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E’ ufficiale: dalla sede centrale di Vevey (Svizzera) Nestlé arriva il via libera per il processo di valorizzazione del suo comparto di acque minerali, includendo marchi storici come San Pellegrino e Acqua Panna, con l’obiettivo di avviare una procedura competitiva di vendita all’inizio del 2026. La partita ha già attirato l’interesse di importanti fondi internazionali, con un possibile ruolo di partner paritario sul tavolo.
Nestlé: la multinazionale svizzera ha incaricato la banca d’affari Rothschild & Co di seguire l’intero processo di dismissione dell’unità “Nestlé Waters”
Che comprende numerosi brand di acque minerali di alta gamma, tra cui gli italiani San Pellegrino e Acqua Panna, e potenzialmente anche Perrier e Levissima, quest’ultima sempre italiana.
La valutazione pre-asta dell’intero perimetro è stimata in circa 5 miliardi di euro, con il processo competitivo che dovrebbe aprirsi ufficialmente nelle prime settimane del 2026.
Tra gli investitori che hanno già manifestato interesse si citano colossi del private equity statunitensi come CD&R e One Rock Capital, oltre al fondo francese PAI Partners, considerato tra i candidati più accreditati per guidare un’eventuale alleanza industriale.
Nestlé ha separato la sua divisione acque in una unità autonoma all’inizio del 2025
La scelta di cedere o trovare partner per la unità Waters si inserisce in un piano più ampio di ottimizzazione delle attività, volto a semplificare la struttura del business e focalizzare risorse sulle categorie ad alto potenziale di crescita.
Nel frattempo, i dati più recenti sulla performance del segmento acque mostrano una sostanziale stabilità dei ricavi, con una parte dei marchi italiani, compresi San Pellegrino e Acqua Panna, che hanno guadagnato quote di mercato nel corso del 2025.
L’operazione, se portata a termine nelle dimensioni anticipate, segnerebbe uno dei più importanti passaggi di proprietà nel settore delle acque minerali degli ultimi anni
Con potenziali effetti rilevanti sia sui piani di investimento che sulle catene del valore di prodotti noti a livello globale.
La presenza di fondi di private equity internazionali rende probabile una riorganizzazione delle strategie di marketing e distribuzione, in un segmento di mercato in cui i consumatori mostrano sempre attenzione alla qualità e alle origini dei prodotti.
Un’intesa paritetica tra Nestlé e un fondo come PAI Partners, già operativo in joint venture di successo in altri comparti, potrebbe offrire continuità gestionale, pur introducendo nuove dinamiche competitive rispetto agli asset oggi esistenti.
L’avvio della procedura di vendita della divisione Waters da parte di Nestlé potrebbe portare a una nuova fase di consolidamento in un mercato caratterizzato da forte competizione e preferenze dei consumatori in evoluzione.
Per gli operatori del settore beverage e per gli investitori istituzionali, l’operazione rappresenta una finestra di opportunità per partecipare alla gestione di marchi globali con profonde radici nei rispettivi Paesi di origine.
Nel breve periodo, resta da monitorare il numero e la qualità delle offerte vincolanti che emergeranno nel corso della gara, così come le strutture di governance e partecipazione che i potenziali acquirenti proporranno per valorizzare questi asset nel lungo termine.



















