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Ivs Group, il bilancio 2019: fatturato di 462,9 milioni, +6,6% rispetto al 2018

Sintesi dei risultati al 31 dicembre 2019: Fatturato consolidato pari a Euro 462,9 milioni, +6,6% rispetto al 2018. Ebitda Adjusted 1 Euro 105,5 milioni (con effetti Ifrs16); Euro 94,3 milioni al netto effetti Ifrs16. Utile netto Adjusted, pari a Euro 26,3 milioni +0,1% (con effetti IFRS16); Euro 27,3 milioni (+4,1%) al netto effetti Ifrs16 (prima degli utili di terzi per Euro 1,2 milioni). Perfezionate 11 nuove acquisizioni nel core business del vending e una nella divisione Coin, per un valore di circa Euro 29,8 milioni.

Ivs Group
Il logo Ivs group

MILANO – Il Consiglio di Amministrazione di Ivs Group S.A. (Milano: Ivs.MI) si è riunito il 24 marzo 2020, sotto la presidenza di Paolo Covre, per esaminare ed approvare il progetto di bilancio al 31 dicembre 2019 (separato e consolidato), la relazione degli amministratori; la nota integrativa al bilancio e il bilancio di sostenibilità.

Alla luce delle incertezze sul possibile impatto e durata dell’epidemia Covid-19, pur considerati i positivi risultati conseguiti nel 2019, il consiglio ha deliberato di proporre all’assemblea di astenersi dal pagamento del dividendo. Il Consiglio ha quindi dato mandato al Presidente di convocare l’Assemblea ordinaria nei termini di legge e dello
Statuto, per il giorno 12 maggio 2020, ore 11.00. Ovvero in data successiva e comunque non oltre il 30 giugno 2020 presso la sede legale in 18 Rue de l’Eau L – 1449, Gran Ducato del Lussemburgo, per deliberare su: approvazione del bilancio annuale al 31 dicembre 2019 e materie collegate, destinazione del risultato d’esercizio, rinnovo dell’incarico ai revisori dei conti, manleve agli amministratori.

Ivs Group, andamento della gestione

Il fatturato consolidato del 2019 ammonta a Euro 462,9 milioni (di cui Euro 417,0 milioni derivanti dall’attività caratteristica del vending), con un incremento del 6,6% rispetto ai Euro 434,4 milioni del 2018 (di cui Euro 395,9 milioni nel vending). I ricavi complessivi aumentano del 7,1% in Italia e del 3,5% in Francia; calano del 5,7% in Spagna e del 2,4% in Svizzera.

In aumento il fatturato della Cgu Coin Service (+26,6% in totale; di cui +6,2% nel business principale della moneta metallica). A cui contribuiscono anche lo sviluppo dell’attività di monetica digitale nella controllata Venpay (+50,3%) e l’acquisizione di Moneynet S.p.A., entrata nel consolidato di Ivs Group da agosto 2019.

L’andamento complessivo delle vendite nel vending, a parità di perimetro e di giorni lavorativi, è stato pressochè stabile

Con un +0,7% in Italia, -1% in Francia, -5,4% in Spagna e -2,8% in Svizzera. Come riportato in precedenti trimestri, il calo della Spagna è stato particolarmente influenzato da riduzioni dei volumi presso alcuni grandi clienti nel settore automotive; in Svizzera, il calo del fatturato (per quanto limitato in valore assoluto) dipende invece da una rotazione del portafoglio clienti, che ha comportato un aumento della redditività. Il numero di erogazioni totali nel 2019 è stato pari a 867,3 milioni, da 834,3 milioni del 2018 (+4,0%).

Come negli anni e nei trimestri precedenti, Ivs mostra costantemente un tasso di acquisizione complessivo di nuovi clienti superiore al churn rate

Il prezzo medio delle erogazioni è salito a Euro 48,08 centesimi da Euro 47,45 centesimi
dell’analogo periodo 2018 (+1,3%). Nel core business del vending nel 2019 sono state perfezionate 11 acquisizioni, in Italia e in Francia, per un Enterprise Value complessivo di circa Euro 29,7 milioni, con un contributo pro rata temporis al fatturato di circa
Euro 18,7 milioni.

L’ Ebitda reported (con Ifrs16) sale a Euro 104,8 milioni da Euro 91,1 milioni del 2018 (senza Ifrs16). L’Ebitda Adjusted consolidato è pari a euro 105,5 milioni (con IFRS16), ovvero Euro 94,3 milioni senza Ifrs 16, da Euro 93,4 milioni (senza Ifrs16) del 2018 (+1,0%), con un’incidenza sul fatturato del 20,4%.

Utile netto reported di Gruppo pari a Euro 19,7 milioni (con Ifrs16)

Prima degli utili di terzi per Euro 1,2 milioni. Il risultato netto è influenzato da costi e proventi considerati eccezionali per loro natura, di cui Euro 2,2 milioni riconducibili alle acquisizioni effettuate; la parte di costi straordinari più significativa per complessivi Euro 6,4 milioni è peraltro connessa al rifinanziamento – avvenuto tra settembre e novembre 2019 – del prestito obbligazionario scadenza novembre 2022 con nuova obbligazione con scadenza settembre 2026 (costi legali e commissioni per il collocamento della nuova emissione, costi per l’esercizio di call anticipata al prezzo di 101,125, il rateo dei residui costi non ammortizzati relativi al bond rimborsato.

Nonché i maggiori interessi pagati nel periodo di coesistenza dei due bond). Inoltre, per quanto non inclusi nei costi straordinari, vanno inoltre considerati i maggiori interessi (circa Euro 1,1 milioni) pagati nel periodo intercorrente tra la data di emissione interessi del nuovo prestito obbligazionario da 300 milioni al 3% e la data del rimborso anticipato del bond preesistente da 240 milioni al 4,5%. Tali costi una tantum per il rifinanziamento, genereranno un significativo risparmio sui tassi di interesse fino al 2026.

L’Utile Netto Adjusted (degli utili di terzi) al netto delle voci straordinarie, è pari a Euro 26,3 milioni con Ifrs16 e Euro 27,3 milioni senza Ifrs16 (+4,1%) rispetto al 2018

La Posizione finanziaria netta è negativa per Euro 386,0 milioni (con Ifrs16), ovvero Euro 326,5 (senza Ifrs16) da confrontarsi con il dato a settembre 2019 pari a Euro 385,6 milioni con Ifrs 16 (e al 1 gennaio 2019, sempre con Ifrs16, di Euro 348,5 milioni). Nel corso dell’anno sono stati effettuati pagamenti per investimenti netti pari a Euro 72,6 milioni. Di cui circa Euro 51,6 milioni per investimenti tecnici netti, inclusi quelli
relativi alle aziende acquisite e i pagamenti per investimenti fatti in periodi precedenti ed Euro 21,0 milioni per pagamenti su acquisizioni.

Alle uscite di natura industriale si aggiungono pagamenti per Euro 11,1 milioni per
dividendi (terzo trimestre), Euro 7,8 milioni connessi al rifinanziamento dei prestiti obbligazionari (quarto trimestre) e Euro 3,2 milioni per pagamenti sanzione antitrust del 2016 (nel primo trimestre, fino a marzo 2019).

Il gruppo a fine 2019 ha euro 22,0 milioni di crediti Iva (Euro 13,6 milioni a fine 2018)

Non inclusi nel calcolo della posizione finanziaria netta, potenzialmente incassabili anche tramite cessioni pro-soluto. Altri fatti di rilievo ed operazioni poste in essere dopo il 31 dicembre 2019 e prospettive per il 2020. Il 1 gennaio 2020 è stata formalizzata la fusionedi S.D.A. 2000 S.r.l. in SDA-DDS S.p.A..

Il 30 gennaio 2020, Coffee System Società Cooperativa, società italiana attiva nella regione Lazio, ha conferito il suo business in Ivs Italia S.A. Il valore provvisorio dell’operazione è pari a Euro 0,7 milioni.

Il 6 marzo 2020 IVS Italia S.p.A. ha perfezionato l’acquisto del business di Idea Vending S.r.l., per un valore di circa Euro 0,1 milioni.

Il 12 marzo 2020 IVS Italia S.p.A. ha inviato alla Agcm (Antitrust) formale richiesta di rimborso, per un importo pari a circa Euro 8,0 milioni (più interessi legali), della parte della sanzione eccedente e già interamente pagata.

Nel corso del 2019 Ivs Group ha registrato complessivamente un leggero aumento delle vendite nel vending, a perimetro costante

Bonostante un lieve calo dei volumi, dovuto al rallentamento generale dell’economia, in
Europa e in Italia, gradualmente emerso nel corso dell’anno. Le politiche sugli investimenti, sulla qualità e innovazione dei servizi, sul mix di prodotto, hanno comunque consentito il mantenimento di buoni livelli di redditività.

L’inizio del 2020 si è mantenuto in linea con il trend precedente, sino all’emergere, prima in Italia e quindi nel resto dell’Europa, della rapida diffusione del virus Covid-19. Si sono quindi succeduti diversi provvedimenti governativi, volti ad affrontare l’emergenza, con conseguenti effetti su tutte le attività economiche. A partire dalle regioni del nord Italia e in alcuni segmenti di mercato e quindi su base nazionale. Ciò ha determinato, in Italia,
una significativa riduzione dei volumi delle consumazioni, dovuta al forte calo di persone presso luoghi pubblici e di lavoro.

I dati su altri mercati europei non sono ancora consolidati, ma sono plausibili livelli di calo analoghi. I provvedimenti di governo hanno esplicitamente considerato l’attività della distribuzione automatica alimentare (vending) tra quelle autorizzate a mantenere la continuità di servizio.

L’impatto – che si ipotizza significativo – sui risultati aziendali del 2020 in termine di riduzione di margini, non è evidentemente quantificabile con precisione, stante l’impossibilità di prevedere durata e intensità degli effetti dell’epidemia. L’azienda ha peraltro immediatamente posto in essere azioni volte a preservare sia i risultati economici, sia la posizione finanziaria aziendale; tra queste, l’adeguamento della struttura logistica (addetti rifornimento e tecnici); prevedendo anche l’attivazione di ammortizzatori sociali (Cigs); la ridefinizione di alcune categorie di costi (es. positioning fees); il ridimensionamento degli investimenti programmati.

L’indebitamento finanziario del gruppo

Essendo per la quasi totalità rappresentato da finanziamenti a lungoctermine (rimborso in unica soluzione finale) e obbligazioni a lunga scadenza (settembre 2026), costituisce una
situazione di relativa forza aziendale rispetto a molte aziende del settore del vending. Il gruppo ha inoltre significativa liquidità e linee di credito inutilizzate. Ciò consente, pur nelle difficoltà contingenti, di guardare al futuro ancora in un’ottica di sviluppo.

Ivs Group ha già dimostrato, anche nei periodi caratterizzati da un contesto economico molto debole, come nel 2013-2015, la propria forza e resilienza; sa come affrontare sfide difficili, cogliere nuove opportunità e migliorare costantemente la sua posizione e quota di mercato. Tra queste opportunità, anche i crescenti e importanti numeri di utenti dei sistemi di interconnessione e di pagamento digitale sul network di distributori di Ivs, rappresentano, per il gruppo e per molti suoi partner e stakeholder, un importante strumento competitivo e di creazione di valore.