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Mondiali di Seoul: «Masciullo, il meglio del barista in un campionato molto tecnologico»

L’arte del barista e le tecnologie di avanguardia in un mondiale ricco di spunti interessanti per i professionisti e tutte le aziende italiane del settore

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wbc seoul dale harris

MILANO – I campionati Mondiali Baristi, vinti da Dale Harris (FOTO sopra) si sono appena conclusi e abbiamo chiesto a Cristina Caroli – Coordinatrice Nazionale Sca Italy – un primo commento a caldo.

Francesco: un mix di professionalità e genialità italiana

Cristina Caroli guarda subito in casa Italia: «Non posso che iniziare da Francesco Masciullo, il nostro Campione Italiano che il ranking non ufficiale ci indica all’undicesimo posto nella competizione mondiale».

«Francesco ci ha resi particolarmente orgogliosi per la sua capacità di essere un barista vero, dando prova di altissima professionalità e di inventiva geniale, tipiche italiane. Ha saputo affrontare difficoltà insidiose e proseguire il suo percorso ai mondiali fino alle semifinali».

SIGEP
Mumac

«Ha portato la routine incentrata su temi molto attuali della Coffee Community, come il riscaldamento globale e l’adattabilità. Messa a punto nei dettagli con il suo coach Francesco Sanapo è portata nel migliore dei modi alla attenzione dei giudici. Così ha giocato le sue carte in modo ineccepibile».

«Purtroppo non è bastato a consentirgli l’ingresso nella finale, ma la classifica nulla toglie a mio avviso al suo valore e allo spessore della sua gara, a lui va la nostra gratitudine per l’impegno profuso e il risultato comunque di valore».

Masciullo un campione a testa alta

Francesco Masciullo

Azoto liquido, elementi modificati, doppie macinature, montatura del latte senza lancia: stimoli importanti per le aziende costruttrici

Prosegue Cristina Caroli: «Le finali sono state caratterizzate dalla massiccia presenza di soluzioni ad elevata tecnologia, realizzate in collaborazione con industrie e centri di studio».

«Il super freddo sul caffè in polvere e in grani sembra essere di grande tendenza, per gli effetti sulla granulometria della macinatura e per elevare il punto di stress termico in macchina».

Azoto liquido sui grani di caffè per Miki Suzuki

miki suzuki

«Nelle routine si è visto anche un copioso utilizzo di azoto liquido on stage sui grani e anche sul caffè estratto per precipitarne la temperatura. D’altro lato caramellizzazione di sostanze per modificarne la struttura e ottenere una iper solubilità (con una personale sensazione di già visto nella routine del nostro Angelo Segoni) si sono viste anche doppie macinature per una granulometria più uniforme».

«Tema di grande interesse è stoto anche la diluizione del latte durante la montatura con la lancia vapore. Diversi concorrenti hanno applicato metodi per non diluire il latte con il vapore. O per compensare l’iniezione di vapore in esso. Alla ricerca di un sapore più integro e appagante».

«Sono metodologie che derivano da studi e ricerche molto importanti, e che ci indicano nuove sfide che le Aziende costruttrici dovranno affrontare con i loro reparti ricerca e sviluppo».

La caramellizzazione per una struttura modificata ed iper solubile

Huge Kelly

Ma tra tecnologie e soluzioni d’avanguardia ha vinto il barista: Dale Harris

«Senza nulla togliere a tutti i finalisti, che sono indubitabilmente incredibili professionisti, non posso che sottolineare che il primo premio è andato ad un barista. Che ha realizzato una routine di gara assolutamente ripetibile».

«Dale Harris ha lavorato su concetti diversi: nella prima parte, il barista è come uno chef stellato. Dopo aver accolto i suoi ospiti e guidati in una aspettativa sensoriale, li lascia per ritirarsi in posizione non visibile ed eseguire le sue preparazioni. I giudici sono rimasti concentrati sulla bevanda servita e sulla esperienza sensoriale, senza distrazioni di tipo visivo».

«Nella seconda parte della gara Dale si è trasformato in un Bartender. Facendo accomodare i Giudici al bancone e facendo loro vedere le fasi di preparazione del suo signature drink. Che è stato giocato sulla bellezza della presentazione in bicchieri tumbler di cristallo. Con una solidificazione di ghiaccio all’interno ottenuta inclinandoli nel freezer. Un semplice sifone per amplificare la rotondità del mix di caffè e aromi ed ottenere la bevanda».

«Ripeto, una gara da barista e perfettamente ripetibile».

Il signature drink di Dale Harris

signature drink harris

E tra i tanti Geisha ha vinto un SL28

«A sfatare un mito della caffetteria di altissimo profilo che vede nei soli Geisha i caffè in grado di vincere un mondiale, e ben 5 su 6 erano di questa varietà (di cui uno reimpiantato in Etiopia), Dale Harris ha vinto con un SL28. Va comunque detto e sottolineato che i caffè per un mondiale sono indubitabilmente caffè stellari. Quindi di pregio assoluto e con componenti aromatiche straordinarie. In quanto l’aspetto sensoriale, mano a mano che la classifica si accorcia, diventa sempre più importante: ci vuole il cosiddetto effetto wow»

Asticella sempre più alta: il segreto è un pool

Prosegue l’analisi di Caroli: «Il continuo elevarsi dei livelli nei Campionati Mondiali, la ricerca e l’innovazione necessarie, oltre che investimenti ragguardevoli, a mio avviso dovrebbero spingere l’Italia a sostenere e fare rete per il proprio Campione».

Che lancia un appello: «Come Coordinatrice Nazionale Sca Italy lancio una piccola sfida. Aziende, Centri di Ricerca e Consulenti potrebbero investire facendo parte di un super pool di supporto al Campione Italiano. I benefici di una vittoria ai Mondiali sono chiari a tutti. Sarebbe un palcoscenico incredibile per le nostre eccellenze e i ritorni interessantissimi. Forse dovremmo imparare a fare più squadra, per un obiettivo comune. Non dico che sia facile, mettere insieme realtà diverse, ma dico che forse non ci abbiamo ancora provato e che la Associazione è a disposizione».

Gare da vedere e rivedere senza preconcetti

video wbc
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Conclude Caroli: «Consiglio comunque a tutti di vedere le gare di questo mondiale, sono espressioni del massimo livello raggiungibile, indicatori importanti».

«Alcuni trovano questi livelli irraggiungibili, e lo capisco, ma è’ chiaro che il Mondiale non può anche non esser rappresentativo di una realtà quotidiana, in quanto deve tendere alla amplificazione ed eccezionalità, è comunque assolutamente interessante esaminare questi temi e coglierne la spinta innovativa».

«Da sempre il campionato mondiale WCE, come i Mondiali di calcio, le Olimpiadi o la Formula 1 per l’automobilismo, è un vero e proprio volano per l’industria e per le tecniche dei baristi. Le gare sono da vedere assolutamente anche per questo, oltre al fatto che sono bellissime!»

Maurizio Valli Sca
Cristina Caroli, l’autrice del commento al Mondiale WCE, è la coordinatrice nazione Sca Italy