giovedì 30 Giugno 2022

A Milano, 5mila colazioni offerte allo staff medico dell’ospedale San Paolo

La solidarietà nei confronti di chi quotidianamente rischia il contagio per salvare la vita dei malati Covid 19, non smette mai. Ecco l'idea del Municipio 6: buoni da presentare al bar dell'ospedale per tutto il personale sanitario, accompagnati da frasi di incoraggiamento dei bambini delle scuole della zona

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MILANO – Il capoluogo lombardo corre nella gara della solidarietà che ha visto fortunatamente molti sfidanti: i baristi del Municipio 6 si sono uniti reinterpretando la tradizione del caffè sospeso, allargandola alla colazione sospesa. Così, per tutto il team ospedaliero del San Paolo, cornetti e cappuccini gratis per tutti. Grazie alla generosità degli abitanti del quartiere e dei gestori delle caffetterie. Con tanto di messaggio di ringraziamento scritto dai bambini. Leggiamo la notizia da repubblica.it.

Colazione sospesa per medici e infermieri al bar dell’ospedale San Paolo di Milano

L’iniziativa è del Municipio 6, che ha deciso di offrire 5mila colazioni “come simbolo della nostra immensa gratitudine per il loro coraggio”. Caffè o cappuccino e brioche pagati grazie alle donazioni dei cittadini della zona sud di Milano.

“Finiscono stremati dopo turni interminabili, con i segni delle mascherine sul viso. E dopo qualche ora indossano di nuovo le mascherine e tornano nei reparti, combattendo una battaglia che è per tutti noi.

A tutti questi “eroi normali”, medici e infermieri, è giusto dire grazie”, scrive su Facebook il presidente del Municipio, il dem Santo Minniti

Ogni buono colazione sospesa contiene una frase delle bambine e dei bambini del Municipio 6, grazie all’adesione di tutte le scuole che hanno raccolto i loro pensieri inviandone più di duemila in pochi giorni. Come quello di Filippo, 8 anni, che promette di “regalare ai dottori un lego per aver curato i malati”. E aggiunge Minniti: “Sarei felici se tutti i Municipi ed altri Comuni aderissero, offrendo la colazione ai propri medici e infermieri. Meriterebbero molto di più, ma mi piace pensare che tra un turno e l’altro, queste colazioni e i messaggi dei bambini disegnino sul loro volto un sorriso, accanto ai segni delle mascherine”.

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