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Mixology invernale, il must have dei cocktail anti-gelo è il caffè

mixology
Un cocktail a base di espresso

MILANO – Il caffè non è solo un prodotto che si consuma da solo, ma ama la compagnia. E si fa molto amare dagli ingredienti, con i quali spesso e volentieri si sposa per dar vita a nuove ricette. L’arte della mixology è ricca di varianti a base caffè, che sia espresso, in filtro o altre versioni. Il grande protagonista dei cocktail invernali, almeno da quanto emerge dall’articolo pubblicato su magazinefipgc.it, è proprio la bevanda tanto amata dagli italiani e nel mondo. Vediamo meglio di che si tratta.

Mixology di quest’inverno? è il caffè

Parola dei bartender e fra loro Gianmarco Grassini, mixologist e barista che spesso utilizza il caffè nei suoi cocktail, già ospite dell’ultimo Host Milano e oggi richiamato a parlare di caffè nella sua Firenze. Nella mixology attuale c’è la nuova tendenza a selezionare le monocolture o le miscele, a creare una ricetta proprio a partire dal chicco. Non è più solo la singola origine dalla Colombia ad essere considerata, ma tutto il ventaglio di colture.

E dal chicco poi il bartender può partire per i suoi drink

«La tecnica Aeropress è usata per estrarre il caffè con l’alcol infondendolo immediatamente. Si può anche prendere una ricetta classicissima giocando sull’ingrediente sciroppo e usando una singola origine un po’ più particolare.

Water + more
BEST COFFEE

Con sentori un po’ aciduli, o addirittura “sbagliare”, volutamente, un’estrazione per cercare dei sentori particolari. Ad esempio con un espresso con una singola origine etiope o africana posso spingere molto sull’acidità e tirare fuori una cifra interessante che va a bilanciare il mio drink. O posso scegliere un’altra origine per tirare fuori una nota amara, perché in quel drink mi serve quella nota.»

Sono tante le possibilità che il caffè offre alla mixology

Un barman di Campari, per esempio, ha fatto un’infusione con il vermut al posto dell’acqua e poi ha giocato sul Negroni. Il caffè lo ritroviamo anche nei cocktail del prestigiosissimo bar dell’Hotel Bristol de Paris. Oltre al caffè qui si cerca il colore e il sapore di alcool scuri, spezie, sapori intensi.

Quindi via a cognac e whiskey invecchiati, caffè, come detto prima, liquirizia

Un’idea è l’Espresso Martini con 1 cl di sciroppo di canna; 1 cl di liquore di caffè; 3 cl di caffè; 5 cl di Vodka; 3 grani di caffè. (In uno shaker riempito per due terzi di ghiaccio, va versato lo sciroppo di zucchero di canna, il liquore di caffè, il caffè e la vodka. Si versa poi nel bicchiere filtrando e decorando con i chicchi di caffè. Tra i cocktail invernali c’è sicuramente anche il Caffè cubania rumba, con caffè, succo di gava, sciroppo di rum e lime.

I classici al caffè

Non dobbiamo però mai dimenticare gli “evergreen” che ritornano in auge periodicamente:  quest’inverno, dedicato al caffè, ricordiamo l’Irish Coffee (whisky, panna liquida, caffè e zucchero di canna), uno dei cocktail invernali più richiesto nei bar dopo l’estate; ricordiamo il White Russian, cremoso, simile all’Irish Coffee e composto da Vodka e caffè, oltre che dalla panna.

Meno “modaiolo” ma di certo capace di dare piacere a chi vorrà provare un cocktail al caffè è il Bombardino, amato dagli sciatori e da chi pratica la montagna. La tradizione narra che la sua ricetta è nata a Livigno: zabaione, panna, brandy e caffè.

Non solo caffè, ma anche spezie

Torna in auge anche il Punch, altro classico per l’inverno, apoteosi delle spezie: anice e rum, oltre che frutti di bosco, succo d’arancia e vino rosso. Profumo di spezie anche nel Dirty Mojito, la versione winter del Mojito: si prepara sostituendo al rum bianco con il rum speziato.