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La Confesercenti è all’opera su un logo speciale per chi aderisce al plastic free

Un logo ad hoc per chi sarà "plastic free", Confesercenti lancia il decalogo A lanciare i 10 punti fondamentali per ritornare a un utilizzo più responsabile di bottigliette, cannucce, sportine, tovagliette, imballaggi per cibo da trasporto, è Confesercenti

plastica logo
In programma per le attività che aboliscono la plastica, un logo apposito

MILANO – Il punto della situazione fatto da Confesercenti per quanto riguarda la volontà di sostituire del tutto gli oggetti di plastica nei pubblici esercizi. Il passo in avanti è la creazione di un logo ad hoc per tutte le attività che hanno deciso di sposare la causa plastic free. Leggiamo la notizia completa dal sito cesenatoday.it, dall’articolo di Elisabetta Boninsegna.

Logo plastic free: Confesercenti lancia il decalogo

Un decalogo “plastic free” per tutti quegli esercenti (ristoratori, baristi, gelatai, gastronomie, pizzerie…) che vogliono dare un segnale concreto al tema ambientale riducendo in maniera consistente, se non abolendo del tutto, la plastica monouso e la plastica in genere.

A lanciare i 10 punti fondamentali per ritornare a un utilizzo più responsabile di bottigliette, cannucce, sportine tovagliette, imballaggi per cibo da trasporto, è Confesercenti. Da sempre sensibile al tema ambientale. Va ricordato, infatti, che il Festival del Cibo di Strada, ideato dall’associazione di categoria con grande successo una ventina di anni fa, è stato il primo evento culinario con un basso impatto ambientale e una raccolta differenziata immediata.

E il passaggio successivo, previsto da Confesercenti, è che chi aderirà al decalogo potrà fregiarsi del logo pensato ad hoc dall’agenzia grafica Matilde Studio “Goodbye Plastica”

Un logo che poi potrà esser utilizzato come vetrofania o, addirittura, riportandolo negli imballaggi per il cibo e le bevande e nelle sportine di carta da dare ai clienti.

“Noi non siamo contro la plastica – ha spiegato Davide Ricci di Confesercenti – anche perché la plastica quando è nata per essere un bene durevole. Poi ne abbiamo fatto un utilizzo esagerato e sbagliato. Tutta la plastica monouso che è in giro si può assolutamente ridurre o far sparire”.

Se con le cannucce già molti esercenti hanno trovato il sostituto, come con gli imballaggi ecologici e le posate, il prodotto più difficile da sostituire è la bottiglietta di plastica da mezzo litro. Per ora non c’è nulla. Ce n’è una con plastica biologica ma è solo naturale. Una famosa marca ha realizzato le lattine di acqua gasata, pratiche e compostabili, ma costano moltissimo.

E un esercente deve guardare anche al costo perché non può assorbire tutto lui ma nemmeno far pagare ai clienti costi molto più alti, altrimenti perde i clienti. E’ un gioco di equilibri che va accompagnato dalla politica.

A questo riguardo, all’incontro organizzato da Confesercenti da Cibus in zona concessionarie, ha parlato anche l’assessore comunale all’ambiente Francesca Lucchi

“La versa sfida è ridurre i rifiuti in generale – ha spiegato l’assessore – ma ovviamente dobbiamo procedere per gradi. Dobbiamo puntare molto sulle scuole, sensibilizzando i ragazzi. Fra poco anche noi distribuiremo 15mila borracce agli studenti di Cesena e cercheremo di lavorare alla riduzione nelle mense scolastiche della plastica monouso”.

Anche dalla Regione sono arrivate notizie buone. “Per i prossimi 5 anni – ha spiegato la consigliera regionale Lia Montalti – dall’Europa arriveranno 2 miliardi e mezzo di euro da utilizzare in regione per accompagnare la trasformazione del mercato della plastica; ridurne sempre più l’utilizzo sostituendola con altri nuovi tipi di imballaggi e di oggetti più rispettosi dell’ambiente”.

Anche il sindaco di Gambettola, Letizia Bisacchi, ha presentato il progetto Gambettola Green in collaborazione con Unica Reti

E che porta distributori di acqua in tutte le scuole del comune. Come il consigliere regionale Andrea Bertani dei Cinque Stelle ha ribadito l’impegno ambientalista del movimento fin dai primi momenti, più precisamente da quando organizzarono Woodstock a Cesena.

In ultimo la testimonianza di un esercente cesenate che ci ha già provato e continua a provarci, Roberto Leoni della gelateria Leoni. “In cinque anni, con due locali aperti (il terzo, quello di San Giorgio, è aperto da poco) – ha concluso Leoni – abbiamo fatto un calcolo di quello che, utilizzando coppette e palette biodegradabili, hanno risparmiato in plastica.

Praticamente abbiamo evitato 320 mila coppette e 260 chili di palettine. E in un anno, visto che ora diamo solo sacchetti di carta per chi porta a casa il gelato, abbiamo risparmiato anche 130 chili di sacchetti di plastica. E tutto senza alzare i costi al cliente. Saranno piccole azioni ma penso che se tutti iniziassimo a metterle in pratica, sarebbe un’ottima notizia”.