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FRANCIA – Costa apre il 1° locale alla Gare de Lyon. Alto il prezzo della tazzina nonostante l’Iva agevolata

pininfarina

MILANO – Debutto parigino per Costa Coffee. La catena fondata nel 1971 dai fratelli italiani Sergio e Bruno Costa ha annunciato venerdì in un comunicato stampa l’apertura del primo locale francese, che troverà posto all’interno dei rinnovati spazi commerciali della Gare de Lyon. L’inaugurazione è prevista per il 12 dicembre.

 

La Francia è sempre più nel mirino delle multinazionali della ristorazione veloce. È notizia di giovedì scorso il ritorno sul mercato d’oltralpe di Burger King in partnership con Autogrill, di cui riferiamo a parte.

CARTE DOZIO
FRANKE

La catena americana era uscita dal mercato francese nel 1997 per problemi di redditività. La decisione comportò la chiusura di una quarantina di locali.

Tazzina amara Ammonta a 1,38 euro il prezzo medio della tazzina di caffè in Francia, secondo un’indagine condotta in oltre 1.200 pubblici esercizi di tutto il paese dall’autorevole analista di mercato Gira Conseil.

La regione più cara è l’Aquitania (EUR1,72) dove sorprendentemente il caffè costa addirittura più che a Parigi (EUR 1,66) o nelle regioni turistiche del sud (EUR1,64).

I prezzi più bassi si registrano invece nel Limousin (EUR1,30) e in Corsica (EUR1,33).

Oltre che a livello geografico si osservano disparità notevoli anche tra le grandi città (almeno50mila abitanti) e i piccoli centri.

Il prezzo medio del caffè servito al tavolo è di 2,34 euro. Si scende a 0,91 euro nella distribuzione automatica e a 0,62 nella ristorazione collettiva, gli unici 2 circuiti di distribuzione dove la tazzina costi meno di 1 euro.

Secondo Bernard Boutboul – direttore generale di Gira Conseil – il caffè a meno di 1 euro sta prendendo sempre più piede nel comparto della ristorazione veloce.

“Il concetto è quello di incoraggiare il cliente a consumare il caffè sul posto, piuttosto che in ufficio o a casa”. Rimane da vedere – ha aggiunto Boutboul – se questa tendenza rimarrà sostenibile a fronte dell’aumento dei costi e di un possibile elevamento delle aliquote Iva per i pubblici esercizi, che l’amministrazione Sarkozy aveva abbassato al 5,5%.

In fatto di caffè i francesi continuano a privilegiare i consumi domestici (82% del totale). Contribuiscono a tale trend la forte diffusione delle macchine espresso a cialde e capsule e i prezzi praticati nei pubblici esercizi, che il 40% dei consumatori considera eccessivi.