti DVA svolgono legata al mondo della caffetteria. Un’apposita giuria valuterà il tik tok migliore che riceverà un premio.

Sempre in tema di premiazioni, per ciascuna sezione, i quattro primi classificati assoluti si aggiudicheranno anche un premio per le rispettive scuole.

Ultimo ma non ultimo ci piace citare e vostro tramite ringraziare i numerosi importanti partner che da anni supportano la gara con i loro premi. In ordine rigorosamente alfabetico: Ancap, Antes, Bloom School, Brita, Carpigiani, Imperator, Mazzer, Link, Rancilio, Spinel, Vista Mare Rete D’impresa.

Notizia dell’evento viene data tramite la conferenza stampa, i canali social, da radio Omega Sound e dalla stampa di settore: Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, da sempre, danno spazio a questa kermesse sulla loro testata insieme a Comunicaffè.

Premio Tavoletta d’Oro: Domori vince due premi con Blend Criollo 80% e Criollo Porcelana 70%

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blend criollo domori
La tavoletta Blend Criollo 80% (immagine concessa)

MAGLIE (Lecce) – Sabato 17 febbraio, in occasione della seconda edizione del Salone “I Cioccolati del Mediterraneo” – Maglie (Le), Museo ArcheoIndustriale di Terra d’Otranto – si è svolta la 22esima edizione del Premio Tavoletta d’Oro, il più autorevole riconoscimento al cioccolato di qualità in Italia.

Il Premio è promosso dalla Compagnia del Cioccolato, la più importante associazione nazionale di settore, che riunisce degustatori professionali, giornalisti di settore, esperti e raffinati gourmet.

L’Associazione ha sviluppato un sistema di valutazioni tecniche, rigorosamente basate sulla degustazione.

Nel processo di selezione e definizione dei finalisti, si procede a più di 1200 assaggi tra cioccolati in tavoletta e altri prodotti al cioccolato, come dragées, cremini, gianduiotti, creme spalmabili. Ogni anno, il Concorso premia l’eccellenza del cioccolato in Italia.

Anche quest’anno, Domori si è aggiudicata il primo premio in due diverse categorie, confermando la propria leadership nel cioccolato pregiato fondente:

Miglior cioccolato fondente per la tavoletta Blend Criollo 80%

Miglior cioccolato fondente d’Origine per il Criollo Porcelana 70%

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Criollo Porcelana 70% (immagine concessa)

Entrambe le menzioni sono un riconoscimento al brand Domori nell’ambito del Criollo, la varietà di cacao più preziosa al mondo, dalle caratteristiche sensoriali uniche, di grande dolcezza e rotondità.

Sin dalla sua fondazione, Domori ha sviluppato il Progetto Criollo, un progetto sul campo di recupero e valorizzazione di questa varietà rara e delicata.

Domori è infatti anche coltivatore diretto, con due famose piantagioni in Venezuela (Hacienda San Josè) e in Ecuador (Hacienda San Cristobal).

La linea Criollo Blend offre una raffinatissima miscela di varietà di Criollo: nella versione 80%, si distingue per le note aromatiche intense di frutta secca.

La tavoletta monovarietale Criollo Porcelana 70% si distingue per la ricchezza aromatica, con note di nocciola, panna, vaniglia, crosta di pane.

Gruppo Pacorini: nel libro “Muovere merci, muovere il mondo: la famiglia, l’impresa, il contesto storico, i primi 90 anni dell’azienda” di Trieste

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Pacorini
La copertina di Muovere le merci, muovere il mondo - La famiglia, l'impresa, il contesto storico: i 90 anni del Gruppo Pacorini

È in tutte le librerie e sulle principali piattaforme, il libro “Muovere merci, muovere il mondo – La famiglia, l’impresa, il contesto storico: i 90 anni del Gruppo Pacorini“. Lo firma il giornalista triestino Roberto Morelli, l’editore è Laterza per la collana Itinerari. Un anniversario che cadeva il 4 dicembre 2023, perché la fondazione della Bruno Pacorini risale allo stesso giorno dei 1933.

Il libro svela innanzitutto una verità che qualcuno degli addetti ai lavori ben conosce. Ma non tutti sanno che attraverso il Gruppo Pacorini, i silos (i più grandi del mondo per il caffè), le navi e i camion passa quasi metà del caffè che si beve in Italia e più del dieci per cento nel mondo: l’equivalente di più di cento miliardi di tazzine di espresso l’anno.

In quindici capitoli, attraverso affascinanti rievocazioni storiche ricche di aneddoti, il libro racconta come l’attuale Gruppo Pacorini fu fondato nel 1933 a Trieste dal capostipite Bruno Pacorini, allora ventiquattrenne addetto alle spedizioni ricco solo di sogni e formidabile tenacia.

Pacorini, sacrifici e successo

Una storia di sacrifici accompagnati da un successo sempre più rapido che spiega come una piccola casa di spedizioni fondata a Trieste sia diventata un operatore logistico mondiale grazie ad una serie di azzeccate intuizioni. Ma non è soltanto una storia aziendale. È, naturalmente, anche l’affresco di un’evoluzione imprenditoriale a cavallo di due secoli frastagliati di eventi, sempre gestiti con lungimiranza e mai subiti.

Pacorini
Un particolare di big bag in uno dei magazzini del Gruppo Pacorini

Poi il Gruppo si è imposto lungo 90 anni di storia come uno dei più importanti operatori logistici. Prima con il radicamento nel porto di Trieste con la movimentazione delle merci e in particolare del caffè, quindi con l’apertura internazionale e lo sviluppo nel settore dei metalli e, nel corso dei decenni, con la propensione a costruire traffici piuttosto che a intercettarli.

Oggi la Pacorini è giunta alla terza generazione

I suoi silos di caffè a New Orleans e a Vado Ligure sono i più grandi al mondo per il caffè.

Il nuovo stabilimento Pacorini Silocaf credits Plurale – Lorenzo Santagada
Il nuovo stabilimento Pacorini Silocaf credits Plurale – Lorenzo Santagada

Con il piglio del giornalista e la cura dello storico, Roberto Morelli ripercorre con questo libro i primi 90 anni dell’azienda attraverso tappe fondate sull’inventiva e l’efficienza. Si tratta quindi di un volume che non può mancare nella libreria degli addetti ai lavori.

Perché racconta gli ultimi decenni di evoluzione del settore attraverso alcune delle innovazioni più azzeccate. Perché l’incredibile e rapida crescita del Gruppo Pacorini arriva da lì.

Gruppo logistico Trieste
Sacchi di caffè in uno dei magazzini Pacorini

Così la storia aziendale si fa un’affascinante storia familiare tra successi, cadute e rinascite. Sullo sfondo, le complesse vicende della città di Trieste nel contesto della storia d’Italia.

Scrive Morelli: “Il fatto è che la Pacorini seppe vedere se stessa in modo del tutto diverso da come la gran parte dei suoi concorrenti si vedevano in quello stesso contesto”.

Per cui mentre gli altri si occupavano di spostare la merce da A a B i Pacorini crearono “nuovi servizi a favore del cliente, per il tempo in cui aveva la disponibilità della merce. La domanda fu: Che cosa posso fare in più per i clienti”. La risposta portò alla creazione di valore aggiunto e servizi di grande utilità per i torrefattori.

Il Gruppo Pacorini comincia a crescere rapidamente

Basti dire che in sei anni il fatturato aziendale si è moltiplicato per 30 volte, quello che accade oggi soltanto nelle startup digitali: dai 400 milioni di lire del 1973 ai 12 miliardi del 1979, corrispondenti, attualizzati per potere d’acquisto a 35,5 milioni di euro. Come ci siano riusciti i Pacorini, all’epoca capitanati da Bruno Pacorini, lo trovate ben spiegato nel terzo capitolo del libro.

Citiamo soltanto i rapporti con l’Ibc, l’Istituto del caffè brasiliano, il Porto franco gli accordi con gli altri spedizionieri e, soprattutto la pallettizzazione – prima tutto avveniva a mano – del caffè che, sin dall’inizio, faceva solo molto ridere la concorrenza per via di inevitabili incidenti di percorso e la rottura di molti sacchi…

Ma la saga dei Pacorini, la sua affermazione a livello internazionale sul fronte caffè – ma c’è anche quello dei metalli per il quale rimandiamo al libro – è strettamente legata ai quattro silos dell’azienda e all’introduzione delle operazioni sul verde. Dal cambio di imballaggio alla crivellatura alla pulizia, ecc.

Il primo fu il silos di Trieste, alla radice del Molo VII, (capitolo 5: Il futuro nasce in un silos) cui seguirono quelli di New Orleans negli Stati Uniti e gli accordi col colosso del caffè Usa Folgers (capitolo 6: Conquistare New Orleans) e i due di Vado Ligure (capitolo 14: Affrontare il virus con un nuovo silos): il primo realizzato nel 2000, il secondo più grande inaugurato il 30 settembre 2022.

Il capitolo 15, oggi e domani

Qui si parla degli accordi con i colossi mondiali del caffè che garantiscono un futuro formidabile al Gruppo Pacorini anche perché possono svilupparsi ancora di più di quanto non lo siano ora.

La saga dei Pacolini e lo sviluppo all’impazzata del Gruppo è una storia italiana che insegna come un’azienda anche non enorme riesca a trovare un suo spazio tra i colossi mondiali che dominano la scena della supply chain grazie all’ingegno, l’affidabilità e alla flessibilità italici: una sorta di formula magica.

In questo caso accompagnati da tanto lavoro. Con una riflessione finale sul fatto che la Pacorini prima e il Gruppo Pacorini dopo hanno sempre dimostrato che l’impresa familiare può funzionare. Pur con una serie di interessanti considerazioni sull’argomento ricavate dalla storia dei Pacorini.

Il resto è un libro da leggere per intero perché tutte le storie legate al caffè degli ultimi anni, sono raccontate con intelligente sintesi. Il risultato: una vera antologia ragionata dove si parla delle operazioni non sempre limpide del governo brasiliano e di tantissimo d’altro.

Perché quella del Gruppo Pacorini è la storia del caffè in Italia. E, poi, nel mondo.

Casa Editrice: Laterza
Pagine: 336
Prezzo 24 euro
È in vendita in tutte le librerie d’Italia e sui siti: ibis.it; Amazon e Bookdealer.

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Il logo Pacorini

La scheda sintetica del Gruppo Pacorini aggiornata a febbraio 2024

Pacorini Silocaf Srl è l’operatore logistico leader in Italia nell’attività di stoccaggio, manipolazione e lavorazione del caffè verde. Con un fatturato di 45 milioni di euro nel 2022 e 118 dipendenti diretti, offre i propri servizi in magazzini ed impianti silo localizzati nei principali porti nazionali. Nel 2022 è stato inaugurato il nuovo impianto Silos a Vado Ligure (Savona), il più grande silos al mondo per la lavorazione del caffè verde.

Pacorini Silocaf è controllata al 100% da B. Pacorini SpA., holding del Gruppo Pacorini che nel 2023 ha celebrato i primi 90 anni di attività e successi.

Il Gruppo Pacorini, fondato nel 1933 a Trieste, è una multinazionale italiana che offre servizi logistici per una vasta gamma di commodity. Vanta una posizione di leadership a livello mondiale nella logistica del caffè verde, cacao e metalli non ferrosi.

Il video per gli 85 anni del Gruppo

Presente in cinque continenti con 19 società controllate ed un fatturato consolidato di 300 ml Euro nel 2022. Gestisce 1,5 milioni di metri quadrati di magazzini con più di 1.000 persone occupate direttamente. Tra l’altro sono ben 3,5 milioni le tonnellate introdotte a magazzino, di cui 1.000.000 soltanto di caffè verde.

Mario Cerutti, Lavazza, al talk Comunicaffè di Sigep: “Ecco perché consiglio a tutte le aziende di costruire un bilancio di sostenibilità”

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Mario Cerutti, chief institutional relations & sustainability officer del Gruppo Lavazza

RIMINI – Mario Cerutti, direttore sostenibilità Lavazza e segretario della Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza, è intervenuto, collegandosi in remoto, al convegno organizzato da Comunicaffè tenutosi durante il SIGEP di Rimini. Cerutti ha esposto la politica della sua azienda nei confronti del tema sempre più importante della sostenibilità.

Cerutti ha illustrato, anche attraverso alcune diapositive, che ci ha consentito di riprodurre, la storia di Lavazza e i passi che l’hanno condotta in pochi decenni a diventare uno dei marchi italiani più attenti alle politiche green e sociali.

Ecco, in sintesi, che cosa ha detto Mario Cerutti.

L’impegno di Lavazza nella sostenibilità della filiera spiegato da Mario Cerutti

Il direttore sostenibilità dell’azienda torinese: “Voglio parlare di quello che è stato lo sviluppo storico della sostenibilità in Lavazza: partiamo da qui per poi toccare alcuni aspetti importanti. Consiglierei l’esercizio di costruire un bilancio di sostenibilità, perché è un modo per comunicare le caratteristiche della propria azienda. È dal 2016 che Lavazza ha un proprio dipartimento di sostenibilità”.

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La storia di Lavazza nel campo della sostenibilità (immagine concessa)

Nel 1998, come spiega Cerutti, vengono implementati i primi progetti Tierra e nel 2004 viene costituita la Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza con l’obiettivo di supportare le comunità del caffè in tutto il mondo nella produzione di un espresso socialmente, economicamente e ambientalmente sostenibile.

Nel 2015 avviene il lancio del programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.
Nello stesso anno Lavazza pubblica gli obiettivi il primo bilancio di sostenibilità in occasione di Expo Milano 2015.

L’importanza dell’integrazione della sostenibilità nella struttura di Lavazza (immagine concessa)

Nel 2016 viene istituito il Dipartimento di sostenibilità Lavazza per gestire tutte le attività di controllo sociale e ambientale.

La strategia sostenibile dell’azienda (immagine concessa)

Il lancio del programma Lavazza “Goal Zero” avviene nel 2018 con l’obiettivo di diffondere consapevolezza sulla sostenibilità e coinvolgere i dipendenti, fornitori, comunità, istituzioni e giovani per garantire che comprendano gli obiettivi.

Il piano strategico (immagine concessa)

Nel 2020 viene poi pubblicato il manifesto della sostenibilità di Lavazza. Che viene seguito dallo sviluppo della strategia di sostenibilità del Gruppo, in linea con i suoi obiettivi prioritari: ambiente, parità di genere e supply chain sostenibile alla base del piano.

Nel piano strategico 2021-2025, il Gruppo Lavazza ha deciso di inserire la sostenibilità come uno dei principali pilastri dello sviluppo dell’azienda. Sono stati individuati i seguenti ambiti sui cui lavorare:

  • Misurare, ridurre e compensare l’impronta ambientale
  • Economia Circolare: packaging sostenibile al 2025 e Centro per l’economia circolare nel caffè
  • Diversità e inclusione: programma Gap Free
  • Diritti umani: implementare pratiche di due diligence lungo la catena di fornitura
  • Community Care: focus sull’inclusione sociale dei giovani