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CIRCOLARE USDA – Il minagricoltura americano stima ufficialmente la produzione mondiale 2012/13 nel dato record di 151 milioni di sacchi

Le forti divergenze sul dato del Brasile all’origine della discrepanza con le previsioni contenute nel report mensile dell’Ico

Forti correzioni al rialzo per le cifre di Vietnam e Honduras

MILANO – Previsioni ottimistiche quelle degli esperti Usda. Nella circolare semestrale sui mercati e il commercio del caffè – contenente le cifre ufficiali del minagricoltura Usa –diffusa venerdì, il raccolto mondiale 2012/13 viene stimato nel volume record 151,283 milioni di sacchi, in crescita di quasi 7 milioni rispetto all’annata precedente.

CARTE DOZIO
FRANKE

 usda

Il dato supera di 5,32 milioni di sacchi quello della prima stima Ico contenuta nel report di novembre.

A determinare questa forte discrepanza è, ancora una volta, la divergenza nelle cifre sulla produzione brasiliana.

Il dicastero americano ha corretto al rialzo di circa 3,4 milioni di sacchi la stima contenuta nella circolare di giugno e ha attuato importanti revisioni anche sui dati relativi al 2011/12.

La produzione mondiale cresce per il terzo anno consecutivo e per la terza volta tocca un massimo storico, con un ulteriore balzo di 6,863 milioni di sacchi (+4,75% rispetto al 2011/12) ascrivibile pressoché per intero al Brasile.

Il raccolto del Brasile ha raggiunto, secondo Usda, il dato record di 55,9 milioni di sacchi, superiore del 13,6% a quello del 2011/12 e del 2,6% al precedente primato di 54,5 milioni registrato nel 2010/11.

Come di consueto, la stima del ministero americano differisce sensibilmente da quella ufficiale del governo brasiliano (50,48 milioni di sacchi) contribuendo all’altrettanto consueto divario tra le cifre Usda e le cifre Ico.

A spingere il Brasile verso un nuovo massimo storico è soprattutto il raccolto di conillon, che raggiunge il volume senza precedenti di 15,7 milioni di sacchi.

Il raccolto di arabica, per quanto abbondantissimo (40,2 milioni di sacchi), ha risentito delle gelate e della siccità che hanno interessato il Minas Gerais, risultando così inferiore di 1,6 milioni di sacchi a quello di 2 anni fa.

Nelle aspettative degli specialisti americani, la maggior produzione brasiliana si ripartirà in egual misura tra la filiera nazionale e quella di esportazione.

Forti correzioni al rialzo nei dati relativi al Vietnam.

La stima sulla produzione 2011/12 è stata elevata di ben 5 milioni  di sacchi e portata al dato, anch’esso da record, di 26 milioni, contro i 20 milioni nel 2010/11 e i 18,5 milioni nel 2009/10.

Hanno contribuito a questo risultato eccezionale l’espansione delle superfici coltivate e le alte rese per ettaro, favorite dalle condizioni climatiche propizie e dagli investimenti in input e irrigazione.

Rivista in positiva (+1 milione di sacchi) anche la stima per l’anno in corso, portata a 25 milioni di sacchi. A determinare questa lieve flessione, le fioriture premature causate dalle piogge fuori stagione della scorsa primavera.

Rimangono pessimistiche, invece, le previsioni per la Colombia, che restano inchiodate al minimo storico quarantennale di 7,5 milioni di sacchi, in ulteriore lieve calo sull’annata precedente.

Per il quinto anno consecutivo, il paese sudamericano risente negativamente dei fattori climatici, delle malattie e dei parassiti (ruggine del caffè e scolite) oltre che della riduzione delle superfici dovuta al programma di rinnovo colturale.

L’export precipiterà a 6,5 milioni di sacchi e le importazioni, per far fronte ai consumi interni, sfioreranno nuovamente il milione di sacchi.

L’Indonesia risalirà a 9,7 milioni grazie alle migliorate condizioni climatiche, che consentiranno una consistente ripresa produttiva.

Il dato rimane comunque lontano dai livelli record raggiunti alla fine del decennio scorso, principalmente in ragione della perdita di superfici coltivate (-5%) a favore di colture quali il cacao, l’albero della gomma e la palma da olio.

In virtù di una lieve revisione al rialzo delle stime per l’anno in corso, la produzione dell’India è prevista ora al massimo storico di 5,3 milioni di sacchi, con l’attesa di un abbondantissimo raccolto di robusta nel Karnataka.

Migliorano considerevolmente le previsioni anche per il raccolto dell’Honduras, che diventerà il sesto produttore mondiale alle spalle dell’Etiopia, con un 5,8 milioni di sacchi.

consumi mondiali sono stimati in 141,373 milioni di sacchi, marginalmente in crescita sull’anno precedente.

L’eccedenza produttiva consentirà un parziale reintegro delle scorte finali, che risaliranno a 28 milioni di sacchi contro i circa 25 del 2011/12

L’export mondiale raggiungerà il livello senza precedenti di 103,524 milioni di sacchi.

L’Unione Europea conta per circa la metà delle importazioni mondiali, con Brasile (28%), Vietnam (25%) e Honduras (7%) quali principali fornitori.

Secondi gli Usa, che importano principalmente da Brasile (25%), Vietnam (18%) e Colombia (13%).

Di seguito la tabella riassuntiva con i dati salienti relativi a produzione, commercio, consumi e scorte.