domenica 07 Agosto 2022

Vending: Illiria Group passa da 75 milioni nel 2019 ai 60 nel 2021 e prepara tre acquisizioni

Mario Toniutti, amministratore delegato dell’udinese Illiria: “Nel 2020 abbiamo perso circa il 31% del giro d’affari, nel 2021 abbiamo recuperato 8 punti percentuali, chiudendo con una riduzione, sempre rispetto al 2019, di circa il -23%, ora il perdurare dello smart working non ci sta aiutando, per fortuna che sono state riaperte le scuole”

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MILANO – I ricavi nel settore del vending continuano a diminuire. Anche Illiria Group risente della situazione perdendo terreno ma valuta tre nuove acquisizioni. Per migliorare una situazione così drammatica il ritorno in ufficio dei lavoratori svolgerà un ruolo cruciale. Riportiamo di seguito l’articolo scritto da Maura delle Case, pubblicato sul portale Nord Est economia.

Illiria: per migliorare la situazione molto dipende dal ritorno dei lavoratori i ufficio

UDINE – Dopo due anni di caduta senza paracadute, il settore del vending continua a precipitare. I dati di gennaio diffusi da Confida, l’associazione di categoria che riunisce le imprese del settore della distribuzione automatica, dicono che nel primo mese dell’anno i ricavi continuano a contrarsi.

“Nel 2020 abbiamo perso circa il 31% del giro d’affari, nel 2021 abbiamo recuperato 8 punti percentuali, chiudendo con una riduzione, sempre rispetto al 2019, di circa il -23%, ora il perdurare dello smart working non ci sta aiutando, per fortuna che sono state riaperte le scuole” dichiara il vicepresidente di Confida, Mario Toniutti, Ceo e Ad dell’udinese Illiria, azienda che è passata da un fatturato consolidato di circa 75 milioni nel 2019 ai 60 del 2021.

L’anno in corso? Molto (tutto) dipenderà dal ritorno in ufficio dei lavoratori. Detto altrimenti, dalla fine dello smart working che difatti Confida – per bocca del suo presidente – nei giorni scorsi ha chiesto al Governo di “archiviare”, revocando la circolare del 5 gennaio e promuovendo il rientro dei lavoratori in presenza, sia nel settore pubblico sia in quello privato.

“Le nostre aziende sono in grave difficoltà e difficilmente potranno resistere fino al 31 marzo, ossia alla fine dello stato di emergenza” ha detto il presidente. Toniutti conferma. “Abbiamo chiuso il 2021 in linea con il settore, in riduzione, ma con forti distinguo tra le aree metropolitane, dove il ricorso allo smart working è stato massiccio, e le altre”.

Illiria valuta tre nuove acquisizioni

Illiria occupa complessivamente 500 persone, presidia il mercato nordestino, che rappresenta circa il 55% del suo giro d’affari, e quello di altre 5 regioni (Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Marche e Lazio). Tra il 2019 e il 2020 ha messo a segno due operazioni di m&a, altre tre le ha nel mirino.

Mario Toniutti, l’amministratore delegato: “Prima abbiamo rilevato la marchigiana Dam, poi la partecipata Espresso Time di Susegana ha conferito il capitale sociale in Illiria. Ora stiamo valutando altre tre acquisizioni, in regioni dove siamo già presenti. Nell’arco dei prossimi tre anni puntiamo a crescere, anche per linee esterne, e arrivare a quota 100 milioni di ricavi”.

Un volume che dopo gli ultimi movimenti delle aziende italiane di vending porterebbe Illiria sul terzo gradino del podio a livello nazionale. L’attenzione alla crescita si accompagna a quelle per sostenibilità e transizione digitale, che trovano Illiria tutt’altro che impreparata.

In materia di digitalizzazione, “Stiamo collegando da remoto tutti i nostri distributori, così da poterli governare a distanza e risolvere alcuni problemi tecnici garantendo un maggior servizio ai nostri clienti e riducendo notevolmente il tempo di fermo macchina. Stiamo anche predisponendo i distributori per l’interazione con metodi di pagamenti digitali. Tra settembre e dicembre abbiamo installato nelle Asl del Fvg ben 530 distributori tutti collegati in telemetria e funzionanti con le App di pagamento”.

Non ultimo, la sostenibilità. ”Abbiamo attivato diversi progetti con diversi partner nel segno dell’economia circolare: ricicliamo dai bicchieri di plastica ai fondi del caffè”.

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